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Il Venezuela si ribella al dollaro

Manlio Dinucci, Il Manifesto, 19 settembre 2017

«A partire da questa settimana si indica il prezzo medio del petrolio in yuan cinesi»: lo ha annunciato il 15 settembre il Ministero venezuelano del petrolio. Per la prima volta il prezzo di vendita del petrolio venezuelano non è più indicato in dollari.

È la risposta di Caracas alle sanzioni emanate dall’amministrazione Trump il 25 agosto, più dure di quelle attuate nel 2014 dall’amministrazione Obama: esse impediscono al Venezuela di incassare i dollari ricavati dalla vendita di petrolio agli Stati uniti, oltre un milione di barili al giorno, dollari finora utilizzati per importare beni di consumo come prodotti alimentari e medicinali. Le sanzioni impediscono anche la compravendita di titoli emessi dalla Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana.

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La mobilitazione dei comunisti venezuelani contro le minacce di intervento militare degli Stati Uniti

Dichiarazione di Carlos Aquino, dell’Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela (PCV)

da prensapcv.wordpress.com

Traduzione di Marx21.it

Carlos Aquino

“Le recenti dichiarazioni di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, dimostrano che le più svariate forme di intervento e ingerenza da parte di questo governo non cessano, e viene confermato che l’intervento militare contro il nostro paese continua ad essere concretamente possibile”.

Così ha dichiarato Carlos Aquino, membro dell’Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela, esprimendo il ripudio da parte dell’organizzazione comunista delle minacce di Trump, che ha affermato di non scartare l’intervento militare diretto contro il Venezuela, come una delle possibili opzioni della politica interventista del governo statunitense.

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Il Venezuela e la questione della difesa del potere rivoluzionario

Dal sito del nazionale, riportiamo questo commento sulla situazione venezuelana. L’obiettivo è quello di contribuire all’affermazione della verità dei fatti, di fronte a una campagna stampa quantomeno unilaterale e parziale.

Il compagno Giorgio Langella, segretario regionale del PCI del Veneto e membro della Direzione Nazionale, qualche giorno fa ha fatto circolare un intervento del senatore Corsini (esponente di Articolo Uno-MDP) sulla questione del Venezuela. Riportiamo, per brevità, le parole con le quali Langella accompagna l’invio dell’intervento del senatore Corsini: “ Su segnalazione del compagno Beccegato ho letto l’intervento del senatore Corsini sul Venezuela. Una cosa indecente, che evidenzia una sudditanza servile oltre che culturale nei confronti dell’imperialismo statunitense. Qua si confonde “il popolo venezuelano” con la classe benestante, quelli che hanno perso i privilegi che avevano perché più ricchi, più simili a noi “civili occidentali”. E una posizione da colonialisti, intollerabile.  Forse (anzi sicuramente) neppure i democristiani di destra ai tempi di Allende …Con gente come Corsini non possiamo avere nulla a che fare. Sono da un’altra parte. Penso che la questione Venezuelana, così come quella Ucraina, quella siriana, quella palestinese ecc. non possono essere messe da parte o considerate ininfluenti quando si parla di “alleanze” e si dice che bisogna considerare le questioni territoriali o italiane. Sono, a mio avviso, questioni dirimenti. Non si può stare dalla parte dell’imperialismo in politica estera e fare i progressisti in Italia. Credono di rifarsi una verginità ponendosi dalla parte del vincitore. Non si pongono problemi, non analizzano le cose, dicono quello che più conviene loro, vanno dove tira il vento. Oggi è di moda, in questa “sinistra snob” attaccare chi sta tentando di trasformare il sistema, chi combatte lo strapotere della “democrazia imperiale”, chi non accetta il “pensiero unico”. Questa è un’ambiguità non solo irritante ma estremamente pericolosa”.

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Il PCI con la Repubblica Bolivariana del Venezuela e il suo popolo

di Fosco Giannini
Segreteria Nazionale PCI
Responsabile Dipartimento Esteri

e Giusi Greta Di Cristina
Responsabile Esteri America Latina PCI

Il Partito Comunista Italiano esprime la sua più totale soddisfazione per la schiacciante vittoria riportata dalla votazione all’Assemblea Nazionale Costituente.

Otto milioni, fra venezuelane e venezuelani, hanno affermato il loro incondizionato appoggio alla rivoluzione socialista, al sogno bolivariano e chavista, al governo di Nicolás Maduro.

Nonostante l’opposizione violenta e fuori da ogni vincolo democratico il popolo venezuelano ha difeso il suo diritto ad esprimersi liberamente e a decidere del suo destino.

Più di otto milioni di votanti, che hanno avuto la meglio su mesi di violenze, minacce, morti a danno del popolo chavista. Mesi di menzogne, di calunnie smentite dall’orgoglio di un popolo che non si è piegato alle ingerenze e ai soprusi subiti.

Il PCI si congratula con il Presidente Maduro e il suo governo, con le rappresentanze istituzionali in Italia della Repubblica Bolivariana del Venezuela e col popolo tutto.

Un sincero e rivoluzionario abbraccio internazionalista.
Viva la Repubblica Bolivariana del Venezuela!

Oltre 8 milioni di voti in Venezuela

Nonostante quello che stanno già proclamando i media internazionali, che parlano di un altissimo livello di astensione alle elezioni per l’Assemblea costituente del Venezuela, i dati ufficiali, pubblicati a mezzanotte del 30 luglio 2017, dicono che hanno votato esattamente 8.089.320 votanti. Un grande successo perché mai, da quando Nicolas Maduro è presidente, hanno votato così tante persone.

Un primo importante passo per il consolidamento della Rivoluzione bolivariana è stato compiuto; altri ce ne dovranno essere e saranno impegnativi e difficili per il contesto internazionale che mal digerisce, a partire dagli Stati Uniti, la possibilità che uno Stato possa decidere il proprio destino in totale autonomia, sfidando le logiche del capitale e della finanza globale.

Il Venezuela oggi al voto per la nuova Assemblea costituente voluta da Maduro

Oggi i venezuelani si recheranno alle urne per votare la nuova Assemblea costituente. In Italia ne sappiamo pochissimo perché i nostri organi di informazione ne hanno parlato pochissimo e tendenzialmente a senso unico, schierandosi quasi unanimemente contro l’attuale presidente Nicolas Maduro e il suo partito, il Partito Socialista Unito del Venezuela.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza, partendo da quello che sappiamo e da quello che leggiamo su organi di informazione non mainstream. In questo tentativo ci è di enorme aiuto l’Antidiplomatico, sito di informazione libera; prendiamo spunto, in particolare, da un articolo di Fabio Marcelli1Venezuela, col voto alla Costituente il popolo risponde alla destabilizzazione imperialista. Proprio così: provocazione imperialista, perché gli Stati Uniti mai hanno digerito la rivoluzione bolivariana di Chavez e i suoi successivi successi elettorali, la sua capacità di resistenza al colpo di Stato tentato contro di lui, ma soprattutto a una linea politica di sostegno alla liberazione degli altri paesi dell’America Latina, finanziandola con i proventi del petrolio nazionalizzato.

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Con il popolo venezuelano, senza se e senza ma

Manifestazione di piazza in Venezuela

Qualche giorno fa, il compagno Fosco Giannini, responsabile Esteri del PCI, ha diramato a nome del Partito un comunicato stampa di condanna dell’attacco militare e golpista portato con un elicottero rubato alle forze di polizia alle più alte istituzioni venezuelane. Telesur (Televisióhe iln del Sur, Televisione del Sud) – catena televisiva latinoamericana, di proprietà interamente pubblica e con sede a Caracas – ne ha dato ampio risalto in un suo servizio (Partido Comunista italiano expresa solidaridad con Venezuela) del 1° luglio.

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