Genova non dimentica, fuori i fascisti dalla città

L’annuncio che alcune delle forze neofasciste europee vorrebbero incontrarsi a Genova l’11 febbraio costituisce l’ennesimo tentativo di sfregio alla nostra città, Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza.

La manifestazionedel 30 giugno 1960 in piazza De Ferrari

Il 30 giugno 1960 i lavoratori e gli studenti genovesi seppero cacciare via dalla nostra città i fascisti per la seconda volta; la prima fu il fatidico 25 aprile 1945, quando le truppe tedesche si arresero ai partigiani firmando l’armistizio di villa Migone. Evidentemente, queste lezioni non sono bastate e occorrerà impartirne una terza.

La federazione di Genova del Partito Comunista Italiano sarà presente a qualsiasi iniziativa che l’Anpi, i partiti antifascisti, le associazioni, vorranno organizzare per dire no a questo ennesimo tentativo di sfregio.

La risposta a questa ennesima provocazione dovrà essere fermissima nel ricordo di quanto Sandro Pertini, il Presidente Partigiano, pronunciò il 28 giugno 1960 in piazza della Vittoria rispondendo alle accuse di chi accusava i lavoratori, il sindacato e l’Anpi di voler fomentare disordini:

ve lo dirò io, signori, chi sono i nostri sobillatori: eccoli qui, eccoli accanto alla nostra bandiera: sono i fucilati del Turchino, della Benedicta, dell’Olivetta e di Cravasco, sono i torturati della casa dello Studente che risuona ancora delle urla strazianti delle vittime, delle grida e delle risate sadiche dei torturatori. Nella loro memoria, sospinta dallo spirito dei partigiani e dei patrioti, la folla genovese è scesa nuovamente in piazza per ripetere “no” al fascismo, per democraticamente respingere, come ne ha diritto, la provocazione e l’offesa.

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