Il “Che” cinquant’anni dopo nelle interviste dell’Antidiplomatico

L’Antidiplomatico, sito attento alle vicende internazionali e alla corretta informazione su quanto accade nel mondo, sta pubblicando una serie di interviste sulla figura di Ernesto Che Guevara.

La prima è quella al prof. Luciano Vasapollo, economista marxista che insegna alla Sapienza di Roma e autore, fra l’altro di due opere sulla figura di Guevara (Che Guevara economista e Vamonos. Nada mas: camminando con il Che e Fidel): “Basta con il mito delle magliette e del supereroe. Volete onorare il sogno del Che? Leggete i suoi libri. Vi si racconta come Che Guevara ottenne l’incarico di Presidente della Banca centrale cubana dopo la Rivoluzione. «”Chi è economista?”, chiese Fidel in una delle riunioni ristrette subito dopo la vittoria. “Io”, disse il Che che non si tira mai indietro. “Bene da domani guidi l’economia del paese”, E la risposta di Che fu: “Io? No. Avevo capito chi è comunista?”. Ma da quel giorno comprendiamo l’uomo Che Guevara. Studia di giorno e di notte. Si addormenta sul tavolo. E allora studia in piedi. Questo è l’uomo, questo è il rivoluzionario. Certo, il divenire storico lo ha costretto anche a sparare».

La seconda intervista, in ordine cronologico, è a Giorgio Cremaschi, “Ma quale icona pop il Che? Repubblica rispetti la storia”, che inquadra Guevara nel suo contesto di rivoluzionario, comunista, anticapitalista e antimperialista contro gli stravolgimenti attuali – anche da parte di certa sinistra – che tentano di esorcizzarlo trattandolo alla stregua di un cantante rock.

Segue poi l’intervista alla giornalista e scrittrice Geraldina Colotti, esperta di America Latina: “Basta ipocrisie. Oggi il Che avrebbe appoggiato la rivoluzione bolivariana in Venezuela”. Qui viene messo in evidenza soprattutto lo “scandalo etico” di un uomo che rinuncia al potere per tornare a combattere, per il sacrificio senza contropartita, per la tenacia con la quale Guevara ha perseguito i suoi ideali rivoluzionari fino all’assassinio; «disposto a essere inflessibile, ma “senza perdere la tenerezza”».

A margine delle interviste viene presentata la traduzione di un contributo di Atilio Borón a TeleSUR, sociologo e analista politico argentino, che ricorda la straordinaria figura del Guerrillero Heroico: Il Che, mezzo secolo dopo, che parte da due significative citazioni del pensiero di Che Guevara:

«Una chiacchierata di notte sul significato del 26 luglio; ribellione contro le oligarchie e contro i dogmi rivoluzionari» (da: I diari in Bolivia di Che Guevara) e

«Il socialismo economico senza morale comunista non mi interessa. Lottiamo contro la miseria, ma allo stesso tempo lottiamo contro l’alienazione» (da una intervista rilasciata a Jean Daniel in Algeria).

Start a Conversation

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *