Il volo di Pjatakov. La collaborazione tattica tra Trotskij e i nazisti

Riceviamo questa interessante segnalazione letteraria e ne diamo comunicazione. Inoltre, a seguire, potete visionare un estratto del secondo capitolo.

Dal 19 ottobre 2017 è disponibile il libro “Il volo di Pjatakov. La collaborazione tattica tra Trotskij e i nazisti” di Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli, pubblicato dalla casa editrice PGreco edizioni, pag. 596, euro 28,00.

Il saggio può anche essere richiesto direttamente alla casa editrice PGreco Mimesis edizioni (tel. 02 24416383 – email: ordini@edizionipgreco.it www.edizionipgreco.it) al costo di euro 23,80 compreso spese di spedizione (con pagamento paypal, bonifico ecc.).

CAPITOLO SECONDO
Linköping e i nove “buchi neri” di Gulliksen

Partiamo dall’esame critico della “seconda versione” proprio nella sua tradizionale roccaforte, e cioè la tesi secondo cui il volo clandestino di Pjatakov non era avvenuto (e non poteva in ogni caso avvenire) nel dicembre del 1935 per la semplice ragione che nessun aereo straniero era giunto in volo dall’estero in Norvegia nel mese preso in esame, né tantomeno nell’aeroporto di Kjeller posto vicino a Oslo, indicato dalla pubblica accusa stalinista nel gennaio del 1937 come punto di scalo e di arrivo di Pjatakov sul suolo norvegese. Pertanto mancavano totalmente i mezzi materiali e l’opportunità concreta affinché quest’ultimo potesse compiere, partendo da Berlino, il suo presunto volo/colloquio segreto con Trotskij, che a sua volta nel dicembre del 1935 sicuramente risiedeva a Honefoss, cittadina collocata nella parte meridionale della Norvegia e a circa cinquanta chilometri di distanza da Kjeller.
Anche per noi risulta evidente l’importanza del problema, ma lo poniamo in modo diverso: se nessun velivolo proveniente dall’estero e da paesi stranieri fosse arrivato sul suolo norvegese nel dicembre del 1935, se nessun aereo – senza far distinzione di nazionalità tra i vettori aereonautici – fosse giunto negli aeroporti norvegesi nel dicembre del 1935, se nessun aereo proveniente dall’estero – sempre senza far distinzione di nazionalità tra i velivoli – fosse giunto nell’aeroporto di Kjeller nel dicembre del 1935, allora il volo di Pjatakov non sarebbe mai esistito. E a catena, non sarebbe mai potuto avvenire l’incontro clandestino tra Pjatakov e Trotskij; e a catena, Pjatakov avrebbe detto clamorosamente il falso, e Trotskij invece la verità sul (presunto) volo a Kjeller; e di conseguenza cadrebbe subito la tesi sull’esistenza di rapporti di collaborazione politica tra Trotskij e alcuni gerarchi nazisti.

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