Trent’anni fa l’omicidio a sangue freddo di un grande rivoluzionario africano (Parte 2)

È possibile che a causa degli interessi che minaccio, a causa di quelli che certi ambienti chiamano il mio cattivo esempio, con l’eiuto di alti dirigenti pronti a vendersi la rivoluzione, potrei essere ammazzato da un momento all’altro. Ma i semi che abbiamo gettato in Burkina e nel mondo sono qui. Nessuno potrà mai estirparli. Germoglieranno e daranno frutti.
Se mi ammazzano arriveranno migliaia di nuovi Sankara!

Thomas Sankara (1949 – 1987)

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Oggi, in Africa, Thomas Sankara è considerato un eroe e un esempio, specialmente fra i giovani. La sua popolarità è forse addirittura superiore a quella di Nelson Mandela. Viene considerato simbolo di grandi valori: intelligenza, umiltà, estrema onestà e alta moralità. La sua figura è conosciuta anche attraverso l’opera di numerosi giornalisti e autori. Fiorella Mannoia gli ha dedicato la canzone “Quando l’angelo vola” (dall’album Sud) raccontando la storia del rivoluzionario burkinabé durante i suoi tour e le sue apparizioni televisive. Inoltre, svariate commemorazioni in molti paesi del mondo hanno cercato di farne conoscere l’opera al pubblico internazionale.

Il suo assassino, Blaise Compaoré ha tentato in ogni modo di cancellarne la memoria, distruggendo la sua tomba, evitando di menzionarlo, cancellandolo dagli archivi storici e proclamando la data del 15 ottobre festa nazionale nel tentativo di distrarre la popolazione. Nel 2007 – a vent’anni dalla morte di Sankara – Compaoré distribuì soldi e premi per allontanare la gente dal cimitero di Dagnoen, luogo nel quale sono stati tumulati i resti del “capitano” e dei suoi dodici collaboratori trucidati durante il colpo di Stato. Ma fallì, perché un’enorme folla si recò alla tomba di Sankara per rendergli omaggio.

Il ricordo del giovane presidente rimane vivo nella nuova generazione per mezzo del racconto e della diffusa distribuzione di file multimediali contenenti i suoi celebri discorsi.

Il 31 ottobre 2014 Blaise Compaoré fu costretto da un’incontenibile rivolta popolare a rinunciare alla propria carica e a fuggire in direzione della vicina Costa d’Avorio. Manifesti e cartelli inneggianti a Sankara si diffusero ovunque, divenendo il simbolo della nuova rivoluzione.

2 – Segue

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