Che tristezza le manifestazioni senza bandiere

Il sindaco di RIace Domenico Lucano saluta i manifestanti con il pugno chiuso

Ieri, sabato 6 ottobre 2018, una delegazione della federazione PCI di Genova ha partecipato al presidio di solidarietà nei confronti di Domenico “Mimmo” Lucano, il sindaco di Riace arrestato per aver dato, nel suo Comune, un esempio di integrazione dei migranti che ha attirato l’attenzione della stampa di tutto il mondo. 

Non appena abbiamo esposto la nostra bandiera ci è stato chiesto di metterla via, perché chi ha organizzato la manifestazione così ha deciso, contrariamente a quello che è successo in tutte le altre piazze d’Italia. A questo punto abbiamo preferito, dopo lunghe proteste, andarcene, facendo rilevare che altre forze politiche avevano esposto uno striscione. È da un po’ troppo tempo che nella nostra città vige il totale ostracismo nei confronti dei partiti politici e che le manifestazioni si svolgono in forma anonima. È giunto il momento di dire basta a questa situazione, anche perché poi, quando si avvicina il momento elettorale, gli stessi esponenti delle associazioni che durante il corso delll’anno sparano a zero sulle forze politiche organizzate, si propongono per le candidature alle poltrone. Il modello “arancione” è miseramente fallito, sia a Genova che altrove (l’unica eccezione è forse Zedda a Cagliari), tanto che quasi tutti stanno cercando di darsi un’organizzazione stabile e definita statutariamente. 

A RIace, la manifestazione era coloratissima. Un fiume di bandiere per far sentire al sindaco, costretto agli arresti domiciliari, la solidarietà di chi non poteva essere presente, perché distante, occupato per ragioni di lavoro, malato, la vicinanza di tutti coloro che si sentono rappresentati da un simbolo, qualunque esso sia. 

Nel frattempo la destra anche estrema avanza e le ultime elezioni, sia amministrative che politiche hanno dimostrato (basta leggere i numeri) che gli elettori premiano le forze riconoscibili.

Sia chiaro fin da ora che non siamo più disponibili a nasconderci. Se interverremo alle manifestazioni lo faremo con le nostre bandiere e i nostri simboli. Lo faremo con le nostre parole d’ordine e i nostri contenuti. In caso contrario non parteciperemo, ma non staremo zitti. Scriveremo le nostre ragioni sui siti, invieremo comunicati e lettere ai giornali, in qualche modo ci faermo sentire.

Ed ecco il comunicato stampa.

La manifestazione a Riace

La Federazione PCI di Genova ieri, ha partecipato al presidio di solidatietà a Domenico Lucano davanti alla Prefettura di Genova.

Nel corso della manifestazione ci è stata fatta la richiesta, peraltro da noi vibratamente contestata, di non esporre la bandiera con il nostro simbolo. Non tutte le forze politiche lo hanno fatto e per questa ragione, venendo a mancare i presupposti per una partecipazione plurale e paritetica, abbiamo abbandonato la piazza.

In tutta Italia ci sono state analoghe iniziative e da nessuna parte è stata impedita l’esposizione dei simboli di appartenenza collettiva di chi si batte con coerenza contro il razzismo e i rigurgiti fascisti che avvelenano il nostro paese, di chi prova a cambiare in meglio la nostra società garantendo il godimento dei diritti sociali e civili a tutti. Ciò ha dato vita a manifestazioni colorate, rumorose, allegre, fortemente riconoscibili.

Per una precisa scelta dell’organizzazione, che noi riteniamo gravemente sbagliata, a Genova si è invece scelto il grigiore, il brusio di sottofondo di una massa indistinta e indistinguibile, che un passante distratto avrebbe potuto scambiare per il pubblico di una qualche esibizione di strada. Forse si è voluto evitare di disturbare lo shopping nel salotto buono della città ed è forse per questo motivo che al presidio non si sono visti i migranti.

Non ci sentiamo parte di questo mondo radical chic, di chi con una certa dose di arroganza presume di avere soluzioni valide e svicola dal confronto delle idee e delle posizioni; ma non ci arrenderemo. Continueremo le nostre lotte sotto la nostra bandiera con la falce e il martello, simbolo del lavoro e di tutte le lotte di liberazione.

Partito Comunista Italiano
Federazione di Genova

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