Sosteniamo la candidatura di Paolo Putti, ma…

Paolo Putti

Negli ultimi anni abbiamo partecipato attivamente ai lavori di Rete a Sinistra. In alcuni momenti ci riconoscevamo pienamente nel percorso, in altri meno, ma avevamo deciso che era meglio essere all’interno di un processo per tentare di orientarlo verso le nostre posizioni piuttosto che rimanerne fuori e subirne passivamente l’evoluzione. Così non è stato, voltiamo pagina e andiamo avanti.

Certo, ci sarebbe piaciuto partecipare a un raggruppamento di forze politiche in coalizione con la lista civica di “Effetto Genova”, la compagine civica sorta intorno a Paolo Putti dopo la sua uscita dal Movimento Cinque Stelle, e contribuire così alla costituzione di un embrione di “Quarto Polo”, ma non ci sono state le condizioni per farlo.

Nel formalizzare la propria candidatura a sindaco di Genova, e nel corso di precedenti incontri preparatori, Paolo Putti ha dichiarato di volere un’unica lista di supporto. Una lista con forte impronta “civica”, nella quale i partiti rinunciano alla propria identità, ai propri simboli e ai propri candidati di bandiera. Non bastasse: qualcuno fra i dissidenti del M5S ha immediatamente accusato il candidato sindaco di aver fatto troppe concessioni alle forze politiche..

Il PCI non si riconosce nella descrizione dei partiti data da queste persone. Non abbiamo sistemi di potere da difendere, poltrone da conservare a tutti i costi, nemmeno fondazioni di supporto. Noi facciamo politica per passione e ci siamo dati la forma partito perché facciamo riferimento a determinati valori, a determinati metodi e a determinate forme organizzative. Ci riconosciamo in un simbolo, è vero, ma questa non è una colpa, visto che stiamo parlando del simbolo delle battaglie dei lavoratori, quelle che hanno condotto al progresso dell’umanità. Per noi non esiste la distinzione fra aspetto politico e aspetto civico; queste due categorie marciano congiuntamente sulle gambe delle stesse persone, le nostre. Non ci vergogniamo di essere comunisti, né tanto meno di essere iscritti e militanti del PCI.

Non siamo quindi in grado di esprimere candidature “civiche”. Le nostre possibili candidature sono tutte candidature “politiche”, indipendentemente dai nomi che potremmo presentare. Per questa ragione abbiamo deciso di astenerci e non ci presenteremo alle elezioni, sapendo – oltretutto – che è questa la vera novità: un partito politico che non concorre per i posti di governo a nessun livello, né quello comunale, né nei municipi.

Sosterremo però il progetto di Putti perché crediamo nella necessità di un rinnovamento della classe politica cittadina e auspichiamo che da qui possa nascere un’intesa duratura, un patto di sinistra per la città, ma lo faremo esternamente, dando un supporto organizzativo: parteciperemo alle raccolte di firme. Se servirà, faremo i rappresentanti di lista, parteciperemo a dibattiti, incontri e manifestazioni, ma non chiediamo niente, non vogliamo riconoscimenti di nessun tipo. Daremo quello che si suole definire un “appoggio esterno”.

Sosterremo Putti perché è necessario agire per battere le destre e le politiche di destra. Sosterremo Putti perché è fondamentale confrontarsi e riaprire un dialogo con quella parte di città che è stufa della politica tradizionale, che si limita ad amministrare decisioni prese altrove e non ha mai il coraggio di proporre messaggi di rottura degli schemi.

L’unico nostro interesse è contribuire a fare di Genova una città migliore, più vivibile, con migliori opportunità per i suoi cittadini, una città a misura di anziano, giovane e bambino, aperta al mondo e ricca di speranza. Chiediamo troppo? Siamo ambiziosi… siamo comunisti.

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