Solidarietà ai lavoratori Ericsson licenziati

Nella serata di venerdì 21 luglio, alle ore 20, la multinazionale svedese Ericsson, che ha una sua sede genovese agli Erzelli, ha inviato 61 lettere (email) di licenziamento ad altrettanti dipendenti. Dal sito di Primo Canale apprendiamo che «la notizia arriva a poche ore dalla lettera di “smarcatura” della vertenza da parte del governo che sul progetto della banda ultra larga investe 5 miliardi di soldi pubblici».

Secondo il consigliere regionale di Rete a Sinistra/LiberaMente Gianni Pastorino, dal quale abbiamo ricevuto l’informazione, si tratta di «un metodo che ancora una volta dimostra il totale disinteresse dell’azienda nei confronti dei suoi lavorartori; da lunedì prossimo, i dipendenti coinvolti in questa procedura potranno entrare nella sede Ericsson come “ospiti” per recuperare le proprie cose. Alcuni di loro sono via per le ferie: probabilmente neppure sanno di essere stati licenziati, visto quando, e come, è stata recapitata la lettera».

Questo comportamento di Ericsson non è una novità in quanto, fin dalla firma dell’accordo di programma su Erzellli, questa azienda ha dato diverse prove del proprio disinteresse per questo insediamento e per i suoi lavoratori. Appena 45 giorni dopo l’insediamento in questa sede venne, infatti, avviata una procedura di licenziamento. Oggi, ai 61 lavoratori licenziati e alle loro famiglie non vengono nemmeno garantiti gli ammortizzatori sociali, a causa delle scellerate politiche in materia di lavoro messe in atto dal governo Renzi e proseguite dalla sua fotocopia presieduta da Gentiloni.

Anche il governo – viste le recenti dichiarazioni dei ministri Calenda e Poletti – ha dimostrato la propria inefficacia di fronte alle multinazionali. Sempre secondo Gianni Pastorino è «impensabile che altri lavoratori altamente qualificati siano espulsi dal ciclo produttivo; peggio ancora se avviene in questo modo deplorevole».

In un recente incontro fra le parti interessate avvenuto in Regione era stato ipotizzato un percorso condiviso fra gli enti pubblici per coordinare una politica volta ad affrontare la crisi del settore delle telecomunicazioni in Liguria (qui il resoconto ufficiale dell’incontro).

La federazione di Genova del Partito Comunista Italiano esprime la propria solidarietà ai lavoratori della Ericsson e chiede il loro immediato reintegro, a fronte della quantità di denaro pubblico che viene versato nelle casse delll’azienda.

Il PCI, inotre, ribadisce la propria contrarietà all’impostazione neoliberista di questo governo e di quelli che lo hanno preceduto, che si attua nel privilegiare gli interessi di pochissimi a discapito dei diritti dei lavoratori e della stragrande maggioranza degli abitanti del nostro paese e chiede che vengano immediatamente attuate politiche industriali e del lavoro volte a tutelare i diritti della comunità e non quelli di anonimi finanzieri internazionali.

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