Il Giorno della Memoria oggi ha un significato speciale

Benito Mussolini e Rodolfo Graziani

Il 27 gennaio 1945, le prime avanguardie dell’Armata Rossa giungevano ai cancelli di Auschwitz e si trovavano davanti a uno spettacolo agghiacciante. Il campo era già stato evacuato dai tedeschi che non erano riusciti a cancellare tutte le tracce dei loro crimini (si legga: uccidere tutti i reclusi). Con la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz finì quello che è considerato il più grande omicidio di massa della storia avvenuto in un unico luogo: in esso perirono più persone che in qualsiasi altro campo di concentramento nazista. I dati dell’US Holocaust Memorial Museum parlano chiaro, sebbene sulle cifre riportate non vi sia certezza assoluta: le SS tedesche uccisero almeno 960 mila ebrei, 74 mila polacchi, 21 mila rom, 15 mila prigionieri di guerra sovietici e 10 mila persone di altra nazionalità (in totale quasi un milione e centomila esseri umani).

Quest’anno, oltre al ricordo dell’Olocausto, si aggiunge la ricorrenza dell’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali. Uno dei momenti più bui della storia italiana di sempre. Le leggi razziali disvelarono il vero volto del fascismo, che mai fece mistero nella sua storia di essere visceralmente razzista, nonostante una storiografia revisionista agevolata da scelte politiche deliberate e portate avanti non solo dalle forze politche di destra, cerchi di edulcorarne l’immagine, riducendo talune scelte a decisioni prese a malincuore per rassicurare l’alleato nazista.

Rileviamo un clima di grande ignoranza su quello che realmente fu il fascismo (e non a caso abbiamo voluto iniziare questo post con un’immagine di Mussolini e Graziani, il mandante politico e l’esecutore materiale principale di una serie gravissima di crimini contro l’umanità). Tra i frutti di questa vera e propria carenza culturale, l’accettazione supina del rientro della famiglia Savoia in Italia prima e, recentissimamente, il rimpatrio della salma di Vittorio Emanuele III, che del fascismo non fu vittima, ma complice (tutte le leggi volute da Mussolini portano la sua firma). I Savoia furono corresponsabili del fascismo. Perché, ad esempio, non fu mandato l’esercito a fermare la marcia su Roma? Oppure, perché venne consentito a Mussolini di varare leggi liberticide in contrasto con lo Statuto albertino? E le domande potrebbero continuare a lungo.

Fra lo sterminio nazista e il fascismo italiano esiste un nesso molto forte e crediamo sia nostro dovere – prima morale che politico – iniziare un percorso di recupero della corretta memoria storica relativa a quel periodo, per arginare, prima che sia troppo tardi, l’avanzata di forze che si richiamano direttamente al fascismo e al nazismo (Casa Pound, Forza Nuova e Lealtà e Azione), unitamente alla pletora di associazioni che promuovono idee razziste, sessiste, omofobe, xenofobe e quant’altro. Il fascismo oggi ha due facce, quella istituzionale, che cerca di darsi una ripulita e presentarsi ai media e all’elettorato come una destra moderna, e quella più becera, che agisce nei quartieri approfittando del disagio sociale per far passare messaggi di intolleranza e odio.

Il 3 febbraio saremo alla grande manifestazione antifascista, dove sfileremo in maniera pacifica insieme alle altre forze politiche, ai movimenti, ai centri sociali, ai semplici cittadini che vorranno esprimere il loro disgusto nei confronti dei fascisti. Alla manifestazione saremo, così come tutti gli altri, senza i nostri simboli, perché si è deciso che sia Genova a sfilare, al di là delle appartenenze individuali o collettive. Ci vediamo in piazza!

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