Categoria: Economia

Il FMI comunica: servono tagli

Mauro Alboresi
Segretario nazionale PCI

Nei giorni scorsi, alcuni organi di stampa e di informazione, hanno dato conto delle dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale in merito al sistema previdenziale italiano.

Il messaggio è inequivocabile: occorrono altri tagli, altro che superamento della Legge Fornero!

Su dove e come intervenire il FMI è stato altrettanto chiaro: abolizione della quattordicesima; riduzione della tredicesima per coloro che sono andati in pensione con il sistema retributivo o con il sistema misto (retributivo/contributivo); innalzamento della contribuzione per i lavoratori autonomi.

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Quanto ci costa il settore bancario?

Il comunicato n. 177 del Ministero dell’Economia e delle Finanze è laconico, come tutti i comunicati ufficiali. In sintesi leggiamo che “nel mese di ottobre 2017 il settore statale ha registrato un fabbisogno di 5.000 milioni, con un aumento di circa 1.200 milioni rispetto al corrispondente mese dello scorso anno (3.807 milioni)”.

Nei primi dieci mesi del 2017 il fabbisogno “si è attestato a 61.141 milioni, con un aumento di circa 11.500 milioni rispetto al periodo gennaio-ottobre 2016″. Tutto questo è attribuibile in larga misura alle erogazioni effettuate nei mesi di luglio e agosto per la salvaguardia del sistema bancario e la tutela dei risparmiatori”.

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Il Venezuela si ribella al dollaro

Manlio Dinucci, Il Manifesto, 19 settembre 2017

«A partire da questa settimana si indica il prezzo medio del petrolio in yuan cinesi»: lo ha annunciato il 15 settembre il Ministero venezuelano del petrolio. Per la prima volta il prezzo di vendita del petrolio venezuelano non è più indicato in dollari.

È la risposta di Caracas alle sanzioni emanate dall’amministrazione Trump il 25 agosto, più dure di quelle attuate nel 2014 dall’amministrazione Obama: esse impediscono al Venezuela di incassare i dollari ricavati dalla vendita di petrolio agli Stati uniti, oltre un milione di barili al giorno, dollari finora utilizzati per importare beni di consumo come prodotti alimentari e medicinali. Le sanzioni impediscono anche la compravendita di titoli emessi dalla Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana.

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Russia e Cina contro l’impero del dollaro

Manlio Dinucci, Il Manifesto, 12 settembre 2017

7 ottobre 2013. Incontro fra il leader cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin

Un vasto arco di tensioni e conflitti si estende dall’Asia orientale a quella centrale, dal Medioriente all’Europa, dall’Africa all’America latina. I «punti caldi» lungo questo arco intercontinentale – Penisola coreana, Mar Cinese Meridionale, Afghanistan, Siria, Iraq, Iran, Ucraina, Libia, Venezuela e altri – hanno storie e caratteristiche geopolitiche diverse, ma sono allo stesso tempo collegati a un unico fattore: la strategia con cui «l’impero americano d’Occidente», in declino, cerca di impedire l’emergere di nuovi soggetti statuali e sociali.

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Per un’analisi marxiana dei social network e della modernità digitale

Riprendiamo dal sito della FGCI (www.fgci.info) un interessante contributo del Compagno Massimiliano Romanello, FGCI Roma

TEORIA MARXIANA DEL VALORE, PROGRESSO TECNICO E SOCIAL NETWORK

La riflessione che segue trae spunto da una breve intervista (due minuti) al professor Peter Lunenfeld andata in onda su Sky TG24. L’intervento, qui riportato in video, si divide in due parti, ad avviso di chi scrive, strettamente legate: nella prima viene affrontata la questione della cessione di dati personali a piattaforme come Google o Facebook, nella seconda si ipotizza una eventuale partecipazione degli utenti ai profitti che tali multinazionali producono per mezzo della trattazione di dati.

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A proposito della querelle italo-francese

di Bruno Steri
Segreteria nazionale PCI
Responsabile economia

Emmanuel Macron

Che dalla sua nascita l’Unione europea sia posta al servizio del turbomercantilismo tedesco, coi cospicui vantaggi che quest’ultimo ricava ai danni degli altri Paesi membri, è cosa che i comunisti e la sinistra di classe da tempo denunciano. La Germania della signora Merkel, grazie al prezzo competitivo delle sue merci – garantito anche dalla copertura della moneta unica – spunta a proprio vantaggio differenze record tra esportazioni e importazioni: esporta molto (anche negli altri Paesi Ue) e importa poco (anche dagli altri Paesi Ue), a seguito della moderazione salariale interna assicurata sin dal 1998 con il Patto per il lavoro siglato dal governo di Gerhard Schröder. Ciò avviene, nonostante le regole Ue pongano un limite esplicito alla forbice tra import ed export: d’altra parte, le timide “raccomandazioni” dispensate in questo caso dalla Commissione di Bruxelles non turbano di certo il governo di Berlino.

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Un commento di USB sul Rapporto annuale dell’INPS

Da USB (Unione Sindacale di Base) Liguria riceviamo una nota in merito al Rapporto annuale dell’INPS, nel quale si omette, per l’ennesima volta, di menzionare le profonde discriminazioni che le donne vivono dentro e fuori il mercato del lavoro nel nostro paese. Data l’importanza dell’argomento e l’attenzione che il nostro Partito dedica al tema delle pari opportunità di genere, abbiamo deciso di riportarla integralmente, preceduta dalla opportuna documentazione.

XVI Rapporto annuale INPS (presentato il 4 luglio 2017 alla Camera dei Deputati)

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La proposta di Renzi sul Fiscal Compact è propagandistica e di destra

Nota della Segreteria nazionale PCI.

Dopo aver  fatto approvare in Parlamento (luglio 2012) il patto fiscale (Fiscal Compact) che, in tema di rigore di bilanci pubblici, ha imposto ai Paesi membri dell’Unione europea un’ulteriore stretta rispetto alle già draconiane regole del Trattato di Maastricht e dopo essersi dimostrato più realista del re con l’inclusione in Costituzione del pareggio di bilancio, in ossequio agli orientamenti neoliberisti e antipopolari di Bruxelles, oggi il Pd di Matteo Renzi  scopre l’acqua calda – leggi: gli effetti nefasti di tali decisioni – presagendo evidentemente le conseguenze elettorali  del disastro sociale ed economico da queste prodotto. E azzarda una timida quanto improbabile correzione, provando a ipotizzare un parziale scostamento da quei rigidi dettami.

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Sanzioni per una società del gruppo Iren

Durante il Consiglio comunale di oggi, Enrico Musso, capogruppo della lista che porta il suo nome, ha interrogato la giunta in merito a un’azione che AGCM (l’Autorità garante della concorrenza e del mercato) ha intrapreso pochi giorni fa nei confronti di una società del gruppo Iren. La società si sarebbe resa colpevole di attivazioni di contratti per la fornitura di energia non richiesti, agendo quindi in maniera poco trasparente e corretta, fatto per cui è stata sanzionata con la cifra di 830.000 euro.

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Comunicato stampa Rete a Sinistra su rinvio delibera Amiu/Iren

DELIBERA IREN-AMIU, RETE A SINISTRA: “BENE RINVIO, ORA LAVORIAMO PER REALIZZARE PIANO INDUSTRIALE “AMIU2020” E APRIAMO CONFRONTO CON SINDACATI, UTENTI E ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE.”

Il corteo dei lavoratori Amiu

“Riteniamo positivo il rinvio della delibera che può essere, finalmente, l’occasione per riaprire la discussione sulle alternative di finanziamento degli impianti, riallacciare l’interlocuzione con i sindacati, gli utenti e le associazioni ambientaliste, ma soprattutto per dare gambe alla realizzazione concreta del piano industriale Amiu 2020, che Iren ha mostrato non condividere presentando il piano industriale ottimizzato”.

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