Categoria: Varie

Il Che Guevara di Jorit

Agoch Jorit è un artista napoletano di origine olandese, che spesso, con la sua street art ha fatto discutere. Non ultimo, infatti, il suo arresto a Betlemme dove aveva realizzato un’opera dedicata alla giovane attivista palestinese Ahed Tamimi.

Il murale è stato realizzato sul fianco di un edificio di edilizia popolare nel quartiere napoletano di Taverna del Ferro, altrimenti noto come il Bronx di Napoli Est. Sotto al dipinto viene riportata una celebre frase del rivoluzionario argentino:

Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici, si è vero ma lo siamo in modo diverso, siamo quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo. E in qualunque luogo ci sorprenda la morte che sia la benvenuta, purché il nostro grido di guerra giunga a un orecchio ricettivo e purché un’altra mano si tenda per impugnare le nostre armi. Il guerrigliero impugna le armi per rispondere all’ira del popolo contro l’oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell’ombra e nella miseria. Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca storica si potrà avere la libertà senza la lotta!

Lombardia e Veneto: due referendum inutili e nocivi. Mobilitiamoci per farli fallire!

Nei giorni scorsi si è parlato di un analogo referendum da indire in tempi brevi anche in Liguria. A questo proposito sottoscriviamo e rilanciamo le considerazioni fatte dai compagni segretari regionali di Lombardia e Veneto.

Di Vladimiro Merlin (segretario regionale Lombardia) e Giorgio Langella (segretario regionale Veneto)

I due presidenti di regione di Lombardia e del Veneto hanno indetto due referendum che non possono avere e non avranno nessuna conseguenza concreta, qualunque sia l’esito della votazione, dato che , a differenza dei normali referendum, non possono modificare nulla di quanto viene messo al voto ed inoltre data la genericità del quesito non possono neppure esprimere un chiaro mandato politico.

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Io sono comunista, poesia di Nazim Hikmet

Nazim Hikmet

Io sono comunista è una poesia di Nazim Ikmet, poeta turco naturalizzato polacco, morto a Mosca il 3 giugno 1963. Spesso veniva definito “comunista romantico” o “rivoluzionario romantico” ed è considerato uno dei più importanti poeti turchi dell’epoca contemporanea.

Più volte incarcerato per le sue convinzioni politiche, visse l’ultimo periodo della sua vita a Mosca, dove abitava in un alloggio della colonia di scrittori di Peredelkino. Viaggiò molto in tutto il mondo, ad esclusione degli Stati Uniti che gli negarono il visto per i suoi rapporti con i sovietici.

Hikmet è ricordato soprattutto per il suo capolavoro, la raccolta Poesie d’amore, che testimonia il suo grande impegno sociale e il suo profondo sentimento politico.

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Sono comunista

Sono il sorriso di una giovane donna,
sono il pugno chiuso di un bimbo,
sono la falce che ancora miete il grano.

Sono il volto sudato di un operaio,
sono il martello che ancora batte il tempo.
Sono la speranza quando divampa,
sono il vento quando torna a soffiare;
sono comunista e il mio compito non è ancora finito.