Tag: Vittorio Emanuele III

Il Giorno della Memoria oggi ha un significato speciale

Benito Mussolini e Rodolfo Graziani

Il 27 gennaio 1945, le prime avanguardie dell’Armata Rossa giungevano ai cancelli di Auschwitz e si trovavano davanti a uno spettacolo agghiacciante. Il campo era già stato evacuato dai tedeschi che non erano riusciti a cancellare tutte le tracce dei loro crimini (si legga: uccidere tutti i reclusi). Con la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz finì quello che è considerato il più grande omicidio di massa della storia avvenuto in un unico luogo: in esso perirono più persone che in qualsiasi altro campo di concentramento nazista. I dati dell’US Holocaust Memorial Museum parlano chiaro, sebbene sulle cifre riportate non vi sia certezza assoluta: le SS tedesche uccisero almeno 960 mila ebrei, 74 mila polacchi, 21 mila rom, 15 mila prigionieri di guerra sovietici e 10 mila persone di altra nazionalità (in totale quasi un milione e centomila esseri umani).

Continua la lettura di “Il Giorno della Memoria oggi ha un significato speciale”

1922 – Colpo di Stato della borghesia

La Marcia su Roma

Il 20 febbraio del 1922 veniva costituita l’Alleanza del Lavoro, un cartello al quale aderivano sindacati e partiti politici antifascisti, avente come scopo la creazione di “un’alleanza delle forze proletarie” per rispondere allo squadrismo fascista e risolvere i problemi delle libertà politiche e sindacali attraverso la difesa della giornata lavorativa di otto ore. Il 31 luglio l’Alleanza proclama uno sciopero generale che, per bocca di Turati, dovrà essere “legalitario” nel senso che “i lavoratori devono assolutamente astenersi dal commettere atti di violenza che tornerebbero a scapito della solennità della manifestazione e si presterebbero alla sicura strumentalizzazione degli avversari; salvi i casi di legittima difesa delle persone e delle istituzioni, contro le quali, malauguratamente, la violenza avversaria dovesse scaricare i suoi furori…”. Lo sciopero, iniziato il 1° di agosto, scarsamente organizzato e privo di guida, durò ventiquattro ore e si rivelò un fallimento permettendo ai fascisti di esercitare violenze di ogni tipo sugli scioperanti. Nella sua monumentale biografia mussoliniana, De Felice ha sostenuto che proprio questo sciopero abortito inflisse un colpo mortale alla democrazia italiana spianando “il terreno a Mussolini, spazzando via di un colpo gli ostacoli e i pericoli di cui era cosparsa la sua strada verso il potere…”. È stupefacente notare come, molti anni prima che lo storico reatino si apprestasse alla realizzazione della sua opera su Mussolini, altri aveva avuto modo di scrivere sullo stesso evento e sulle sue conseguenze quanto segue: “Nel 1921 l’Avanti! e il Partito socialista erano contrari all’azione generale proposta dai comunisti e la sabotarono in ogni modo fino alla catastrofe dello sciopero legalitario dell’agosto 1922, che ebbe solo il risultato di spingere gli industriali e la Corona verso il fascismo e di far decidere l’on. Mussolini al colpo di Stato…”: parole scritte da Antonio Gramsci nell’articolo Le elezioni comparso sull’Ordine Nuovo del marzo del 1924 (Gramsci antesignano del revisionismo storico? Semplicemente Gramsci storico, da leggere e da rileggere, anche da parte di chi si definisce revisionista).

Continua la lettura di “1922 – Colpo di Stato della borghesia”