Rosa Luxemburg, Quali sono le origini del Primo Maggio

Questo articolo di Rosa Luxemburg venne pubblicato per sul giornale polacco Sprawa Robotnicza (La Causa Operaia) nel 1894.

Rosa Luxemburg (Zamość, 5 marzo 1871 – Berlino, 15 gennaio 1919) fu una politica, filosofa, rivoluzionaria polacca naturalizzata tedesca, teorica del socialismo rivoluzionario marxista (così come la definisce Wikipedia).

Quelle dei lavoratori per affermare i loro diritti sono state lotte durissime, che hanno travalicato i confini nazionali e che sono durate per molto tempo. Proprio quello che oggi si vuole negare e annullare. Per questo crediamo che l’analisi delle opere dei grandi rivoluzionari sia più che mai attuale e che uno dei compiti principali dei comunisti sia quello di rivendicare la propria storia e le proprie battaglie. 

La felice idea di utilizzare la celebrazione di una giornata di riposo proletaria come un mezzo per ottenere la giornata di lavoro di 8 ore è nata dapprima in Australia. I lavoratori decisero nel 1856 di organizzare una giornata di arresto totale dal lavoro, con delle riunioni e degli svaghi, allo scopo di manifestare per la giornata di 8 ore. La data di questa manifestazione doveva essere il 21 aprile. All’inizio, i lavoratori australiani avevano previsto ciò unicamente per il 1856. Ma questa prima manifestazione ebbe una tale ripercussione sulle masse proletarie d’Australia, da stimolarle e portarle a nuove campagne, che fu deciso di rinnovare questa manifestazione ogni anno.

Di fatto, cosa potrebbe dare ai lavoratori più coraggio e più fiducia nelle loro proprie forze di un blocco di massa del lavoro che essi stessi hanno deciso? Cosa potrebbe dar più coraggio agli eterni schiavi delle fabbriche e delle officine del raduno delle proprie truppe? Dunque, l’idea di una festa proletaria fu rapidamente accettata e, dall’Australia, cominciò a espandersi ad altri paesi sino a conquistare l’insieme del proletariato mondiale.

I primi a seguire l’esempio degli australiani furono gli Stati uniti, Nel 1886 essi decisero che il 1° maggio sarebbe stata una giornata universale di sospensione del lavoro. Quel giorno, 200.000 di loro abbandonarono il lavoro e rivendicarono la giornata di 8 ore. Più tardi, la polizia e le persecuzioni legali impedirono per anni ai lavoratori di rinnovare manifestazioni di questa ampiezza. Tuttavia, nel 1888 essi rinnovarono la loro decisione fissando la prossima manifestazione al 1° maggio 1890.

Nel frattempo, il movimento operaio in Europa si era rafforzato e animato. La più forte espressione di questo movimento intervenne al Congresso dell’Internazionale Operaia nel 1889. A questo Congresso, costituito da 400 delegati, fu deciso che la giornata di 8 ore doveva essere la prima rivendicazione. Al che, il delegato dei sindacati francesi, il lavoratore Lavigne di Bordeaux, propose che questa rivendicazione si esprimesse in tutti i paesi con la sospensione dal lavoro universale. Il delegato dei lavoratori americani attirò l’attenzione sulla decisione dei suoi compagni di fare sciopero il 1° maggio del 1890, e il Congresso fissò per questa dta la festa proletaria universale.

In questa occasione, come trenta anni prima in Australia, i lavoratori pensavano verosimilmente a una sola manifestazione. Il Congresso decise che i lavoratori di tutti i paesi manifestassero insieme per la giornata di 8 ore il 1° maggio 1890. Nessuno parlò della ripetizione della giornata senza lavoro per gli anni successivi. Naturalmente, nessuno poteva prevedere il successo brillante che quest’idea avrebbe avuto e la velocità con la quale essa sarebbe stata adottata dalle classi lavoratrici. Tuttavia, fu sufficiente manifestare il 1° maggio una volta soltanto affinché tutti capissero che il 1° maggio doveva essere una istituzione annuale e perenne.

Il 1° maggio rivendicava l’instaurazione della giornata di 8 ore. Ma anche dopo che questo scopo fu raggiunto, il 1° maggio non fu abbandonato.

 Finché durerà la lotta dei lavoratori contro la borghesia e le classi dominanti, finché tutte le rivendicazioni non saranno soddisfatte, il 1° maggio sarà l’espressione annuale di queste rivendicazioni. E, quando sorgeranno giorni migliori, quando la classe operaia del mondo avrà conquistato la sua liberazione, allora probabilmente anche l’umanità festeggerà il 1° maggio, in onore delle lotte accanite e delle numerose sofferenze del passato.

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