Solidarietà nei confronti di chi ha il coraggio di dire la verità

“I nostri torturatori sono al vertice della polizia, lo sforzo che chiediamo a un paese dittatoriale è uno sforzo che abbiamo dimostrato di non saper far per vicende meno drammatiche. I nostri torturatori, o meglio chi ha coperto i torturatori, come dicono le sentenze della Corte di Strasburgo, sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori?”.

Queste parole sono state pronunciate dal Pubblico Ministero della Corte d’Appello di Genova Enrico Zucca nel corso di un convegno che si è tenuto il 20 marzo. E chiunque abbia vissuto le tragiche giornate del G8 nel 2001 non può che riconoscersi nelle sue affermazioni. In quei giorni nella nostra città si svolsero fatti di inaudita gravità: oltre all’omicidio di Carlo Giuliani, le torture alla Diaz e alla caserma di Bolzaneto, le cariche indiscriminate delle forze dell'”ordine” contro pacifici manifestanti, l’impunità assoluta per provocatori e infiltrati, alcuni giorni di sospensione dei diritti civili.

Immediatamente si sono levate voci di protesta, ma non quelle che ci saremmo aspettati, ovvero quelle della richiesta del rispetto della sentenza della Corte europea di Strasburgo e della conseguente rimozione dagli incarichi di tutti i condannati per i fatti di Bolzaneto e della Diaz. È prevalsa la volontà di negare l’evidenza, ovvero che alcuni dei responsabili sono stati promossi e che a pagare, se qualcuno ha pagato, sono stati soltanto i sottoposti, gli esecutori materiali degli ordini impartiti dall’alto, in quei giorni in cui la democrazia venne sospesa.

Per dire la verità ci vuole coraggio, specie quando gli interessi in gioco sono molto elevati e le condizioni politiche tutt’altro che ottimali. Per questo vogliamo esprimere la nostra piena solidarietà, il nostro sostegno e il nostro ringraziamento al PM Enrico Zucca, auspicando che venga presa la decisione, una volta per tutte, di affrontare definitivamente la questione delle responsabilità per i fatti del luglio 2001.

Online è in corso un appello a sostegno del PM Zucca. Eccone testo e primi firmatari (per aderire, è sufficiente inviare una mail a appellozucca@altreconomia.it):

Alla Diaz, così come a Bolzaneto, fu tortura. L’ha sentenziato la Corte europea dei diritti dell’uomo, più volte. La “colpa” del sostituto procuratore generale presso la Corte di appello di Genova è di ricordare che le prescrizioni della Corte di Strasburgo sono state disattese

Da tempo ci occupiamo a vario titolo della tortura praticata in Italia e delle risposte offerte dallo Stato e perciò crediamo che Enrico Zucca, nel suo intervento di ieri a un convegno a Genova, abbia espresso una verità che ci trova pienamente concordi. La risposta delle istituzioni alle torture compiute su decine e decine di persone nelle giornate del G8 di Genova del 2001 è stata gravemente inadeguata e ha tradito largamente lo spirito e la lettera delle sentenze di condanna contro l’Italia inflitte dalla Corte europea per i diritti umani per i casi Diaz e Bolzaneto.

Sono state disattese sia le indicazioni sulle misure necessarie a prevenire nuovi abusi (vedi la contorta e inapplicabile legge dell’estate scorsa e la mancata introduzione dei codici di riconoscimento sulle divise), sia le prescrizioni circa la necessaria rimozione dei funzionari condannati in via definitiva (abbiamo invece avuto protezioni, promozioni, inopinati ritorni al vertice). Solo rispettando simili indicazioni è possibile tutelare la dignità e credibilità delle forze di polizia, sia sul piano interno sia su quello internazionale. Enrico Zucca ha detto una semplice quanto sacrosanta verità, che sottoscriviamo.

Firmatari:
Enrica Bartesaghi, presidente Comitato Verità e Giustizia per Genova
Lorenzo Guadagnucci, comitato Verità e giustizia per Genova
Michele Passione, avvocato del foro di Firenze
Donatella Di Cesare, Università di Roma La Sapienza, autrice di “Tortura”
Roberto Settembre, giudice di Corte d’appello nel processo Bolzaneto
Marina Lalatta, Università di Bologna, autrice di “Il silenzio della tortura”
Marialuisa Menegatto, Università di Padova, autore di “Violenza e democrazia”
Vittorio Agnoletto, già portavoce del Genova Social Forum
Adriano Zamperini, Università di Padova, autore di “Violenza e democrazia”
Stefania Amato, avvocato del foro di Brescia
la redazione di Altreconomia
Paola Deffendi, mamma di Giulio Regeni
Claudio Regeni, papà di Giulio Regeni

Wu Ming, scrittori
Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente
Tomaso Montanari, presidente di Libertà e Giustizia

 

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