Cosa ci attende nel 2017

L’anno nuovo rappresenta, per il PCI a Genova, un’opportunità fondamentale, sia dal punto di vista politico che da quello organizzativo. Il compito è gravoso, ma dobbiamo profondere tutte le nostre energie per il raggiungimento di questo obiettivo

Il 2016 si è chiuso con la grande vittoria conseguita dalle forze contrarie alla revisione costituzionale promossa dal governo Renzi. Una cosiddetta riforma che, oltre a essere pasticciata e scritta male, intendeva snaturare la forma di governo che l’Italia si è data dopo la Resistenza e la guerra di Liberazione, dando al presidente del Consiglio dei ministri un potere eccessivo a discapito del Parlamento. In conseguenza di ciò, Matteo Renzi ha rassegnato le dimissioni, ma non è bastato: il governo Gentiloni è una fotocopia del precedente. E l’ennesima dimostrazione della scarsa qualità di questa classe dirigente l’abbiamo avuta ascoltando le dichiarazioni del ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Ma non è finita. La Corte Costituzionale l’11 gennaio si pronuncerà sull’ammissibilità dei tre quesiti proposti dalla CGIL in materia di lavoro (ripristino dell’articolo 18, abolizione dei cosiddetti voucher e per la tutela dei lavoratori negli appalti), mentre il 24 gennaio è atteso il responso per quanto riguarda la richiesta di abolizione di alcuni punti della legge elettorale giornalisticamente battezzata Italicum. Naturalmente, auspichiamo che ai cittadini possa essere data la facoltà di decidere e che, quindi, si vada alle votare, per dare l’ennesima dimostrazione di quanto il popolo italiano sia insofferente nei confronti di questa politica volta a tutelare gli interessi dei padroni contro quelli della massa dei lavoratori. Diciamo “padroni” e “massa” perché è necessario ricominciare a utilizzare i termini della tradizionale lotta politica.

I cittadini italiani hanno il diritto di poter scegliere chi li rappresenti nei due rami del Parlamento, nella diversità delle loro opinioni, ed è per questo che noi comunisti ci battiamo perché il sistema elettorale torni a essere proporzionale puro. Nelle ultime tornate elettorali, quelle che prevedevano degli sbarramenti, milioni di elettori sono rimasti privi di qualsiasi forma di rappresentanza e troppi si sono astenuti perché ritenevano il loro voto inutile.

 Il 2017 sarà anche l’anno di una grande ricorrenza. Il 7 novembre cadrà il centenario della Rivoluzione russa e sono previste manifestazioni in tutte le città italiane. L’organizzazione sta andando avanti, seppur fra mille difficoltà operative, ma saremo pronti anche ad affrontare questo impegno. Sarà un’occasione di incontro e di riflessione, un momento importante per capire e rivendicare la nostra storia, per progettare l’azione politica futura.

Il nostro compito è quello di arrestare l’avanzata del capitalismo in tutte le sue forme, riprendere a lottare per affermare i diritti sociali, oltre che quelli individuali. Dobbiamo farla finita con i continui ricatti mediante i quali il padronato ha imposto le sue scelte ai governi che si sono susseguiti nel corso della storia repubblicana. È ora di dire basta a una logica che vede approvata qualsiasi richiesta in cambio della salvaguardia di una manciata di posti di lavoro. È ora di dire basta al massacro del nostro ambiente – e di conseguenza della nostra salute e del nostro stile di vita – in ragione delle logiche del profitto di pochissimi a danno della stragrande maggioranza di noi cittadini. Ed è anche ora di dire basta all’impunità di chi procura danni gravissimi ai quali dovrà porre rimedio la collettività, sprecando risorse importanti.

Il nostro non sarà un compito facile, ne siamo perfettamente coscienti. Ai comunisti viene chiesto qualcosa in più, in termini di militanza, rispetto agli altri. Dobbiamo, infatti, essere costantemente aggiornati e studiare, studiare e ancora studiare perché dobbiamo comprendere le molteplici contraddizioni dell’attuale sistema e trasformare in proposte politica la nostra analisi. Gestire l’esistente è molto più semplice che costruire il progresso.

Vogliamo ricostruire un partito di classe e sappiamo che il lavoro da fare sarà molto intenso. I lavoratori sono disorientati e soffrono della mancanza di un partito che li rappresenti a livello politico da oltre venticinque anni, un quarto di secolo. Il primo passo, che stiamo già affrontando con tutte le nostre forze, è quello di opporci strenuamente alle privatizzazioni in atto nelle società pubbliche. La lotta dei lavoratori di ATP ha già segnato un importante passo in avanti, ma dovremo affrontare altre partite complesse e spinosi, quali quelle di AMIU e AMT.

Dobbiamo costruire un partito che sia attrattivo per i giovani, perché si possa consegnare loro un futuro migliore di quello che è il nostro presente. Ma ai giovani dobbiamo anche chiedere, come già chiese Gramsci il 1° maggio 1919 sul primo numero dell’Ordine Nuovo::

Istruitevi,
perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza
Agitatevi
perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo
Organizzatevi,
perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.

Compagne e compagni della federazione di Genova, l’augurio che vi rivolgo per il 2017 è molto semplice e molto impegnativo allo stesso tempo:

AL LAVORO E ALLA LOTTA!

Alberto Soave
Partito Comunista Italiano
Comitato Centrale

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