Mafia, l’altra faccia del Tigullio

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Sabato 23 settembre, la città di Lavagna, stimolata da una iniziativa congiunta del Partito Comunista Italiano e del Partito della Rifondazione Comunista, si è interrogata sulla vicenda che ha visto la cittadina rivierasca al centro di una squallida vicenda di commistione fra criminalità organizzata e politica.

Prima di lasciare ampio spazio agli interventi dalla platea, sono intervenuti il compagno Marco Daneri (PCI federazione del Tigullio), lavagnino DOC  ed ex-consigliere comunale, Luca Traversa, dell’Osservatorio “Boris Giuliano” sulle mafie in Liguria LIBERA, e il compagno Massimo Lombardi, consigliere comunale a La Spezia, eletto con la lista La Spezia Bene Comune, già segretario provinciale di Rifondazione Comunista.

Quello di Lavagna, Comune attualmente commissariato dopo che è stata sciolta la precedente giunta comunale con le seguenti motivazioni, contenute nel decreto del Presidente della Repubblica di nomina del commissario nella persona del Prefetto Paolo D’Attilio:

Considerato che all’esito di approfonditi accertamenti sono emerse forme di ingerenza della criminalita’ organizzata che hanno esposto l’amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l’imparzialita’ dell’attivita’ comunale […],

non è però da considerarsi un caso isolato. Occorre quindi – come ha ribadito con forza Daneri – tenere alto il livello di guardia, cercare di far sì che le forze sane della politica trovino forme di collaborazione per arginare questo pericoloso fenomeno perché la mafia (nel caso di Lavagna la ‘ndrangheta) agisce nell’ombra, laddove si annida la scarsa trasparenza nella concessione di appalti pubblici e laddove si omette di vigilare sulla corretta esecuzione di leggi e delibere.

Luca Traversa ha ricordato che Libera non aveva alcuna struttura di supporto nel Tigullio e che la vicenda scoppiata a Lavagna è stata per loro una scoperta tardiva. Ha ricordato poi quelle che sono le finalità dell’associazione e ha invitato a visitare il sito mafieinliguria.it nel quale si trova la cronistoria e lo sviluppo dell’iter processuale di tutti i processi per mafia nella nostra regione. Scopo della sua visita a Lavagna era comunque quello di instaurare un dialogo con i cittadini, a partire da quelli intervenuti alla serata.

Infine Massimo Lombardi ha raccontato come anche a La Spezia vi siano delle situazioni poco chiare, in particolare al Porto e sulla collina di Pitelli, meglio nota come “collina dei veleni”. Nella provincia dell’estremo levante regionale vi sono stati casi eclatanti anche a Sarzana, ma pare, secondo il relatore, che la magistratura abbia delle difficoltà a intervenire e a costruire un quadro probatorio sufficiente a giustificare un intervento.

Nemmeno Genova è immune al rischio di infiltrazioni mafiose ed è pertanto necessario mantenere alto il livello di guardia e non dimenticare mai il messaggio di Enrico Berlinguer riguardo la questione morale. Solo in questo modo si potrà restituire alla politica quella dignità che un tempo la caratterizzava e dare nuovo senso a parole come democrazia, uguaglianza e giustizia.

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