Sestri Levante, comune “defascistizzato”

Sestri Levante, oltre che un magnifico borgo, è da martedì scorso (19 dicembre) anche il primo comune della Liguria a sancire ufficialmente il divieto di apertura di sedi fasciste o affini. La mozione, avanzata dai gruppi consiliari di maggioranza (Partito Democratico, la Sestri che vogliamo, Sestri al Centro, Sinistra Italiana e Centro Democratico – Gente per Sestri Levante) e da essi approvata, impedirà la concessione di sedi e spazi pubblici a movimenti e organizzazioni che si rifacciano al fascismo e al nazismo, e che esprimano posizioni razziste, omofobe o antisemite.

Per chi, politicamente, sta dalla nostra parte, essere contro fascismo, nazismo, razzismo, xenofobia e sessismo è assolutamente normale. Purtroppo, invece, sembra che a pochi giorni dal settantesimo compleanno della Costituzione certe cose debbano ancora essere ribadite, nonostante la disposizione transitoria n. 12 (“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazion temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista“) sia tuttora in vigore e ad essa si siano affiancate ben tre leggi che sanciscono l’illegalità di determinati comportamenti nostalgici, apologetici o imitativi.

La mozione è stata presentata dalla consigliera Mara Foresta ed è stata votata dalla maggioranza compatta. Il Movimento 5 Stelle si è astenuto (e questo dovrebbe far pensare a quali siano i reali valori di riferimento del partito di Beppe Grillo, la cui posizione in merito al fascismo è quanto meno ambigua). Contrari gli esponenti di Segesta Domani, mentre hanno abbandonato l’aula i consiglieri di Lega Nord e Popolo per Sestri.

Il sindaco Valentina Ghio ha dichiarato a Genova 24 (Sestri Levante, la nuova “Stalingrado” della Liguria. Approvata la mozione contro sedi e spazi pubblici a neofascisti e razzisti) che “Sestri Levante anche con questo atto vuole confermare la sua forte radice democratica e antifascista. Di fronte agli episodi di questi mesi e al riemergere di fenomeni neofascisti, occorre chiedere più attenzione e rigore da parte di tutti”. E ancora: “Chiedere il pieno rispetto delle leggi e della Costituzione repubblicana antifascista per chi chiede uno spazio pubblico. Chi vuole bene alla democrazia deve difenderla e affermarla, con la memoria e con atti.

Iniziative analoghe a quelle del comune rivierasco sono state prese in altre città italiane, come Torino, Brescia e Milano e sarebbero particolarmente urgenti in città come Genova, dove recentemente stanno le forze dell’estrema destra stanno aprendo sedi e fondando associazioni. Francamente, dubitiamo che l’attuale giunta, egemonizzata dalla Lega Nord e con una forte componente espressa da Fratelli d’Italia, prenderà mai in considerazione una mozione analoga a quella presentata a Sestri Levante, ma a lor signori ricordiamo che il fascismo non è un’opinione, è un crimine.

 

 

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