Con i lavoratori di AMIU in sciopero il 27 aprile

La privatizzazione di AMIU (chiamarla accorpamento, fusione o partnership strategica può solo servire ad addolcire la pillola, ma non cambia la sostanza delle cose) desta gravi preoccupazioni nei lavoratori dell’azienda i quali scenderanno in sciopero il 27 aprile. La cessione non sta bene ai lavoratori, ma soprattutto desta gravi preoccupazioni per il futuro. Troviamo anche significativo il fatto che tutte le organizzazioni sindacali abbiano aderito, superando le divisioni che hanno caratterizzato le ultime settimane.

Il Comune di Genova, il 29 luglio 2016 aveva siglato un accordo sindacale che prevedeva alcuni passaggi chiave, fra cui il mantenimento dell’integrità del ciclo dei rifiuti; l’effettivo controllo da parte del Consiglio comunale su tutti gli atti riguardanti gli assetti societari di AMIU SPA, nonché la tariffa, l’organizzazione e la gestione del servizio; la proroga dell’attuale contratto di servizio che, com’è noto, scade nel 2020 e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, con l’applicazione del contratto nazionale di lavoro Utilitalia servizi ambientali e la conservazione dell’anzianità di tutti i lavoratori.

A poche settimane dalla scadenza del mandato, la giunta comunale non è ancora riuscita a pervenire a una decisione definitiva. La delibera è stata bocciata una prima volta, ritirata la seconda perché la giunta ha constatato di non avere la maggioranza e prossimamente verrà ripresentata in occasione del voto sul bilancio preventivo del Comune: una chiara forzatura.

La Federazione di Genova del Partito Comunista Italiano è a fianco dei lavoratori di AMIU SPA e ribadisce la propria contrarietà all’operazione di cessione dell’azienda.

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