Mese: Luglio 2019

STORIA DI ALCUNI LAVORATORI DELLA PIAGGIO DI GENOVA

Siamo in cassa da quattro anni, stiamo parlando di una situazione “tragica”, troppo vecchi per il mondo del lavoro e troppo giovani per andare in pensione.
La Piaggio aerospace ormai smembrata da una politica sbagliata e da una gestione ancor peggio sta facendo pagare a quindici persone a Genova da quattro anni mezzo in cassa senza motivazione questo supplizio.
Nell’agosto 2016 nuovo cambiamento nel vertice della società: Renato Vaghi sostituisce Carlo Logli nel ruolo di amministratore delegato. Ed è annunciato un pesante piano di ristrutturazione che prevede un futuro quasi esclusivamente militare e concentrato nella produzione di droni con un ridimensionamento dei dipendenti (circa la metà in meno) e la chiusura di Genova. Nell’ottobre 2017 la Reuters dà la notizia che il ramo d’azienda che produce jet executive potrebbe essere ceduto ad un consorzio cinese, Pac Investment S.P.A. Il governo italiano ha annunciato di voler esercitare il golden power sulla cessione.
Nel novembre 2018, dopo il silenzio del governo su una commessa da 766 milioni per l’acquisto di venti droni, il fondo di Abu Dhabi ha chiesto l’amministrazione straordinaria per l’azienda.

Un nostro pensiero entrando nel discorso politico. Per noi è stata una delusione totale da parte del pd, grazie ad un accordo saltato firmato dalla regione governata dal suddetto che prevedeva lo spostamento dello stabilimento di finale a Villanova d’ Albenga (con speranza di speculazione edilizia sullo stabilimento in disuso), e il mantenimento dello stabilimento di Genova Sestri ponente.

Tutto il contrario….
La storia è stata ben diversa, tutto studiato da un famoso piano delle banche che circolava già prima del 2014.
A Genova e stato uno sterminio, con circa 200 persone in cassa integrazione, praticamente le carpenterie che sono state date in gestione a una ditta esterna nata appositamente per questo trasferimento (la laerh), oggi in cassa integrazione anche loro.
Dopo quasi cinque anni (nei quali ci avevano promesso corsi per aggiornarci e per riqualificarci) ci ritroviamo senza sapere che ne sarà del nostro futuro, avendo anche rinunciato alla buona uscita messa sul piatto dove molti dei nostri colleghi (97%) hanno accettato.
Ci ritroviamo con il dimezzamento del personale, una fabbrica divisa in due (dove quella di Villanova e più potente “politicamente grazie a Scajola”), il commissariamento (dove dice che le aziende interessate all’acquisto sono più di 40), e noi 15 di Genova ad aspettare sempre notizie.
Ultimamente leggiamo che in Fincantieri non trovano personale, tra il quale carpentieri.
Magari ci avessero fatto fare un corso un po’ più specifico (visto che noi già lo siamo carpentieri), ma l’immobilismo e il menefreghismo della politica e un sindacato che fa i suoi interessi e non più quelli dell’operaio ci ha portato a questi punti.
Queste righe rappresentano una sintesi di quello che ci sta accadendo dal famoso buon accordo firmato dopo referendum approvato dai lavoratori e giudicato favorevole anche dalle tre delegazioni sindacali nel pre accordo.

No alla manovre congiunte tra sindacato e PD sulla pelle dei lavoratori!

Genova, 23/07/2019
❗COMUNICATO STAMPA❗
CON I LAVORATORI SEMPRE!!!! NO ALLE MANOVRE CONGIUNTE TRA SINDACATO E PD SULLA PELLE DEI LAVORATORI!!
In merito allo #sciopero dei #trasporti del 24 e 26/07/2019 proclamato dalle 3 sigle #confederali riteniamo opportuno, dopo un nostro primo comunicato in sostegno (che confermiamo) ai lavoratori in lotta contro la #delocalizzazione delle officine di Brignole, prendere le distanze dalla piattaforma rivendicativa uscita a livello nazionale e regionale che, a nostro parere, più che agli interessi dei lavoratori, mira ad un’ottica di continuità padronale. Per esempio evidenziando la necessità di opere quali la #TAV e la #gronda. L’elogio non tanto mascherato al governo precedente evidenzia il persistere della #subalternità al #PD da parte del sindacato.
Sul tema toccato nel comunicato dei confederali riguardo le delocalizzazioni è importante evidenziare, e magari ricordare ai firmatari del comunicato, come negli ultimi anni non sia stato fatto altro se non distruggere e delocalizzare tutta la produzione in una logica di mercato che tende a premiare i padroni e non i lavoratori.
Riteniamo che il sindacato debba riprendere il suo concetto di classe e debba ripartire a tutelare esclusivamente gli interessi dei lavoratori. Invece, nella sopracitata piattaforma si parla quasi soltanto di impresa, di grandi opere e di profitto.
La Federazione di Genova del Partito Comunista Italiano ritiene che la battaglia principe debba essere sulle nazionalizzazioni strategiche e il divieto di delocalizzazioni di industrie di grande portanza.
Riteniamo che servizi quali sanità, istruzione e trasporti debbano uscire da un’ottica di profitto di mercato e debbano guardare esclusivamente al benessere dei cittadini.
Lungi da noi difendere questo governo fascio-leghista. Dovrebbe essere sottinteso ma, a scanso di fraintendimenti e strumentalizzazioni, lo ribadiamo con forza.

Partito Comunista Italiano

Federazione di Genova
pci.genova@gmail.com
www.pci-genova.it

Comunicato stampa

Genova, 18/07/2019

Il Partito Comunista Italiano è a fianco dei lavoratori dell’officina manutenzione rotabili di Genova Brignole in sciopero.

Dopo la chiusura degli impianti di Trasta, Rivarolo, Terralba, non si placa il processo di chiusura delle officine  in questione messo in atto dalle Ferrovie dello Stato, che prevede la concessione a ditte private di una gran parte delle importanti attività svolte e la delocalizzazione delle restanti. 

Abbiamo visto come esternalizzare la manutenzione possa mettere in serio pericolo la sicurezza dei cittadini stessi, poiché la procedura prevede la concessione di questa importante attività a ditte che chiedono meno soldi per svolgerla fornendo, spesso, un servizio di gran lunga più scadente rispetto a quello che fornirebbe la stessa ditta appaltatrice. 

Nella vicenda che prevederebbe la chiusura dell’officina di Brignole (ultima rimasta sul territorio) è coinvolto anche il Comune di Genova che, dopo aver imbastito un accordo con le Ferrovie dello Stato, acquisterebbe l’intera area interessata con il fine di potenziare la Metropolitana. 

Come già dimostrato nei mesi scorsi, in realtà, sarebbe sufficiente coinvolgere solo una parte dell’area, lasciando così aperta l’officina manutenzione rotabili, realtà essenziale per il corretto funzionamento del trasporto ferroviario che non ostacolerebbe in alcun modo il progetto del Comune. 

Fatto altrettanto grave sarebbe la potenziale speculazione che potrebbe verificarsi a seguito di una pseudo riqualificazione dell’area non necessaria alla realizzazione della metropolitana, con conseguente probabile spreco di soldi pubblici.  

Troviamo inqualificabile la gestione di questa giunta comunale che, venendo meno a quelli che sono i proprio compiti nella gestione del trasporto pubblico locale, reca un gran danno all’attività ferroviaria in una città che, proprio in questi anni, sta potenziando sempre più il trasporto su ferro. 

Come sempre, a fronte di cattive gestioni politiche ed economiche da parte di enti pubblici e aziende, chi ci rimette sono sempre i lavoratori, madri e padri di famiglia che con il proprio lavoro crescono i propri figli. 

Per questo motivo sosteniamo la lotta dei lavoratori in sciopero oggi e quella di ogni lavoratore che si vede mettere a rischio il proprio posto di lavoro a seguito di questa politica che tiene sempre meno in considerazione l’essere umano e sempre più il profitto. 

 PARTITO COMUNISTA ITALIANO

Federazione di Genova 

pci.genova@gmail.com www.pci-genova.it

Peggio di una guerra!

Grazie a Carlo Soricelli per la sua instancabile opera di monitoraggio sul vergognoso fenomeno delle morti sul lavoro.

Ogni giorno, da anni, circa tre lavoratori perdono la vita mentre si trovano sul posto di lavoro o in trasferta per lavoro. E probabilmente questo è un dato per difetto. Il tutto mentre i governi che si susseguono, i principali media e la pubblica opinione fingono di non vedere.