Il Partito Comunista Italiano sulla questione della Siria

IL PCI condanna recisamente il nuovo attacco di guerra USA contro la Siria. Il motivo addotto da Trump (l’orrenda strage di Khan Sheikhoun) ha tutti i caratteri della consueta “scusa per la guerra”. Nessuna indagine internazionale, nessun fatto concreto hanno dimostrato che sia stato l’esercito siriano di Assad ad utilizzare le armi chimiche. Mentre la realtà è che l’esercito di Assad – sostenuto dalla Russia di Putin – sta vincendo sul campo contro l’Isis e contro l’”Esercito Libero” filo americano di 100 mila uomini costruito in Siria dagli USA e dai suoi alleati arabi per combattere contro lo stesso Assad.  L’utilizzo di armi chimiche sarebbe un suicidio politico per il governo siriano. A respingere le tesi di Trump, non sono solo il governo siriano e la Russia, ma anche molti analisti di politica internazionale e lo stesso vescovo di Aleppo ne mettono in discussione la possibilità.  Resta sul campo la spinta di guerra che Trump eredita dai suoi predecessori; è la spinta ad una nuova guerra in Siria nella fase della sconfitta dell’ISIS.

In queste settimane il presidente degli Usa ha lanciato la guerra nello Yemen, ha minacciato la guerra contro la Corea del Nord, ha minacciato la Cina. Ora ha sferrato l’attacco contro la Siria.

Un nuovo vento di guerra mondiale minaccia il mondo, sospinto dall’imperialismo americano. La lotta per la pace è il primo compito delle forze comuniste, di sinistra, democratiche. Occorre ricostruire un movimento di massa contro la guerra, che oggi è più vicina che mai. Il PCI è in campo e invita tutte le forze progressiste e pacifiste all’unità.

Vai alla dichiarazione di Fosco Giannini, responsabile Dipartimento Esteri

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