Il PCI esce da Genova Antifascista

Sovente, nel corso delle assemblee di Genova Antifascista, si è parlato della necessità di sconfiggere il fascismo sul piano culturale. A questo proposito sono state prese magnifiche iniziative.

Su questo punto l’accordo della Federazione di Genova del PCI è sempre stato totale e incondizionato. Ma, alla luce di quanto accaduto a margine della manifestazione antifascista del 4 maggio 2019 si è resa necessaria per noi una seria e approfondita discussione in merito al prosieguo dei rapporti con Genova Antifascista.

Il presidio, sebbene organizzato in tempi strettissimi e con le disfunzioni sul piano della comunicazione che tutti abbiamo potuto riscontrare, ha avuto – o meglio avrebbe potuto avere – un notevole successo. E non ci riferiamo al numero dei partecipanti, bensì al risultato politico. La commemorazione fascista di Ugo Venturini era stata cancellata dal canto di Bella Ciao, ma soprattutto la carica della polizia contro gli squadristi rappresentava, ai nostri occhi, un fatto nuovo ed estremamente positivo. I media avrebbero potuto minimizzare, ma non avrebbero potuto negare quanto accaduto.

Si sarebbe dovuto prendere atto della “vittoria”, certo non eclatante ma nemmeno disprezzabile e continuare a presidiare la strada in un clima di festa oppure concludere il presidio e tornarsene alle proprie case.

Invece, la scelta individuale di alcuni di recarsi in piazza della Vittoria per cercare lo scontro ravvicinato con i fascisti, già di per sé discutibile in quanto non coerente con l’atteggiamento precedentemente assunto da Genova Antifascista in casi analoghi, ha portato a un ribaltamento dell’atteggiamento dei media, e quindi dell’opinione pubblica nei confronti dei fascisti, che sono stati fatti passare come vittime di un’aggressione.

Questa cultura e questi metodi non ci appartengono. Noi riteniamo che la battaglia antifascista vada condotta nel pieno rispetto delle regole, perché solo in questo modo è possibile rimarcare la differenza fra chi ha fatto della violenza, come i fascisti, la propria regola di vita e chi, invece, ha scelto il terreno della lotta politica, forse più difficile e sicuramente più lento, per affermare i propri ideali di libertà, uguaglianza, giustizia e pace.

In seguito a questa riflessione, sulla quale naturalmente siamo disponibili a confrontarci, la Federazione di Genova del PCI ha deciso di lasciare Genova Antifascista.

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