L’Unità minaccia causa all’Unità e Bobo scende in trincea

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La notizia non è certo da prima pagina, e infatti nell’edizione cartacea del Fatto Quotidiano di oggi si trova in ultima. La notizia, invece ha maggior risalto sul sito del quotidiano diretto da Marco Travaglio: L’Unità, Staino a Renzi: “Mi hai deluso”. Il Cdr: “Non può restare ancora in silenzio, Anche il Manifesto conferma e rimarca la decisione choc preannunciata dalla proprietà al comitato di redazione, ovvero quella di licenziamenti collettivi senza ricorso agli ammortizzatori sociali (questo dedicato a chi ancora crede che il PD sia un partito di sinistra), con decisione unilaterale, non concordata, cioè, insieme al comitato di redazione.

In sostanza, si tratta dell’annuncio di una possibile azione legale promossa dall’Unità cartacea nei confronti dell’Unità digitale. Scavando si scopre che l’Unità cartacea è proprietà di due società: Piesse del gruppo Pessina, socio di maggioranza, ed Eyu, con quote minoritarie, di proprietà del Partito democratico. Ma la stessa Eyu è unica proprietaria del sito. Siamo quasi al punto di un PD che fa causa a se stesso… Un bell’esempio di unità!

Non fosse che si sta parlando del quotidiano fondato nel 1924 da Antonio Gramsci, del partito che governa questo paese e dei diritti dei lavoratori, ci sarebbe da mettersi a ridere per una vicenda grottesca. Fra l’altro, fino a qualche anno fa (prima che l’Unità entrasse in crisi e venisse “salvata”) sul sito – che allora era collegato al quotidiano distribuito in edicola – si trovava l’archivio digitalizzato di tutte le copie uscite dalla fondazione a oggi. Uno strumento fondamentale per  la ricerca storica e per chi aveva interesse di curiosare fra gli scritti giornalistici dei grandi del pensiero comunista italiano. Oggi questo strumento non è più a disposizione della collettività e anche di questo dobbiamo ringraziare i soliti noti.

Il segretario del PD, notoriamente attento alla propria immagine, ma non immune agli errori di valutazione, pare curarsi assai poco dei destini del quotidiano che fu del Partito Comunista Italiano di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer. O forse la ragione è proprio questa, data l’idiosincrasia che ha sempre mostrato nei confronti di qualsiasi affermazione o gesto anche lontanamente riconducibile alla sinistra in senso generico e genetico. Non ci stupiamo, anche in questo caso la colpa è sicuramente dei comunisti infiltrati nella redazione dell’organo di stampa del partito, con ragionamenti e logiche in perfetto stile berlusconiano.

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