La solidarietà del PCI ai militanti di Genova Antifascista aggrediti dai fascisti di Casa Pound

Venerdì sera eravamo impegnati in una riunione a discutere su come arginare l’avanzata del neofascismo nella nostra città e nella nostra regione. Abbiamo parlato di molte cose ed è stato detto, chiaramente, che ci saremmo attesi manifestazioni di tipo violento da parte dei gruppi neofascisti che si stanno radicando nel nostro territorio.

La foto della ferita postata sulla pagina Facebook di Genova Antifascista

Non ci ha quindi stupito, questa mattina, aprendo i giornali, leggere dell’aggressione subita da una decina di militanti di Genova Antifascista – “rei” di attaccare dei manifesti – da parte di una trentina di esponenti di Casa Pound, usciti dalla loro sede di via Montevideo brandendo bottiglie, cinture e coltelli (per un resoconto dei fatti rinviamo all’articolo Genova, un gruppo di antifascisti denunciano: «Aggrediti da Casapound», apparso sul Secolo XIX online il 13 gennaio). Aggressione che ha portato al ferimento, per fortuna lieve, di un compagno antifascista, al quale va la nostra solidarietà piena.

Per parte nostra ribadiamo la necessità di chiudere le sedi dei gruppi che si rifanno al fascismo e al nazismo e che vengano applicate le leggi vigenti, in particolare la legge Scelba (che prevede la reclusione da cinque a dodici anni per chi promuove, organizza o dirige le associazioni, i movimenti o i gruppi che perseguono finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodi di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolgono la loro attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi proprio del partito fascista o compiono manifestazioni esteriori di carattere fascista. Per gli aderenti le pene precedentemente indicate vanno da due a cinque anni) e la legge Mancino. Inoltre, chiediamo che le istituzioni cittadine stigmatizzino fortemente questi atti e che, soprattutto, la giunta comunale di Genova chiarisca in maniera inequivocabile la propria posizione.

Fersido Censi, passato dalla Lega a Casa Pound nel Municipio IV

Chiediamo le dimissioni (o meglio la rimozione dall’incarico) di tutti gli amministratori pubblici che non si dichiarino apertamente contrari al fascismo, a partire da Fersido Censi, ex Capo Gruppo Lega Nord nel Municipio IV Media Val Bisagno, passato a Casa Pound, ennesima dimostrazione della contiguità del partito di Matteo Salvini con gli ambienti dell’estrema destra fascista, xenofoba e sessista.

Lo ribadiamo e lo grideremo sempre con forza: il fascismo è un crimine, non è un’opinione e il 3 febbraio il PCI sarà in piazza a manifestare insieme a Genova Antifascista per la chiusura delle sedi di Forza Nuova, Casa Pound e Lealtà e Azione, nonché di tutte le associazioni che si rifanno a queste tre organizzazioni. Saremo presenti a tutte le iniziative volte a ricordare la vocazione antifascista di Genova, città Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza. Facciamo infine nostra la dichiarazione dell’ANPI che esorta «le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni che si richiamino al fascismo o al nazismo, come previsto dai regolamenti e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi». «Nel contempo – scrive l’Anpi – va condotta una solida battaglia culturale per una riaffermazione dei valori dell’antifascismo con particolare riferimento al valore della solidarietà e dei diritti civili».

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