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Peggio di una guerra!

Grazie a Carlo Soricelli per la sua instancabile opera di monitoraggio sul vergognoso fenomeno delle morti sul lavoro.

Ogni giorno, da anni, circa tre lavoratori perdono la vita mentre si trovano sul posto di lavoro o in trasferta per lavoro. E probabilmente questo è un dato per difetto. Il tutto mentre i governi che si susseguono, i principali media e la pubblica opinione fingono di non vedere.

Il PCI contro il comizio fascista

Il partito comunista italiano, reputa la chiusura della campagna elettorale di Casapound e l’esistenza di cosiddetto partito, frutto della natura dello stato di cui facciamo parte.

In tutti gli stati capitalisti è legittimata l’esistenza di partiti fascisti e nazifascisti e nessuna costituzione, neppure la più bella al mondo, (quella italiana) è sufficiente a garantire l’inesistenza di tali organizzazioni. Solamente uno stato socialista sarebbe dotato di mezzi e contenuti per combattere questa malsana ideologia, frutto della natura dello stato di cui facciamo parte.

Reputiamo altresí contraddittorio, legittimarli come avversari politici, concedergli la possibilità di candidarsi e poi contestarli in piazza, per lo più in vista di appuntamenti elettorali, mentre nei periodi lontani da tali occasioni, una parte di chi protesta oggi, si è resa protagonista più volte di intitolazioni di targhe e vie ad esponenti del fascismo, di fatto creando luoghi oggetto di commemorazioni fasciste, ed accostando spesso fascismo e comunismo in un equiparazione revisionista inaccettabile.

La nostra adesione sarà totale per combattere i neofascisti. Dove saranno presenti i fascisti non mancheremo mai per combatterli  con tutte le nostre forze e i nostri mezzi.

CS di adesione al presidio contro il fascismo del 4 maggio 2019

La federazione di Genova del Partito Comunista Italiano aderisce al presidio di sabato 4 maggio contro l’annunciata manifestazione fascista. La nostra adesione è piena: laddove la piazza si mobilita contro il nazismo, il fascismo e altri mostri politici, i comunisti ci devono essere, ci sono e ci saranno.

Rimangono però senza risposta diversi interrogativi:

  • Perché non vengono applicate le vigenti leggi che vietano la ricostruzione del disciolto partito fascista e l’apologia del fascismo?
  • Perché vengono tollerate manifestazioni come quelle commemorative dei morti della repubblica di Salò con i partecipanti che mostrano il saluto romano?
  • Perché, in nome di un malinteso senso di riappacificazione nazionale, giunte di centrosinistra come quella di Marta Vincenzi e giunte di centrodestra come quella di Marco Bucci hanno deliberato l’intitolazione di una via o di una targa a persone dichiaratamente fasciste? Di sicuro scelte come queste non portano alla pacificazione degli animi, ma a un innalzamento dei toni e dello scontro politico.

La federazione di Genova del Partito Comunista Italiano chiede che vengano rimosse tutte le simbologie fasciste dalla città medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza, che vengano chiusi immediatamente tutti i covi fascisti e che, qualora ci fosse la necessità di intitolare vie, lapidi, targhe, queste vengano intitolate ai veri eroi del nostro tempo, ovvero i morti sul lavoro, simbolo dello sfruttamento padronale.

Partito Comunista Italiano
Federazione di Genova

1° maggio, si torna alla lotta

Il video delle manifestazioni di Genova e La Spezia

Come ogni anno, il 1° maggio Lotta Comunista organizza la sua imponente manifestazione. Il centro di Genova si colora di bandiere rosse e, quest’anno, insieme alle loro c’erano anche le nostre, quelle con il simbolo storico del Partito Comunista Italiano. Ci hanno invitato e noi abbiamo aderito. Abbiamo sfilato per le nostre strade consci che il lavoro ancora da fare è enorme, ma anche con l’orgoglio di aver intrapreso un cammino con il piede giusto, visti i riscontri positivi che riceviamo ogni volta che scendiamo nelle strade e nelle piazze (sempre più spesso). 

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Gianni Rodari, La madre del partigiano

Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.

Quando il sole la neve scioglie
un fiore rosso vedi spuntare:
o tu che passi, non lo strappare,
è il fiore della libertà.

Quando scesero i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio rimase
a far la guardia alla libertà.

La madre del partigiano interpretata dal MilleLire Gospel Choir di Genova

Il 25 aprile non è un film

Il 25 aprile saremo al corteo principale, quello che parte da piazza della Vittoria, ma non arriveremo fino a piazza Matteotti per il comizio conclusivo. Abbiamo infatti aderito all’appello che ha lanciato la proposta di uno spezzone di corteo – che si fermerà a piazza De Ferrari – per manifestare contro i provvedimenti liberticidi, fascistoidi e repressivi del governo Salvini/Di Maio: Resistenza oggi è antifascismo e antirazzismo contro il governo, il razzismo e gli attacchi alle libertà di tutti/e, promosso da alcune associazioni Associazione antirazzista interetnica “3 Febbraio”, Associazione La Comune, Cobas Scuola Genova, Moschea “Centro culturale Al Rahma” Cornigliano Genova, Moschea “Circolo culturale d’amicizia” Via Prè Genova.

Ci auguriamo che lo spezzone sia partecipato soprattutto da compagni e fratelli di altre etnie, perché la liberazione vera è quella di tutti i popoli della terra, non di uno solo. Il nemico è il capitalismo, non il migrante in cerca di salvezza da guerra, carestia, siccità, malattie. E fa riflettere il video che sotto proponiamo, creato dagli studenti della scuola “Carducci” di Gavirate, che con immagini crude e putroppo reali hanno voluto commentare il brano di Fiorella Mannoia “Non è un film”.