In memoria di Epifanio Li Puma, caduto sotto i colpi di lupara della mafia

Era il 2 Marzo del 1948, nelle campagne vicino Petralia Soprana,nel cuore delle Madonie, nell’entroterra siciliano. Due uomini a cavallo si avvicinarono ad un altro uomo che stava lavorando la terra e gli chiesero: “Epifanio Li Puma sei tu?” , non appena l’uomo rispose di si i due lo freddarono sparando col fucile, Epifanio Li Puma si accasciò a terra davanti gli occhi del figlio appena adolescente.

Così fu vilmente ucciso, per conto dei latifondisti mafiosi, il sindacalista Li Puma.

Gli anni del dopoguerra in Sicilia, furono caratterizzati dalle lotte dei contadini che, a costo della vita, si batterono per l’attuazione dei decreti Gullo che sancivano l’attribuzione dei terreni incolti ai braccianti associati in cooperativa e una più giusta ripartizione dei prodotti.

Solo una settimana dopo l’assassinio di Epifanio Li Puma fu rapito e ucciso a Corleone il sindacalista Placido Rizzotto, i resti furono trovati solo nel 2009 all’interno della foiba di Rocca Busambra, nel 1947 a Sciacca fu ucciso il dirigente del Partito Comunista Accursio Miraglia e il 1° Maggio dello stesso anno ricordiamo la strage di Portella della Ginestra.

Il Partito Comunista Italiano ci tiene a ricordare e tenere viva la memoria del compagno Epifanio Li Puma e di chi, come lui ,si battè contro i mafiosi per i diritti sociali ed individuali  rimanendo sempre al fianco di chi anche oggi, in forme diverse, continua a lottare contro le mafie.

Antonio Li Puma
PCI Genova

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