Fermare l’inaccettabile innalzamento dell’età pensionabile e garantire i diritti costituzionali

Con qualche giorno di ritardo, riceviamo la seguente comunicazione del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale. Poiché i temi che vengono trattati sono di assoluto interesse e attualità, la pubblichiamo nonostante la manifestazione cui fa riferimento sia quella dello scorso sabato.

Il 2 dicembre saremo in piazza con la cgil

Roma, 28 novembre 2017 – «La questione pensioni è centrale perché è uno dei terreni più importanti di saldatura tra le generazioni e tra le diverse condizioni di lavoro e di reddito. Terreno purtroppo oggi gravemente compromesso da scelte sbagliate come l’innalzamento dell’età pensionabile (ancor più perché legata ad una aspettativa di vita che mette tutti i lavoratori sullo stesso piano) a livelli molto più alti che in altri paesi europei e in tempi rapidissimi, fino a creare l’anomalia di una massa di lavoratori rimasti senza pensione e senza lavoro». Così Massimo Villone, Alfiero Grandi, Domenico Gallo Mauro Beschi, del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, in una nota nella quale annunciano la propria partecipazione alla giornata di manifestazioni promosse per il 2 dicembre dalla Cgil, a cui invitano a partecipare.

«Quando ci si interroga sui livelli di disoccupazione giovanile che ci portano ad un triste primato in Europa – prosegue la nota – ci si dimentica troppo presto che la permanenza nei posti di lavoro blocca l’entrata dei giovani e anche se il risultato non è automatico la tendenza è stata fin troppo evidente. Fermare un innalzamento inaccettabile dell’età pensionabile, non risolto certamente da alcune limitatissime esenzioni, e creare ora un sistema di solidarietà con i giovani, che soffrono livelli insopportabili di disoccupazione, di precarietà e di basse retribuzioni che minano il loro futuro pensionistico, sono due priorità di questa fase che possono e debbono essere affrontate nel nostro paese».

«L’esercizio di diritti costituzionali fondamentali – sottolineano ancora Villone, Grandi, Gallo e Beschi – deve avvenire combattendo le fratture sociali, che si sono aperte e che sempre di più si stanno allargando, e realizzando un autentico sistema di solidarietà. Il risanamento delle finanze pubbliche non può avvenire gravando in modo anomalo sul sistema pensionistico, che, in particolare dalla legge Fornero ad oggi, è stato di fatto usato come fonte del contenimento forzato della spesa».

«Per questo – conclude la nota – aderiamo alla giornata di manifestazioni del 2 dicembre e auguriamo una forte partecipazione alle manifestazioni promosse dalla Cgil».

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