Categoria: Europa

Per una vera lotta anticapitalista contro l’euro e l’Unione europea

di Fosco Giannini, responsabile dipartimento esteri PCI.

Il nuovo governo italiano presieduto dal professor Giuseppe Conte e sostenuto dalla Lega e dal M5S, sembra mettere al centro della sua critica politica l’Unione europea. Ciò ha allarmato (ma già l’allarme sembra rientrare) Bruxelles, i poteri forti, la borghesia italiana e il grande capitale. Il PCI, in verità, crede che il nuovo governo, in virtù della natura politica e culturale delle due forze che lo sostengono (una natura non anticapitalista né antimperialista) non troverà la forza politica e ideologica per avviare una vera e coerente lotta contro le politiche iperliberiste, antisociali e antidemocratiche sviluppate sul piano sovranazionale dall’Ue. Tuttavia, il PCI crede che, avendo questo governo e i due partiti che lo sorreggono avuto almeno il merito di evocare e rendere di massa la questione dell’Ue, tale questione sia oggi più facilmente di prima affrontabile di fronte ai lavoratori e ai cittadini: una contraddizione apertasi su cui si può più agevolmente lavorare al fine di allargarla ulteriormente.

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Eurostop contro la repressione in Catalogna e per una Spagna federale, democratica e solidale

La Piattaforma Eurostop (USB – PCI – Rete dei Comunisti – Attuare la Costituzione – Risorgimento Socialista – Moves – No Tav e altre importanti organizzazioni territoriali) condanna fermamente la repressione del governo spagnolo prima contro i dirigenti politici ed ora contro gli esponenti del governo della Catalogna.

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Mélenchon: «Per non girare al guinzaglio del PD dovete esprime un’alternativa netta alla UE»

Alessandro Avvisato, Contropiano

Jean-Luc Mélenchon

Tra le poche buone trasformazioni innescate dalla “stretta” neoliberista – dopo la vittoria di Macron in Francia e il rigurgito di franchismo in Spagna – c’è sicuramente l’aver acceso i riflettori sull’irriformabilità della stessa Ue. Probabilmente – è una battuta, non mettetevi a commentarla… – in queste ore anche Carles Puigdemont ha capito che servirebbe una “rottura” piuttosto che un “aggiustamento” nella struttura sovranazionale che governa di fatto in 27 paesi (e con maggiore forza nella zona euro).

Nella sinistra italiana – tanto “radicale” che “antagonista” – questa consapevolezza stenta ancora a farsi strada, anche se trova resistenze meno feroci di qualche mese fa. Gli sbandamenti assurdi che abbiamo registrato sulla vicenda catalana, però, fanno pensare che dentro questo micromondo i danni siano prodotto dall’egemonia del “pensiero unico” stati assai più gravi di quanto ci si potesse immaginare.

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Stop Fiscal Compact, una iniziativa di Rete delle Città in Comune e ATTAC

STOP FISCAL COMPACT
LA RETE DELLE CITTÀ IN COMUNE E ATTAC SCRIVONO AI SINDACI

Ai Sindaci e ai Consiglieri Comunali

A fine 2017, cinque anni dopo la sua approvazione, il Fiscal Compact deve essere valutato dai Parlamenti nazionali e potrebbe, in seguito a valutazione positiva, essere inserito nell’ordinamento europeo, divenendo giuridicamente superiore alla legislazione nazionale e rendendo irreversibili le politiche d’austerità.

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Vladimiro Giacché: «In Germania ha vinto la protesta. L’UE è irriformabile, come non capirlo?»

Intervista a Vladimiro Giacché di Giacomo Russo Spena
MicroMega online, 28 settembre 2017

Vladimiro Giacché

Non lo definisce “vento populista”, preferisce chiamarlo più semplicemente “vento della protesta” anche quando si tratta di commentare le elezioni tedesche e il grande exploit dei nazionalisti dell’AfD. Vladimiro Giacché, economista e presidente del centro Europa Ricerche, ne è convinto: “Se l’Europa vira a destra è per precise responsabilità della sinistra che è stata in buona parte corresponsabile delle politiche neoliberali (mi riferisco in particolare ai partiti socialisti/socialdemocratici) e dove non lo è stata, non ha saputo affrontare le radici della crisi e mettere davvero in discussione l’assetto dell’Europa di Maastricht”.

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Dietro le polemiche interne al PD, un comune obiettivo politico: la gestione di un nuovo patto per l’Europa

Sabato 1 luglio, il PCI parteciperà all’assemblea nazionale di Eurostop. Il nostro Partito ha da tempo maturato il convincimento della negatività e della irriforma-bilità dell’Unione Europea. Proprio in questi giorni, al Consiglio Europeo si stanno prendendo decisioni che riteniamo gravi e pericolose per la pace e per le condizioni di vita della popola-zione italiana. In particolare, si sta decidendo la costituzione di un esercito europeo e l’elezione di un ministro delle Finanze che coordini le politiche dei Paesi membri. A nostro avviso di tratta di un ulteriore attacco alla nostra Costituzione e alla sovranità popolare.

Il compagno Bruno Steri, nell’articolo qui sotto riportato, illusta la posizione del PCI, affrontando argomenti che saranno oggetto del dibattito nel corso dell’assemblea di Eurostop.

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