Morti Bianche, una poesia di Carlo Soricelli

Flavio Insinna legge la poesia di Carlo Soricelli, Morti Bianche. Di seguito il testo e alcune note sull’autore.

Morti bianche

Chiamatele pure morti bianche.
Ma non è il bianco dell’innocenza
non è il bianco della purezza
non è il bianco candido di una nevicata in montagna
E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli
che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto
occhi spalancati dal terrore
dalla consapevolezza che la vita sta scappando via.
Un attimo eterno che toglie ogni speranza
l’attimo di una caduta da diversi metri
dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni
del trattore senza protezioni che sta schiacciando
dell’impatto sulla strada verso il lavoro
del frastuono dell’esplosione che lacera la carne
di una scarica elettrica che secca il cervello.
E’ un bianco che copre le nostre coscienze
e il corpo martoriato di un lavoratore
E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso
di una vita che si spegne lontana dagli affetti
di lacrime e disperazione per chi rimane.
Anche quest’anno oltre mille morti
vite coperte da un lenzuolo bianco.
Bianco ipocrita che copre sangue rosso
e il nero sporco di una democrazia per pochi.
Vite perse per pochi euro al mese
da chi è spesso solo moderno schiavo.

Carlo Soricelli è metalmeccanico in pensione e artista sociale. Scrive poesie e dipinge quadri dedicati prevalentemente alle tematiche del mondo del lavoro. Il 1° gennaio 2008, per ricordare i sette lavoratori della Thyssen Krupp bruciati vivi a Torino poche settimane prima, ha aperto l’Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro, sito che viene aggiornato quotidianamente con certosina pazienza.

Per conoscere più a fondo le opere di Carlo Soricelli, invitiamo a visitare il sito http://poesiedicarlo.blogspot.it/

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