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Il PCI insieme ai portuali in lotta

Il partito comunista italiano solidarizza e appoggia la lotta dei portuali genovesi che, dopo la chiusura del tavolo delle trattative, si vedono costretti a scendere in piazza per rivendicare il diritto ad essere fatti partecipi dell’intera riforma contrattuale del settore portuale, ponendo al centro dell’attenzione, non solo la questione salariale, ma anche un problema di sicurezza all’interno del settore degli stessi lavoratori.

Il partito comunista italiano ritiene indispensabile che i lavoratori debbano essere coinvolti in qualsiasi decisione e riforma che li riguardi.

Per questo, oltre alla semplice solidarietà, mette a disposizione le sue forze (se pur ridotte, essendo un partito inricostruzione) e i suoi organismi dirigenti.

Elezioni europee: come voteranno i comunisti?

Se ci fosse stata la possibilità di presentare la nostra lista, ovviamente, non avremmo dubbi su chi votare e far votare. Ma ciò non è stato possibile, a causa di una legge elettorale che, prevedendo 150.000 firme, di cui almeno 3.000 in ogni regione italiana, rende impossibile la partecipazione dei partiti che non hanno già una rappresentanza parlamentare, europea o italiana.

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Il ritorno del simbolo del PCI

Riportiamo un estratto del lungo articolo apparso sul sito I simboli della discordia a proposito della presentazione del nostro partito, con il nostro simbolo, alle elezioni europee. In coda al testo trovate il link per proseguire la lettura.

Europee 2019: il simbolo del Pci torna (almeno) al Viminale

Le elezioni europee che si avvicinano giorno per giorno segneranno un ritorno importante: il nome del Partito comunista italiano tornerà nelle bacheche del Viminale e sarà abbinato a un simbolo quasi identico a quello che per decenni ha raccolto i voti dei comunisti in Italia. Il ritorno sulle schede elettorali sarà oggettivamente più complesso (c’è lo scoglio delle firme da raccogliere), ma iscritti e militanti stanno facendo di tutto per riuscirci. Il partito, ovviamente, non è quello storico che ha partecipato a oltre quarant’anni di vita politica repubblicana, ma quello rifondato a Bologna nel 2016, a partire dal nucleo del Partito dei comunisti italiani nato nel 1998: in quell’occasione è stato eletto segretario Mauro Alboresi, impegnato a mantenere la continuità ideale con l’esperienza politica di cui da tre anni si è scelto di riprendere il nome.

“Abbiamo deciso di presentarci alle elezioni europee con il nostro simbolo – spiega Alboresi – sulla base di un preciso progetto politico. Ci fa piacere sottolineare che, dopo tanto tempo, gli elettori avranno la possibilità di votare per questo partito, che è in grande continuità con l’esperienza del Partito comunista italiano durata fino al 1992. Noi, sin dal momento in cui abbiamo deciso di ricostruire il partito, un processo che ovviamente è tutto meno che concluso, abbiamo deciso di rifarci alla parte migliore – ed è tanta – della storia di quel Pci, che ha coinciso largamente con la parte migliore del nostro paese.”

Il Pci di oggi, dunque, rivendica una profonda continuità ideologica con la precedente esperienza comunista, pur misurandosi “con una fase molto diversa rispetto a quella che ha caratterizzato soprattutto l’ultima parte della storia di quel Pci, per questo guardiamo anche criticamente ad alcune esperienze di quel partito, come figlie di valutazioni che oggi riteniamo necessario mettere in discussione”. Un esempio lampante, per Alboresi, è costituito dall’uscita dalla Nato: “oggi questa scelta è necessaria, imprescindibile, visto che la Nato secondo noi non è mai stata un soggetto votato alla difesa, ma a maggior ragione oggi si configura come braccio armato di una dimensione euroatlantica a guida statunitense. Non più tardi di ieri un esponente del governo norvegese, durante i festeggiamenti per l’anniversario della costituzione della Nato, nel dire che la sua funzione difensiva è particolarmente attuale perché la Russia, che non è esattamente l’Unione sovietica di allora, è ancora un pericolo e gli è persino sfuggito detto che con la Nato gli Stati Uniti sono sicuramente più forti, cosa su cui peraltro non avevamo dubbi”.

Segue su http://www.isimbolidelladiscordia.it/2019/04/europee-2019-il-simbolo-del-pci-torna.html

Una firma per iniziare: aggiornamento banchetti

Per cause indipendenti dalla nostra volontà non potremo essere presenti in piazza Terralba nel previsto banchetto di sabato 30 marzo. L’appuntamento è rinviato a sabato 6 aprile, nello stesso luogo e alla stessa ora.

È invece confermato l’appuntamento pomeridiano di sabato 30 marzo in via Orefici, a partire dalle ore 15.

Ed ecco il calendario previsto nelle giornate successive:

  • Mercoledì 3 aprile: piazza Gaggero, Voltri, dalle 16 alle 18;
  • Giovedì 4 aprile: piazza Baracca, Sestri Ponente, dalle 16 alle 19;
  • Sabato 6 aprile: piazza Terralba, San Fruttuoso, dalle 9.30 alle 13;
  • Lunedì 8 aprile di fronte all’IperCoop di Carasco dalle ore 14.30 alle 16.30;
  • Lunedì 8 aprile: via Brin (uscita metropolitana), dalle 17 alle 19;
  • Martedì 9 aprile: via XX Settembre (ang. via Vernazza), dalle 16.30 alle 19;
  • Mercoledì 10: in via Orefici, Centro Storico, a partire dalle 15;
  • Mercoledì 10: via Piombino, Certosa, dalle 9.30 alle 12;
  • Giovedì 11 aprile saremo a Lavagna, dalle ore 9 alle 12.30.

Dove firmare per la presentazione della lista del PCI alle elezioni europee

Oltre ai classici banchetti, di cui daremo di volta in volta informazione, è possibile firmare i moduli per la presentazione della lista del PCI alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo anche nei Comuni e nei Municipi. Stiamo facendo il massimo sforzo per coprire nel modo più capillare possibile il territorio della provincia di Genova e l’area urbana del capoluogo.

I moduli sono disponibili, e lo saranno indicativamente fino all’incirca al 10 aprile, presso tutti i municipi di Genova:

  1. Centro Est, presso l’Anagrafe in piazza Santa Fede 6/7
  2. Centro Ovest, via Sampierdarena 34
  3. Bassa Bisagno, piazza Manzoni 1
  4. Media Bisagno, piazza dell’Olmo 3
  5. Valpolcevera, via Giovanni Poli 12
  6. Medio Ponente, via Sestri 34
  7. Ponente, piazza Sebastiano Gaggero 2
  8. Medio Levante (presso l’Anagrafe di Corso Torino, ufficio elettorale, primo piano, stanza 101)
  9. Levante, piazza Ippolito Nievo 1

NB: Gli indirizzi dei Municipi sono stati presi dal sito del Comune di Genova. Si consiglia comunque di verificare la correttezza dell’informazione per ottenere indicazioni più precise.

Per quanto riguarda i comuni dell’area metropolitana, siamo stati al momento in grado di coprire:

  • Avegno
  • Borzonasca
  • Camogli
  • Carasco
  • Chiavati
  • Cogorno
  • Lavagna
  • Lumarzo
  • Mezzanego
  • Ne
  • Rapallo
  • Recco
  • Sestri Levante
  • Uscio

Il nostro lavoro di distribuzione continua e nei prossimi giorni il precedente elenco verrà ampliato e arricchito di informazioni più precise.

Per firmare l’elettore dovrà presentarsi all’addetto munito di documento di riconoscimento (carta d’identità, patente, passaporto, ecc.) in corso di validità.

Preghiamo fin da ora di volerci segnalare, anche con un commento al presente post, eventuali imprecisioni e disfunzioni in questo servizio.

Parole chiare e oneste. Un appello alla testimonianza democratica

Pubblichiamo il testo di un appello, i cui promotori sono il musicista, cantante e attore Pierpaolo Capovilla e il segretario regionale del PCI in Veneto, Giorgio Langella. Fra i primi firmatari segnaliamo il segretario nazionale del PCI Mauro Alboresi e il coordinatore nazionale della FGCI, Nicolò Monti.

Firmare l’appello, condividerlo e farlo circolare il più capillarmente possibile è molto semplice. Basta accedere a change.org e seguire le istruzioni.

Di seguito, nella pagina successiva, il testo dell’appello (identico all’originale su change.org).

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