Un modo vergognoso di fare politica

La campagna elettorale per le amministrative di Genova è iniziata nel peggiore dei modi. Ci riferiamo all’articolo apparso oggi sulle pagine dell’edizione locale di Repubblica (Matteo Pucciarelli, Liguria Digitale, il caso di Pastorino, “bando ad hoc per la compagna”) nel quale viene citato un dossier pervenuto alla redazione in forma anonima.

È un metodo ci fa schifo e che ci ricorda la peggior Democrazia Cristiana. Per noi la politica è confronto ed eventualmente conflitto, se del caso anche serrati e aspri, e di fronte a questi non ci tiriamo di certo indietro. Ma ci sono dei limiti che non possono e non debbono essere valicati, specie se coinvolgono persone che non ricoprono un ruolo pubblico. Se si sospetta di un abuso, si tirino fuori le prove e allora saranno gli organismi competenti a doversene occupare, non la stampa sulla base di “fonti anonime”. Se invece si vuole attaccare Pastorino (“reo”, secondo alcuni di aver indebolito la coalizione di centrosinistra rifiutando di far parte della stessa) lo si attacchi politicamente e sul merito, non con pettegolezzi e insinuazioni.

Ci auguriamo che Gianni Crivello, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, prenda atto di una situazione che, già grave, potrebbe ulteriormente degenerare e prenda gli opportuni provvedimenti. Crediamo infatti che il cosiddetto “Corvo” (come lo definisce Repubblica) vada cercato all’interno della compagine che lo sostiene, poiché non ci sembra che altre parti politiche possano aver avuto alcun interesse ad alimentare la vicenda.

A Gianni Pastorino e alla sua compagna, della quale in particolare comprendiamo lo sconforto, va la nostra piena solidarietà, umana oltre che politica.

Partito Comunista Italiano
Federazione di Genova

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