Ciao Claudio!

Claudio Scherani

Con Claudio ci eravamo conosciuti da poco, anche se forse ci conoscevamo da sempre.

I comunisti sono così, prima o poi si incontrano, si annusano, si giardano e, in silenzio, iniziano a camminare insieme per un pezzo di strada. Non si fanno troppe domande del tipo “ma tu, perché sei comunista?”. Sei comunista e basta, hai quel senso della giustizia che ti porta a prenderti sulle spalle tutte le magagne del mondo e fare qualcosa. E così, ce lo hai raccontato tu, andavi a fare i turni alla mensa per i poveri, per dare una mano a chi ha ne ha più bisogno.

Ti eri avvicinato al partito, a questo progetto di ricostruzione di un grande PCI, con ottimismo e allegria. Dal nostro primo incontro a Sestri Ponente eravamo usciti con l’intenzione di darci da fare, anche se non avevamo ancora un piano preciso in testa; poi mi hai scritto che ti eri dimenticato di chiedermi la tessera. Ti risposi che mi ero dimenticato di portarla e che non importava, tanto ormai eri dei nostri. Poi ti sei ammalato e mi telefonavi dicendomi che presto saresti stato con noi a raccogliere le firme per la campagna elettorale, pronto per l’attività del partito. Non ci chiedevi niente, offrivi un po’ di sana militanza, tutta la tua intelligenza e la tua infinita passione e umanità. E noi avremmo accettato con infinito piacere, offrendoti in cambio quello che avremmo potuto darti – forse niente – ma tanto a te non sarebbe importato. Eri di quei compagni veri, che danno senza chiedere e… va bene così.

Vogliamo ricordarti come nella foto che abbiamo postato sopra, con il tuo largo sorriso e con un bicchiere in mano, allegro e disponibile. E da te, ne sono certo, avremmo avuto tutti molto da imparare.

Ciao compagno! Che la terra ti sia più lieve del nostro animo in questo momento.

Alberto Soave
(a nome di tutta la federazione PCI di Genova)

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