Il senso di una parola bellissima

La parola in questione è “compagni”. Sì, proprio il termine che i comunisti utilizzano per chiamarsi fra loro, per identificarsi e rimarcare la loro appartenenza.

Mario Rigoni Stern

Ma che cosa significa, esattamente? Potremmo cercare di spiegarlo noi – e in parte lo abbiamo fatto quando abbiamo tentato di definire la “diversità comunista” – , ma, come suol dirsi, ubi maior… Una magnifica definizione venne data dal grandissimo scrittore Mario Rigoni Stern, in una lettera che scrisse ai compagni dell’ANPI. Rigoni Stern non partecipò alla Resistenza poiché, dopo la Ritirata di Russia, finì in un campo di concentramento nazista, dopo che – sono le sue parole – “mi ero lasciato prendere come un cretino”. In poche parole, lo scrittore veneto riesce a fare un quadro del perché è necessario continuare a lottare, una battaglia di idee e opinioni, anche al giorno d’oggi, più di settant’anni dopo la Liberazione.

Ecco il testo della lettera ai compagni:

MIRA (Venezia) 20 gennaio 2007

Cari Compagni, sì, Compagni, perché è un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino “cum panis” che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono anche l’esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze.
È molto più bello Compagni che “Camerata” come si nominano coloro che frequentano lo stesso luogo per dormire, e anche di “Commilitone” che sono i compagni d’arme.
Ecco, noi della Resistenza siamo Compagni perché abbiamo sì diviso il pane quando si aveva fame ma anche, insieme, vissuto il pane della libertà che è il più difficile da conquistare e mantenere.
Oggi che, come diceva Primo Levi, abbiamo una casa calda e il ventre sazio, ci sembra di aver risolto il problema dell’esistere e ci sediamo a sonnecchiare davanti alla televisione.
All’erta Compagni! Non è il tempo di riprendere in mano un’arma ma di non disarmare il cervello sì, e l’arma della ragione è più difficile da usare che non la violenza.
Meditiamo su quello che è stato e non lasciamoci lusingare da una civiltà che propone per tutti autoveicoli sempre più belli e ragazze sempre più svestite.
Altri sono i problemi della nostra società: la pace, certo, ma anche un lavoro per tutti, la libertà di accedere allo studio, una vecchiaia serena; non solo egoisticamente per noi, ma anche per tutti i cittadini. Così nei diritti fondamentali della nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
Vi giunga il mio saluto, Compagni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e Resistenza sempre.

Vostro
Mario Rigoni Stern

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