Categoria: Ambiente

Incendi: ambiente e territorio sono sotto attacco

In Liguria siamo sensibili al tema degli incendi che nel corso dell’anno, ma soprattutto d’estate, devastano il nostro territorio. Stavamo per accingerci a scrivere qualcosa di nostra iniziativa, ispirati dall'”Amaca” di Michele Serra su Repubblica di oggi, domenica 16 luglio, quando abbiamo ricevuto questa nota del nostro nazionale. Il commentatore di Repubblica stigmatizza fermamente i criminali che appiccano il fuoco, per interessi privati, a cui contrappone il ruolo encomiabile di tutti quegli operatori dello Stato che gli incendi li vanno a spegnere, nell’interesse comune. E fin qui,ci mancherebbe che non fossimo d’accordo. Purtroppo, però, Michele Serra omette di ricordare un dettaglio: l’Italia ha la più grande flotta mondiale di Canadair e di mezzi atti alla gestione delle emergenze boschive, ma, a causa delle riforme raffazzonate e dilettantistiche del governo Renzi (in particolare, per quanto riguarda questo caso, la riforma della Pubblica Amministrazione, a firma di Marianna Madia, che ha eliminato la Guardia Forestale senza prevedere strumenti atti a gestire la fase di transizione), non possono volare.

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La posizione del PCI sulla questione ILVA

Lo stabilimento ILVA a Taranto

Il comunicato stampa di seguito riportato è frutto di un intenso scambio di posta elettronica fra i Comitati regionali della Puglia e della Liguria e, in particolare, fra le federazioni di Taranto e Genova. Rappresenta la posizione del Partito Comunista Italiano in merito alla questione ILVA, con particolare riguardo a due questioni che ci stanno particolarmente a cuore e che ci vedono  attivamente impegnati: la salvaguardia dei posti di lavoro e la tutela dalla salute dei cittadini.

La nuova proprietà Ilva affronterà il cosiddetto “risanamento dell’ILVA” scaricandone comunque i pesi finanziari e sociali sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie.Infatti sono dati certi dell’accordo sia il licenziamento di poco meno della metà degli occupati del gruppo, sia una consistente riduzione dei salari per i “fortunati” che conserveranno il loro posto di lavoro, ed assai incerti e fumosi sono gli impegni di risanamento ambientale; al contempo il prezzo d’acquisto rimane modesto ma sufficiente a restituire i soldi a chi li anticipa, e l’ambientalizzazione rimane sostanzialmente indefinita e a carico di terzi: un vero affare per i nuovi padroni come lo fu 22 anni fa per Emilio Riva garantito nell’acquisizione dal Governo Dini.

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