La legislatura dei record!

La legislatura che si è appena chiusa non passerà di certo alla storia per la qualità delle leggi proposte, l’alto dibattito politico, lo stile manifestato dai nostri rapprentanti.

Passerà invece alla storia per aver stabilito una serie di record, tutti negativi. Vediamo qualche dato:

  • 546 cambi di casacca (in media 9,5 al mese)
  • 345 voltagabbana (alla Camera un deputato su tre ha cambiato parrocchia, al Senato quasi uno su due. C’è addirittura chi ha cambiato casacca 9 volte);
  • 558 parlamentari hanno maturato il diritto al vitalizio.

Inoltre, nell’estate 2017 è stato stabilito il record di giorni di vacanza (ben 39) e, complessivamente, quello dei voti di fiducia (107).

[I dati riportati sono stati tratti da un articolo di Salvatore Dama su Libero Quotidiano].

A questo dobbiamo aggiungere che nessuno dei tre governi (Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni) che si sono succeduti a Palazzo Chigi è stato espressione della volontà popolare.

La conclusione di questa riflessione è, a nostro avviso, palese. Siamo di fronte a una crisi profonda del nostro sistema politico, perché ci si ostina a pensare il sistema elettorale in funzione di stabilità del governo e quindi si opta per un maggioritario che è antitetico rispetto alla storia e alla cultura italiane. L’unico modo per ovviare a ciò è tornare a un sistema elettorale proporzionale, in modo che gli elettori possano tornare a sentirsi rappresentati. Fra l’altro, da quando nel nostro paese si è affermato lo spirito maggioritario abbiamo assistito alla nascita di un numero spaventoso di sigle e ad alleanze improbabili, senza che per questo la stabilità governativa abbia fatto un balzo in avanti. A questo proposito sarebbe interessante fare un’analisi e non è detto che, un giorno, in un periodo di relativa calma, non la faremo.

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