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Carla Nespolo eletta alla presidenza dell’ANPI

Il Comitato Nazionale dell’ANPI, riunito ieri a Chianciano Terme, ha eletto all’unanimità il nuovo presidente nazionale. Si tratta della compagna Carla Nespolo, prima donna e primo esponente dell’ANPI a non essere stato partigiano ad assumere la più alta carica dell’associazione. Carlo Smuraglia, che aveva accettato di presiedere l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia per un breve periodo dopo la scadenza naturale del mandato lo scorso anno, è stato – sempre all’unanimità – eletto presidente emerito.

Dal sito dell’ANPI riprendiamo il breve comunicato della notizia:

Il Comitato Nazionale ANPI, riunitosi oggi, a seguito delle previste dimissioni di Carlo Smuraglia che nel Congresso di Rimini del 2016 accettò il rinnovo dell’incarico seppure a termine, ha proceduto alla elezione del nuovo Presidente Nazionale dell’ANPI. È stata votata all’unanimità Carla Nespolo, prima Presidente dell’ANPI donna e non partigiana. Carlo Smuraglia è stato, sempre all’unanimità, nominato Presidente Emerito affinché continui una proficua collaborazione con particolare riferimento a specifici temi quali l’attuazione della Costituzione, l’impegno antifascista e la realizzazione del Protocollo ANPI-MIUR.

Chianciano Terme 3 novembre 2017

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Il senso di una parola bellissima

La parola in questione è “compagni”. Sì, proprio il termine che i comunisti utilizzano per chiamarsi fra loro, per identificarsi e rimarcare la loro appartenenza.

Mario Rigoni Stern

Ma che cosa significa, esattamente? Potremmo cercare di spiegarlo noi – e in parte lo abbiamo fatto quando abbiamo tentato di definire la “diversità comunista” – , ma, come suol dirsi, ubi maior… Una magnifica definizione venne data dal grandissimo scrittore Mario Rigoni Stern, in una lettera che scrisse ai compagni dell’ANPI. Rigoni Stern non partecipò alla Resistenza poiché, dopo la Ritirata di Russia, finì in un campo di concentramento nazista, dopo che – sono le sue parole – “mi ero lasciato prendere come un cretino”. In poche parole, lo scrittore veneto riesce a fare un quadro del perché è necessario continuare a lottare, una battaglia di idee e opinioni, anche al giorno d’oggi, più di settant’anni dopo la Liberazione.

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La risposta di Genova alla provocazione neofascista

La coda del corteo in via Isonzo

La manifestazione organizzata dall’Anpi, cui hanno aderito oltre settanta forze politiche, associazioni, semplici cittadini, ha visto una partecipazione ben al di là delle aspettative, tanto che l’organizzazione ha dovuto modificare il programma previsto e trasformare quello che inizialmente doveva essere un semplice presidio in una sfilata per le vie del Levante genovese. Genova ha saputo dare un’ulteriore risposta alla provocazione di invitare forze che si ispirano al fascismo e al nazismo.

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