Categoria: Territori

Dichiarazione del PCI in merito alla paventata chiusura della tratta ferroviaria fra Prà e Sestri Ponente

Il Partito Comunista Italiano non può far altro che constatare come nei giorni scorsi la politica portata avanti da certi esponenti della giunta comunale si sia mostrata, come spesso accade, sterile e bugiarda.

Tutto è iniziato con le affermazioni dell’assessore comunale Fanghella (Lega) che in sede di consiglio ha dichiarato come per i lavori di manutenzione di due ponti, che passano sopra alla ferrovia nei pressi della stazione di Pegli, sia necessario chiudere la tratta tra Prà e Sestri Ponente per più di un mese, provocando una gran preoccupazione in tutti i cittadini della periferia genovese e non solo. Ovviamente a completare il tutto la promessa di indire un’assemblea pubblica a Pegli dove, presumibilmente, la partecipazione sarebbe stata molto alta, per poi ovviamente in caso di tempistiche più brevi prendersi il merito di aver segnalato il problema. Solito metodo per raccogliere consensi con la politica del creare il falso allarme per poi prendersi i meriti d’averlo scongiurato. Ovviamente la smentita delle Ferrovie non è tardata ad arrivare. Le Ferrovie dello Stato hanno le idee chiare su quella lavorazione. E di certo non accadrà nulla di tutto quello che ha dichiarato Fanghella. Il Municipio VII Ponente ovviamente dopo la smentita delle Ferrovie convocherà un’assemblea pubblica invitando lo stesso assessore a Pegli dove potrà chiedergli spiegazioni di tutto questo. Quindi un braccio di ferro tra realtà che ormai politica la fanno maggiormente su argomenti appunto sterili e non veritieri. Come l’allarme lanciato da una parte del Municipio VII Ponente stesso, che gridando all’indignazione per la possibilità dello spostamento dei depositi costieri di Carmagnani e Superba all’interno del porto di Prà, convocò un’assemblea pubblica. Anch’essa basata sui se e sui ma, creando allarmi che quasi sicuramente non si realizzeranno. Utili solo a creare consensi sulla paura della gente.

Il Partito Comunista Italiano dice basta a queste politiche false fatte da persone certamente non all’altezza del ruolo che ricoprono nelle istituzioni.

Chiudono l’impianto di manutenzione rotabili di piazza Giusti a Genova (l’ultimo rimasto sul territorio)

Lunedì 3 giugno saremo presenti al presidio dei lavoratori FS (piazza Giusti, ore 9) dove distribuiremo copia del sottostante comunicato e un volantino (che potete scaricare da qui). Si tratta dell’avvio di un percorso che vedrà la federazione di Genova del PCI impegnata a cercare di far luce su quello che sarà il futuro di buona parte del trasporto pubblico locale, perché se è vero, da un lato, che i lavori sulla rete ferroviaria serviranno all’allungamento del tragitto della metropolitana, dall’altro si tratta di lavori che verranno portati a termine nel giro di un periodo di tempo piuttosto lungo. La chiusura dell’impianto di manutenzione rotabili sarà invece attuata in tempo brevissimo. 

Riteniamo che tutto ciò potrà causare gravi disagi sia ai lavoratori che ai cittadini, in particolare a quelli che abitualmente prendono il treno per recarsi sui luoghi di lavoro e studio. Troppo spesso, anche oggi, assistiamo a cancellazioni di convogli, ritardi determinati da guasti del materiale rotabile, ma almeno le riparazioni possono avvenire in tempi brevi. In futuro, dove verranno mandati locomotori e vagoni per essere riparati? A fronte di cosa si dovranno subire questi disagi? Come si usa dire siamo sul pezzo e daremo conto di tutto quello che riusciremo a sapere su questo sito.

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Comunicato del PCI ligure: “A Genova tragedia annunciata”

Il disastro del crollo del ponte Morandi a Genova e la disgrazia delle tante vittime ci lascia sgomenti. Siamo vicini alla popolazione di Genova, alle vittime ed ai loro familiari; ci stringiamo a loro in un forte abbraccio.

La tragedia era purtroppo annunciata, già da anni la manutenzione al ponte presentava notevoli criticità purtroppo sempre sottovalutate e affrontate con la solita evidente superficialità. Le grandi opere infrastrutturali all’epoca erano assolutamente necessarie e rimangono molto importanti ma se non vengono poi effettuati, o se vengono ridotti al lumicino, gli interventi di manutenzione, il nostro diventa un Paese nel quale è sempre più pericoloso vivere.

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Genova, Alboresi: «Tragedia immane, basta con politica che sacrifica sicurezza e vite a rigore finanziario»

La notizia del crollo del ponte Morandi a Genova e la tragedia delle tante vittime causate sconvolge tutto il Paese. Ad una popolazione sconvolta, il governo ha il dovere di garantire il soccorso urgente e immediato.

L’Italia è un Paese che oramai è chiamato a piangere le conseguenze disastrose di tragedie dovute all’assenza di manutenzione, di messa in sicurezza e di custodia delle opere, delle infrastrutture e del territorio. Queste priorità non possono essere soggette a rigore di spesa o, peggio, a taglio di risorse, come avviene oramai da anni ed anni.

Bisogna invertire questa tendenza, ponendo fine al cosiddetto “rigore”, finanziando un piano straordinario di manutenzione e adeguamento che riguardi tutte le infrastrutture più importanti del Paese. Non si tratta di retorica, ma – a questo punto – di salvare la vita.

di Mauro Alboresi,
Segretario nazionale PCI

ILVA, il disastro annunciato

Tutti i quotidiani, oggi, presentano la tabellina degli esuberi previsti negli stabilimenti che una volta erano dell’Italsider e poi dell’ILVA.

Am Investco, ovvero Arcelor Mittal (il colosso mondiale dell’acciaio con sede in Lussemburgo) e Marcegaglia, ha inviato alle organizzazioni dei lavoratori e ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico una lettera che rappresenta la bozza di lavoro per la trattativa che inizierà lunedì 9 ottobre. Nero su bianco sono specificate le intenzioni dell’azienda, con i dettagli sulla produzione che si intende realizzare, gli organici, la tipologia di contratto che si intende applicare ai lavoratori che, dulcis in fundo, l’azienda intende “selezionare”. Testualmente: “I dipendenti saranno selezionati da Am Investco […] come segue” e quindi viene presentato uno schema che prevede un organico di 9.885 tra quadri, impiegati e operai:

  • Taranto 7.600, invece dei 10.500 attuali (2.900 esuberi);
  • Genova 900, invece dei 1.499 attuali (599 esuberi);
  • Novi Ligure 700, con 54 esuberi;
  • altri 330 esuberi negli altri stabilimenti del gruppo (Milano, Racconigi, Marghera).

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Buon lavoro alla nuova segreteria genovese di Rifondazione Comunista

Dal 2 ottobre, Rifondazione Comunista a Genova ha una nuova segreteria.

A seguito delle dimissioni del precedente segretario provinciale, Davide Ghiglione, che ha preferito dedicarsi con maggior impegno al suo incarico istituzionale di consigliere del Municipio V – Valpolcevera, si è resa necessaria l’elezione di un nuovo organismo dirigente.

Il CPF ha così provveduto all’elezione di Maurizio Natale a segretario, che verrà affiancato da Rosario Russo, tesoriere e responsabile del tesseramento, Gianna Licitra, responsabile politiche di genere, sanità e scuola, Giuseppe Rando, responsabile lavoro e antifascismo e Sergio Triglia, responsabile organizzazione.

A tutti loro il nostro più caloroso augurio di buon lavoro, compagni!

Mafia, l’altra faccia del Tigullio

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Sabato 23 settembre, la città di Lavagna, stimolata da una iniziativa congiunta del Partito Comunista Italiano e del Partito della Rifondazione Comunista, si è interrogata sulla vicenda che ha visto la cittadina rivierasca al centro di una squallida vicenda di commistione fra criminalità organizzata e politica.

Prima di lasciare ampio spazio agli interventi dalla platea, sono intervenuti il compagno Marco Daneri (PCI federazione del Tigullio), lavagnino DOC  ed ex-consigliere comunale, Luca Traversa, dell’Osservatorio “Boris Giuliano” sulle mafie in Liguria LIBERA, e il compagno Massimo Lombardi, consigliere comunale a La Spezia, eletto con la lista La Spezia Bene Comune, già segretario provinciale di Rifondazione Comunista.

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COMUNICATO STAMPA sugli incidenti mortali in autostrada

I ripetuti incidenti nei cantieri autostradali che hanno costato la morte di tanti operai sul luogo di lavoro non sono tollerabili.

Esortiamo le istituzioni ad subito aprire un tavolo con le concessionarie autostradali per pretendere la messa in sicurezza dei lavoratori.

Ci uniamo ai sindacati e alle parti sociali affinché vengano prese misure urgenti ed efficaci e subito applicabili.

Basta incidenti!

Partito Comunista Italiano
Federazione di Genova

Questo matrimonio (col PD) non s’ha da fare

Dopo la breve tregua natalizia, in questi giorni gli organi di informazione locale stanno riproponendo il consueto balletto di ipotesi di alleanze e nomi per le prossime elezioni amministrative. E l’incertezza su quello che farà l’attuale sindaco – o meglio il suo continuare a procrastinare l’annuncio di una decisione probabilmente già presa – crea ulteriore scompiglio. Nella conferenza stampa di fine anno, infatti, il sindaco non ha fornito spunti in merito alle sue decisioni, lasciando il campo libero a tutte le possibili illazioni.

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