Elezioni europee: come voteranno i comunisti?

Se ci fosse stata la possibilità di presentare la nostra lista, ovviamente, non avremmo dubbi su chi votare e far votare. Ma ciò non è stato possibile, a causa di una legge elettorale che, prevedendo 150.000 firme, di cui almeno 3.000 in ogni regione italiana, rende impossibile la partecipazione dei partiti che non hanno già una rappresentanza parlamentare, europea o italiana.

Nel corso dell’ultimo Comitato Centrsle (Roma, 5 maggio 2019) è stato ulteriormente verificato che, per noi, era impossibile ricorrere a escamotage come quello che ha permesso la presentazione del Partito Comunista, di Forza Nuova e di Casa Pound. Tentativo, peraltro, dall’esito incerto. La sentenza della Corte d’Appello che ha permesso la presentazione di questi tre simboli ha creato un precedente del quale faremo tesoro la prossima volta, questo è certo.

Si pone quindi la questione di dare un’indicazione di voto alle compagne e ai compagni, che non troveranno il simbolo storico del Partito Comunista Italiano sulla scheda elettorale; parte della riunione del Comitato Centrale è stata dedicata a questo tema. Non è questione da poco, perché bisogna innanzitutto essere coerenti e conseguenti con le proprie precedenti decisioni e convinzioni. Inoltre, crediamo di doverlo a tutti coloro che hanno ritenuto di firmare per la presentazione della nostra lista e a tutti coloro che, nel corso di questi ultimi mesi ci hanno mostrato la loro fiducia e la loro curiosità.

Inoltre, non avendo nulla di cui vergognarci e da nascondere, riteniamo sia nostro dovere raccontare quelle che sono le nostre vicende in maniera trasparente e sincera, convinti che questa sia la strada giusta per realizzare, insieme a tutte e tutti coloro che lo vorranno, il nostro progetto, tanto ambizioso quanto necessario.

Il Partito Comunista Italiano, prima dell’inizio della campagna di raccolta delle firme, ha tentato di costruire delle alleanze programmatiche con altre forze politiche, fra quelle che si collocano alla sinista del PD. Lo ha fatto in maniera aperta e con la massima disponibilità al dialogo, ma questa sia volontà non è stata recepita. Con alcuni, poi, il dialogo non è stato nemmeno intrapreso, poiché era stata già precedentemente verificata la loro indisponibilità a qualunque l’intesa.

La convergenza programmatica con queste forze politiche non c’è stata prima dell’avvio della campagna per la presentazione delle liste e tanto meno c’è ora. Se non c’è accordo sui punti principali del nostro programma, se c’è una qualche forma di astio nei nostri confronti, è persino troppo evidente che noi non vediamo come questi altri partiti possano rappresentarci. Di conseguenza, il PCI non dà alcuna indicazione di voto ai suoi militanti, simpatizzanti, elettori. Il che significa, tenute presenti le considerazioni su esposte, libertà di esprimere la propria scelta secondo coscienza.

A livello della federazione di Genova abbiamo discusso la questione e l’orientamento di alcuni di noi (non siamo arrivati a una decisione formale su questo punto e nemmeno l’abbiamo cercata) è quello di annullare, in segno di protesta, la scheda disegnando e votando il simbolo del partito. Si tratta di una scelta controcorrente, rispetto alla prassi dei comunisti, e sicuramente dolorosa, ma l’intenzione è quella di protestare per l’impossibilità di scegliere in base alle proprie preferenze politiche, impossibilità determinata da leggi che riteniamo ingiuste e che impediscono a decine, se non centinaia, di migliaia di cittadini-elettori di essere rappresentati nei loro ideali.

4 Commenti

  1. Scelta che condivido.
    A differenza vostra, però, rifiuterò la scheda, facendo mettere a verbale che non la ritiro perché “tra le forze politiche presenti non ve ne è alcuna che mi rappresenta”.
    Con la stima di sempre, e forse in questa occasione, se è possibile, anche maggiore del solito…

  2. Il nostro errore è stato quello di non continuare l’esperienza con PaP.
    Nulla avrebbe impedito al sottoscritto di votare PaP dando le preferenze ai candidati del PCI. Ho visto e giudicato la scelta dei miei dirigenti velleitaria. Mi sono impegnato a Sessa Aurunca alla raccolta delle firme (un centinaio) ma purtroppo non sono bastate. Chi voterò? M5S pur turandomi il naso.

    1. Mi risulta che ci sia stato un tentativo di fare una lista del tipo “bicicletta” insieme a PAP, ma ciò non è stato possibile perché loro volevano seguire De Magistris. Tentare la raccolta delle firme è stato utile per verificare la compattezza organizzativa del partito. I risultati indicano che c’è ancora un enorme lavoro da fare e che sbagliava chi era convinto fosse più facile ricostruire il PCI. Facciamo tesoro di quesa esperienza e passiamo oltre, senza deprimerci.

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