Intervento di Fausto Sorini

Fausto Sorini

Nell’appello che abbiamo posto a fondamento iniziale della nostra impresa noi parliamo, tra l’altro, di una “presenza comunista autonoma, che si proponga la sua riorganizzazione in partito, che sappia unire in questo processo tutte le forze comuniste CON UNA CULTURA POLITICA AFFINE che in vario modo si richiamano, attualizzandolo, al miglior patrimonio politico e ideologico dell’esperienza storica del PCI, della sinistra di classe italiana e del movimento comunista internazionale, e alla migliore tradizione marxista, a partire dal contributo di Lenin e Gramsci.

Con una chiara collocazione internazionalista e antimperialista; consapevole che, a fronte di un imperialismo che mira a scardinare la sovranità nazionale di molti paesi per piegarne la resistenza, la difesa di tale sovranità assume nella nostra epoca un grande rilievo ed è precondizione per l’affermazione del protagonismo dei popoli”.

E diciamo che “ai comunisti, organizzati in partito, è affidato anche il compito di portare nello scontro sociale e nella dialettica politica una visione generale delle contraddizioni dello sviluppo capitalistico, nonché una percezione matura delle dinamiche internazionali e della prospettiva mondiale”.

Sono parole pesanti, che ci distinguono strategicamente e ideologicamente da quasi tutte le altre componenti della sinistra italiana: con cui pure vogliamo collaborare, assolutamente, sulle cose che ci uniscono, a partire dal sostegno convinto e unitario alle lotte del mondo del lavoro.

Sono parole che invece ci mettono in sintonia con la quasi totalità dei grandi partiti comunisti del mondo: da quello di Cuba al PCdoB brasiliano; da quello del Sudafrica alla Siria e alla Palestina; dai comunisti portoghesi a quelli della Rebubblica ceka, ai ciprioti, ai russi, agli ucraini, agli indiani, ai vietnamiti, ai giapponesi, ai comunisti della grande Repubblica popolare cinese, dove si sta affermando, in forme inedite, una prospettiva socialista in quella che è ormai la prima potenza economica del pianeta.

Stiamo parlando della grande maggioranza del movimento comunista mondiale; di partiti che non hanno rinnegato il leninismo, ma che viceversa sono impegnati come noi in un grande sforzo di attualizzazione e rigenerazione della sua forza politica e teorica nel nuovo secolo. E che si aspettano dai comunisti del Paese di Gramsci e di Togliatti un contributo vitale in questo senso.

Stiamo parlando, tra l’altro, anche di quei partiti comunisti che svolgono – in forme diverse – un ruolo fondamentale nei Paesi del BRICS, che rappresentano la più grande risorsa per le prospettive della lotta contro la guerra e contro l’imperialismo nella nostra epoca.

Lasciatemela dire così, in parole povere: chi oggi – anche a sinistra, anche tra i comunisti – non comprende il ruolo strategico dei BRICS nell’attuale contesto internazionale – e tra essi il ruolo essenziale di quel potente architrave economico, politico e militare formato dall’alleanza strategica tra Russia e Cina – chi non capisce questo, capisce davvero poco di quello che sta succedendo nel mondo e ci sovrasta.

Vorrei pertanto dire a voi, compagne e compagni, proprio in questa occasione, che la grande parte delle forze comuniste protagoniste della storia del mondo del 21° secolo ci ha espresso nei mesi scorsi e anche di recente, in occasione dell’incontro mondiale dei PPCC e operai svoltosi in Ecuador – nelle forme appropriate volte a non ledere il principio aureo della non interferenza negli affari interni – tutta la simpatia, la solidarietà, il sostegno politico e militante per lo sforzo che abbiamo intrapreso, per la ricostruzione unitaria in Italia di un partito comunista, che sappia un giorno essere degno della grande storia comunista che ha reso famose e rispettate, nel pantheon dei grandi rivoluzionari del 20° secolo, figure e patrimoni politici e teorici come quelli di Antonio Gramsci e di Palmiro Togliatti: gli unici due grandi dirigenti comunisti e rivoluzionari italiani che il movimento comunista internazionale accoglie al posto d’onore, assieme forse a Garibaldi.

E allora facciamo oggi a noi stessi una promessa: cerchiamo di lavorare bene, e di essere degni prima di tutto del rispetto della nostra gente, perchè senza di quello non andiamo da nessuna parte; ma anche di meritare sul campo la fiducia e il sostegno – non meno essenziali e risolutivi – delle grandi forze che oggi tengono aperta nel mondo del 21° secolo la prospettiva del socialismo e del comunismo.

Fausto Sorini
segreteria nazionale e responsabile esteri PCdI

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