I giovani nel discorso di fine anno del Presidente Matterella

Sergio Mattarella

Nel suo discorso di fine anno, tenuto com’è ovvio con il consueto piglio istituzionale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha toccato molti punti che andrebbero approfonditi.

Ma su tutti uno sembra particolarmente significativo, perché tocca uno dei problemi più scottanti che i giovani d’oggi devono affrontare, ovvero la fuga all’estero per trovare un lavoro gratificante e giustamente retribuito, come dovrebbe essere loro diritto acquisito e sancito dalla Costituzione Italiana.

Ecco le parole del Presidente:

Desidero, adesso, rivolgermi soprattutto ai giovani.
So bene che la vostra dignità è legata anche al lavoro. E so bene che oggi, nel nostro Paese, se per gli adulti il lavoro è insufficiente, sovente precario, talvolta sottopagato, lo è ancor più per voi.
La vostra è la generazione più istruita rispetto a quelle che vi hanno preceduto. Avete conoscenze e potenzialità molto grandi. Deve esservi assicurata la possibilità di essere protagonisti della vita sociale.
Molti di voi studiano o lavorano in altri Paesi d’Europa. Questa, spesso, è una grande opportunità. Ma deve essere una scelta libera. Se si è costretti a lasciare l’Italia per mancanza di occasioni, si è di fronte a una patologia, cui bisogna porre rimedio.
I giovani che decidono di farlo meritano, sempre, rispetto e sostegno.
E quando non si può riportare nel nostro Paese l’esperienza maturata all’estero viene impoverita l’intera società.

Esattamente l’opposto delle inqualificabili esternazioni del neo-confermato ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Lo stesso Matteo Renzi, quando era presidente del Consiglio dei ministri era solito ripetere come quello della fuga dei cervelli non fosse un problema ma mera retorica. Giustamente, i giovani hanno votato in massa contro la modifica costituzionale proposta dal governo e siamo certi che nei referendum sul lavoro faranno sentire ancora più forte la loro voce.

Il precedente governo e quello – praticamente identico – presieduto da Gentiloni, non paghi di aver massacrato il lavoro con provvedimenti da diciannovesimo secolo, reiterano la dose unendo al danno la beffa. Ma, ne siamo certi, i giovani hanno la memoria lunga e si ricorderanno, quando andranno a votare, di come sono stati sbeffeggiati. Provvedimenti che vanno contro l’interesse dei giovani vanno contro l’interesse del futuro del nostro paese.

Il discorso del Presidente è stato un discorso politico, ben lontano da quello dell’anno passato e Sergio Mattarella ha inteso, secondo alcuni commentatori, prendere le distanze sia dal suo predecessore che dal precedente governo. Noi per il momento ci limitiamo a prenderne atto e speriamo che chi dovrebbe capire capisca e che alle parole seguano i fatti.

Start a Conversation

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *