Categoria: Lavoro

Grande solidarietà ai lavoratori della Piaggio in lotta

È stato bello l’altro giorno – a sciopero dei lavoratori Piaggio ancora in corsa – sentire la seguente affermazione da parte di un addetto ai trasporti. Dopo aver chiesto notizie in merito al traffico anomalo riscontrato, alla nostra risposta che era in parte dovuto a una manifestazione, rispose: “Erano i lavoratori della Piaggio? Allora non mi dispiace aver fatto tutta questa coda, perché hanno tutte le ragioni del mondo per essere arrabbiati”. Questa bella manifestazione di solidarietà fra lavoratori ci ha rincuorato ed è forse da qui che si potrà partire per ricostruire la coscienza di classe nel nostro Paese.

Noi vogliamo parlare altrettanto chiaramente. Da qui dobbiamo ripartire. Dai lavoratori, se necessario parlando con loro uno per uno, con un modo di fare politica vecchio, se vogliamo, ma concreto. Non si possono ridurre quelli che sono drammi personali ad astratte categorie concettuali. I lavoratori hanno un nome, una storia, un progetto di vita; sono persone, non numeri.

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Solidarietà per i figli di Eros Cinti

Facciamo nostra la richiesta di sostenere Mattia e Paolo, i due figli di Eros Cinti, l’operaio quarantaduenne della ditta Geko, caduto sul lavoro il 21 gennaio di quest’anno, schiacciato dal carico di una gru all’interno dello stabilimento di Ansaldo Energia a Campi. I ragazzi, di 8 e 11 anni, pochi mesi fa avevano già perso la mamma pochi mesi fa.

Siamo solidali, e ci mancherebbe, ma questo non deve esimerci dal provare rabbia e dal denunciare a gran voce tutte le situazioni di rischio per i lavoratori, a Genova e non solo. Troviamo vergognoso che nel 2019 si muoia ancora sul posto di lavoro, nel corso di attività di routine.

Di seguito il comunicato di RSU Ansaldo con tutte le specifiche del caso (qui in formato scaricabile e stampabile). 

90-19

Messaggio ai lavoratori dell’ILVA in lotta

Nella tarda serata di ieri, per il tramite della FIOM Liguria, abbiamo cercato di far pervenire il seguente messaggio ai lavoratori dell’ILVA in lotta.

IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO ESPRIME LA PROPRIA
PIENA SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI ILVA IN LOTTA

Le criticità che colpiscono da tempo i lavoratori ILVA sono ormai insostenibili

Le politiche portate avanti nel passaggio dalla gestione dell’amministrazione straordinaria a quella della nuova proprietà e le innumerevoli promesse non mantenute da questo governo e da quelli che lo hanno preceduto (alle quali ormai siamo abituati) mettono in serio pericolo posti di lavoro di operai. Padri e madri di famiglia per cui i diritti conquistati negli anni sembrano cancellati

È tempo di fermare chi non intende riconoscere le condizioni minime di dignità e certezza del posto di lavoro, frutto di anni di lotte operaie: l’accordo di programma, frutto anch’esso di compromessi, deve essere rispettato da tutti, anche da Arcelormittal

Per questo il Partito Comunista Italiano è al fianco dei lavoratori ILVA che stanno occupando la fabbrica, e ne condivide gli sforzi volti alla difesa dei diritti di tutti i lavoratori.

La lotta per la difesa dell’Ilva è lotta per la difesa di tutta Genova, che non può più tollerare il sistematico smantellamento del proprio sistema produttivo e deve far fronte comune insieme ai lavoratori per garantire un futuro ai suoi cittadini

Partito Comunista Italiano
Comitato regionale della Liguria
Federazione di Genova

Ilva, assemblea dei lavoratori per dire no ai nuovi esuberi

 

Per tutta la giornata di oggi, i lavoratori Ilva saranno in assemblea permanente per discutere del loro futuro e di quello della loro azienda. Se le condizioni meteorologiche lo consentiranno, domani scenderanno tutti in piazza e noi saremo fra loro.

Samo perfettamente consci che dichiarare di essere dalla parte dei lavoratori è assolutamente insufficiente se questa dichiarazione d’intenti non si trasforma in un preciso piano di azione politica volto a riportare alla normalità la situazione del lavoro in Italia.

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Il PCI di Genova al fianco dei lavoratori ILVA in lotta

Siamo costretti a fare quello che mai avremmo voluto fare, ovvero scrivere un messaggio di solidarietà nei confronti dei lavoratori ILVA in lotta per difendere il proprio posto di lavoro, il livello di reddito, la dignità.

Non avremmo mai voluto farlo perché una soluzione della vertenza c’era, era praticabile, era facile. Bastava avere il coraggio di rinazionalizzare l’azienda, in quanto asset strategico dello Stato. Invece si è voluto riproporre il fallimentare modello neoliberista e il risultato di questa politica si misura in tagli di posti di lavoro, rinegoziazione dei contratti, cancellazione dell’anzianità di servizio con tutti gli annessi e connessi, nessuno escluso, della peggior gestione padronale.

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Dati sul lavoro: un essenziale compito di controinformazione

Riportiamo la trascrizione dell’intervento conclusivo, tenuto dal compagno Bruno Steri della segreteria nazionale PCI, al convegno sul tema del lavoro che si è svolto a Roma il 13 ottobre 2017.

Care compagne e cari compagni,

a conclusione di questa più che opportuna iniziativa, voglio innanzitutto ribadire con la massima nettezza che per il nostro partito il tema lavoro non è un tema tra gli altri. Esso oggettivamente costituisce e per noi deve costituire una priorità assoluta.  Nella percezione diffusa vi sono anche altre emergenze, vedi la questione immigrazione: ma noi dobbiamo sapere che, se non si riesce a invertire la rotta sulle questioni del lavoro, tutto il resto si fa ancora più difficile. Non a caso, per restare sull’esempio dell’immigrazione, sin dalle tesi di Bologna il Pci ha collegato la drammatica vicenda dei migranti alla questione sociale: certo, solidarietà; ma soprattutto, costruzione di un nuovo blocco sociale anticapitalista, di cui l’immigrazione può e deve far parte. Questo è il compito specifico dei comunisti. Da questo punto di vista mi è parso importante  il riferimento, fatto qui oggi dal segretario della Usb Pierpaolo Leonardi, relativo alla presenza di lavoratori immigrati nel settore della logistica, del carico e scarico merci: non forza-lavoro a basso prezzo e disponibile a tutto, giunta ad ingrossare l’esercito lavorativo di riserva e pronta a esercitare una concorrenza al ribasso a danno delle condizioni generali del lavoro. Questo rischio c’è e dobbiamo sventarlo; ma non c’è solo questo. Pierpaolo infatti ci ha parlato di lavoratori “che non hanno conosciuto la sconfitta storica che la classe operaia europea ha vissuto”, che sono arrivati con nuove speranze e voglia di lottare. In essi possiamo intuire l’alba di un nuovo mondo del lavoro, che mette in mostra nuove energie e nuova combattività.

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Il PCI al fianco dei lavoratori ILVA in sciopero

Territori che pagano da anni in termini ambientali e migliaia di famiglie che pagano con la vita la mancanza di tutela ambientale.

Non basta. In un paese privo di strategia occupazionale e in cui i piani industriali sono piegati alle miserie ed alle esigenze di una classe imprenditoriale incapace, pagare con la propria salute il mantenimento di un posto di lavoro difficile, duro e incerto non basta più.

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ILVA, il disastro annunciato

Tutti i quotidiani, oggi, presentano la tabellina degli esuberi previsti negli stabilimenti che una volta erano dell’Italsider e poi dell’ILVA.

Am Investco, ovvero Arcelor Mittal (il colosso mondiale dell’acciaio con sede in Lussemburgo) e Marcegaglia, ha inviato alle organizzazioni dei lavoratori e ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico una lettera che rappresenta la bozza di lavoro per la trattativa che inizierà lunedì 9 ottobre. Nero su bianco sono specificate le intenzioni dell’azienda, con i dettagli sulla produzione che si intende realizzare, gli organici, la tipologia di contratto che si intende applicare ai lavoratori che, dulcis in fundo, l’azienda intende “selezionare”. Testualmente: “I dipendenti saranno selezionati da Am Investco […] come segue” e quindi viene presentato uno schema che prevede un organico di 9.885 tra quadri, impiegati e operai:

  • Taranto 7.600, invece dei 10.500 attuali (2.900 esuberi);
  • Genova 900, invece dei 1.499 attuali (599 esuberi);
  • Novi Ligure 700, con 54 esuberi;
  • altri 330 esuberi negli altri stabilimenti del gruppo (Milano, Racconigi, Marghera).

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