Dichiarazione congiunta di 57 paesi a favore del Venezuela e contro ogni intervento esterno

A giudicare da quanto affermano i media italiani, la situazione in Venezuela sta scatenando lo “sdegno” di una non meglio precisata “comunità internazionale”. Non ci è dato sapere chi ne faccia parte e a quale titolo parli. Di sicuro, a parte alcune dichiarazioni verbali di capi di governo di paesi asserviti agli Stati Uniti, non abbiamo trovato alcun documento a conferma di ciò.

Cercando, ci siamo invece imbattuti in una presa di posizione ufficiale di segno diametralmente opposto a quanto sostenuto dai nostri organi di “informazione” e la riportiamo dal sito L’Anti Diplomatico. Apprendiamo così che 57 paesi hanno firmato una dichiarazione congiuta di appoggio al governo bolivariano e contro ogni forma di intervento straniero nelle questioni interne del Venezuela. Fra i paesi firmatari troviamo Cina e India – che, da soli, rappresentano più di un terzo della popolazione mondiale -, la Russia, gran parte dei paesi africani, diverse nazioni dell’Estremo Oriente e gran parte dell’America centrale e caraibica. Sono assenti, ma la cosa non ci stupisce, i paesi che appartengono alla Nato.

Di seguito il post citato.

Nel Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, riunito a Ginevra, 57 stati firmano una dichiarazione che manifesta il chiaro appoggio al Venezuela bolivariano e il rifiuto di qualsiasi forma di intervento straniero nella sue questioni interne.

La dichiarazione è stata sottoscritta da: Russia, Cina, India, Sud Africa, Iran, Vietnam, Algeria, Egitto, Giordania, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Irak, Libano, Libia, Angola, Etiopia, Palestina, Qatar, Bielorussia, Arabia Saudita, Azerbaigian, Siria, Ecuador, Bolivia, Cuba, Nicaragua, San Vicente y las Granadinas, San Cristóbal y Nieves, Dominica, Bahrein, Isole di Comore, Gibuti, Somalia, Sudan, Tunisia, Yemen, Repubblica Democratica Popolare di Corea, Eritrea, Namibia, Laos, Filippine, Sudan del Sud, Repubblica del Congo, Burundi, Zimbawe, Myanmar, Timor Est, Tagikistan, Oman, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Guinea Equatoriale, Mauritania, Mozambico, Togo, Venezuela. Di seguito il testo integrale della dichiarazione.

Dichiarazione congiunta di appoggio al Venezuela:

  1. Riconosciamo l’imperativo di tutti gli stati a rispettare la sovranità della Repubblica Bolivariana del Venezuela in conformità con i principi di non interferenza nelle questioni interne stabilite dalla Carta delle Nazioni Unite.
  2. Consideriamo che è al popolo venezuelano  che compete, in via esclusiva, determinare il suo futuro senza ingerenze esterne.
  3. Appoggiamo il Governo Costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela nel suo intento di preservare la pace e mantenere il carattere istituzionale democratico nel paese, così come la sua determinazione di garantire la piena osservanza dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Venezuela.
  4. Sosteniamo la reiterata chiamata che ha fatto il Presidente Nicolas Maduro al dialogo politico tra i diversi settori attivi in Venezuela, con il proposito di preservare la pace e garantire la stabilità delle istituzioni democratiche del paese.
  5. Celebriamo gli encomiabili sforzi realizzati a favore del dialogo politico e della pace dall’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) e dagli ex presidenti José Luis Rodríguez Zapatero, ex presidente spagnolo; Martín Torrijos, di Panama y Leonel Fernández, della República Dominicana, insieme all’Inviato Speciale della Santa Sede.
  6. Appoggiamo, allo stesso tempo, il coinvolgimento dei paesi dell’America Latina e dei Caraibi a sostegno del dialogo politico in Venezuela, in particolare, di: El Salvador, Nicaragua, Repubblica Dominicana, Uruguay e degli Stati membri del CARICOM.
  7. Condanniamo qualsiasi azioni che perturbi la pace, la tranquillità e la stabilità democratica, che mini la istituzionalità democratica della Repubblica Bolivariana del Venezuela e che metta in discussione la sua sovranità.
  8. Consideriamo che la comunità internazionale deve sostenere le possibilità di offrire aiuti tecnici prendendo a riferimento le richieste del Paese in oggetto, per affrontare le sfide dei diritti umani nel paese.

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