La risposta di Genova alla provocazione neofascista

La coda del corteo in via Isonzo

La manifestazione organizzata dall’Anpi, cui hanno aderito oltre settanta forze politiche, associazioni, semplici cittadini, ha visto una partecipazione ben al di là delle aspettative, tanto che l’organizzazione ha dovuto modificare il programma previsto e trasformare quello che inizialmente doveva essere un semplice presidio in una sfilata per le vie del Levante genovese. Genova ha saputo dare un’ulteriore risposta alla provocazione di invitare forze che si ispirano al fascismo e al nazismo.

Ci sono stati alcuni piccoli scontri fra polizia e appartenenti ai centri sociali all’imbocco di via Caprera, ma nel complesso tutto si è svolto pacificamente e i manifestanti hanno saputo isolare chi aveva intenzione di provocare uno scontro.

Il PCI in testa alla manifestazione durante l’avvicinamento alla Casa dello Studente

La manifestazione si è conclusa, dopo una sfilata per le vie collinari retrostanti piazza Sturla, alla Casa dello Studente di corso Gastaldi, luogo simbolo della Resistenza poiché venne utilizzata per imprigionare e torturare i partigiani catturati dai nazifascisti. Lì, dopo un breve discorso di Massimo Bisca, presidente provinciale dell’Anpi, la manifestazione si è sciolta, mentre in piazza Sturla rimaneva la Fiom a fronteggiare i centri sociali per evitare che la situazione degenerasse.

Noi eravamo presenti – e sempre lo saremo quando si tratterà di opporsi al fascismo in una qualunque delle sue manifestazioni – con le nostre bandiere e con i nostri giovani della Fgci, alcuni alla loro prima esperienza in piazza. Antifascismo e Costituzione sono punti fondamentali e fondanti del nostro modo di concepire la politica e saremo sempre in prima fila quando si tratterà di difendere questi valori.

La risposta della città, a partire dalle massime istituzioni, c’è stata. C’era il sindaco, il vicesindaco, alcuni assessori, presidenti di municipio, i parlamentari liguri, i consiglieri regionali, comunali e di municipio. Genova è una città antifascista, che crede fermamente nei valori trasmessi dalla Resistenza. Lo ha dimostrato il 25 aprile 1945, il 30 giugno 1960 e, con le dovute proporzioni, anche ieri. I tanti rappresentanti istituzionali presenti lo hanno voluto fortemente rimarcare.

Adesso, attendiamo il 25 aprile per un’altra bella giornata di antifascismo militante.

Start a Conversation

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *