A fianco dei popoli del Mediterraneo. Il PCI a Catania per un grande Convegno antimperialista e internazionalista

di Giusy Greta Di Cristina
Dipartimento esteri PCI, responsabile America Latina

Catania, sabato 17 giugno: è il giorno del grande Convegno sul tema: “Mediterraneo: cause delle guerre, antimperialismo e liberazione dei popoli”, a cui da mesi lavorano duramente il gruppo dirigente del PCI siciliano e il Dipartimento Esteri del PCI. Il Convegno di Catania cade a distanza di qualche mese ( 25 febbraio 2017) dall’altra grande iniziativa organizzata dal PCI e dal suo Dipartimento Esteri sull’Unione Europea a Roma, iniziativa che vide la significativa presenza dei migliori economisti marxisti italiani e quella prestigiosa dei rappresentanti del Partito Comunista Portoghese, del Partito Comunista di Spagna, dell’Akel di Cipro (comunista), del Partito Comunista Ucraino e del Partito Comunista di Lugansk ( Donbass).

Con il Convegno di Catania prosegue il lavoro internazionalista del PCI e questa volta, ad essere affrontata, è una delle aree più critiche del mondo, l’area sulla quale, nell’ultimo trentennio, si è riversato con più ferocia e potenza distruttrice l’attacco militare imperialista.

Nonostante il grande lavoro profuso dall’intero PCI della Sicilia e dai militanti comunisti catanesi volto alla riuscita del Convegno; nonostante i manifesti affissi in tutta Catania; nonostante l’instancabile tam tam, le riunioni nelle province e le mille telefonate, l’ansia per l’estito del Convegno ( “Verrà gente? Si riempirà la sala?”) è grande. La sala dello splendido Palazzo dei Chierici, sede del Convegno, al centro di Catania, è una sala maestosa e grande ( troppo grande?); l’afa estiva siciliana è terribile, il sole picchia su tutta Catania: non sembra la giornata adatta per “un pieno” al Palazzo dei Chierici. Meglio il mare, per il pubblico che si aspetta?

Ma alle ore dieci del mattino, i compagni che stanno alla porta del Palazzo dei Chierici iniziano a sperare: uno dopo l’altro, a due a due, a gruppi, entrano nella sala-convegno i compagni siciliani, ma anche dalla Puglia, dalla Calabria e anche da altre parti d’Italia giungono militanti e dirigenti del PCI e della FGCI. E vengono cittadini catanesi e siciliani non compagni, ma interessati, che saranno, infine, molti…

Mentre alla spicciolata la sala si va riempiendo, dallo schermo piazzato a fianco del tavolo della presidenza partono spezzoni di filmati della “Battaglia di Algeri”, di Pontecorvo, filmati delle lotte anticolonialiste arabe, filmati degli attacchi USA e NATO in Iraq, in Libia, in Siria: il Convegno sta decollando.

Verso le dieci e tre quarti la sala è piena: in fondo c’è il tavolo dei libri in vendita e, a fianco di questo, il tavolo che reggerà le vivande della pausa pranzo: gran bel lavoro, compagni e compagne del PCI della Sicilia!

In apertuta, porta i saluti della Federazione del PCI di Catania Fabio Rapisarda, il segretario provinciale, che dice con quanto grande orgoglio il PCI catanese ospiti questo “ importante Convegno internazionalista”, passando poi la parola a Bassam Saleh’, affinchè Bassam ricordi il compagno Maurizio Musolino, da poco scomparso e al quale è dedicato l’intero Convegno. Bassam ricorda, emozionato, il grande spessore umano, politico e intellettuale di Maurizio Musolino, ricordando altresì la sua profonda conoscenza delle questioni politiche del Mediterraneo e di tutto il Medio Oriente; rammentando, anche, quanto affetto e quanta stima i leader e i militanti delle lotte antimperialiste del Mediterraneo e del Medio Oriente abbiano avuto e tuttora abbiano per Maurizio. Mentre Bassam conclude il suo ricordo, sullo schermo iniziano a passare filmati del compagno Musolino: lui, giovanissimo, nelle manifestazioni a fianco dei palestinesi; più avanti con l’eta in Libano e poi ai convegni sul Medio Oriente, con Stefano Chiarini nelle terre degli orrori israeliani, per ricordare Sabra e Chatila, nelle lotte…in sala passa una profonda emozione e poi sale un grande applauso, in ricordo di Maurizio, sempre con noi!

E’ poi la volta del compagno Roberto Bauccio, della segreteria regionale del PCI: presenta il senso politico del Convegno e legge i saluti ai lavori del segretario nazionale del PCI, compagno Mauro Alboresi, che il Partito ha voluto a Roma, alla manifestazione nazionale indetta dalla CGIL contro le politiche liberiste del governo Renzi. Bauccio porta anche i saluti del segretario regionale del PCI siciliano, Antonio Bertuccelli, assente per serie questioni famigliari.

E’ poi la compagna Pina La Villa, della segreteria regionale del PCI della Sicilia, ad introdurre – con una giustamente lunga presentazione – il professore e compagno Domenico Losurdo, che apre di fatto i lavori del Convegno con la sua relazione introduttiva. La durezza dell’attacco imperialista, contro i popoli del Mediterraneo e del mondo intero; il neocolonialismo; il ruolo di Israele come braccio armato degli USA e della NATO in Medio Oriente; la sofferenza e la giusta lotta del popolo palestinese; il pericolo di guerra mondiale che proviene dalle pulsioni belliche USA, il ruolo centrale della Cina in difesa della pace e della stabilità mondiale: questi i temi centrali della realazione di Losurdo, che finisce in un mare di applausi, mentre la video camera del compagno Nicolò Monti ( venuto da Roma, con il compagno Gaetano Seminatore, ad aiutare i compagni siciliani) riprende il Convegno, e la diretta streaming ci parla di migliaia di persone che seguono, da lontano, i lavori.

La compagna La Villa presenta poi Antonio Mazzeo, uno degli esponenti più importanti del movimento siciliano “No Muos ”; Mazzeo porta gli astanti nei meandri oscuri e di guerra del potere NATO in Sicilia, per poi avviare un’analisi ed una critica molto precise delle cause dell’immigrazione dal Mediterraneo ( le guerre imperialiste, gli imponenti processi di spoliazione neocolonialista da parte dell’Occidente sui popoli di questa parte del mondo, basi materiali degli esodi e delle fughe di massa). Ma Mazzeo dispega anche una critica severa alle politiche dell’Unione Europea ( Frontex, Trident ) in relazione all’immigrazione, politiche antisolidali e volte, nell’essenza, alla discriminazione e al respingimento.

Di grande interesse è poi l’intervento della professoressa Daniela Melfa, docente di Storia dell’Africa mediterranea e del Medio Oriente, presentata da chi scrive questa cronaca. La docente sta conducendo una ricerca sulla storia del Partito Comunista Tunisino e, dunque, parte del suo intervento si focalizza attorno alla questione tunisina oggi. Il suo intervento ha  come focus l’analisi dell’ evoluzione delle cosiddette “primavere arabe”; per spiegarle, la professoressa Melfa utilizza il concetto gramsciano di rivoluzione passiva, evocando con ciò l’esito non certo progressista delle stesse “primavere arabe”.

Il penultimo intervento della mattinata è quello del compagno Luca Cangemi, della segreteria nazionale del PCI. Cangemi presenta i 5 punti elaborati dal Dipartimento Esteri del PCI per il Mediterraneo ( lavoro guidato dal compagno Francesco Maringiò, coordinatore politico del Dipartimento Esteri) e “licenziati” dalla Segreteria Nazionale del PCI.  Di seguito i titoli dei 5 punti, delle 5 proposte per il Mediterraneo sviluppati al Convegno di Catania da Luca Cangemi: recupero della sovranità politica per i Paesi del Mediterraneo; loro sovranità alimentare ed energetica;  pace; soluzione solidale e anticolonialista del problema migrazioni; soluzione della questione palestinese.

I lavori della sessione mattutina si concludono con l’intervento di Mariella Cao, del comitato sardo “Gettiamo le basi”. La lotta della Cao, assieme al popolo sardo, ha dimostrato la possibilità di costruire una opposizione concreta alle basi NATO in Italia. Importante la convergenza tra i militanti della sinistra rivoluzionaria, dei movimenti, delle forze comuniste e pacifiste e anche una parte dei militari dell’esercito italiano, a testimonianza della grande forza di cambiamento che non può che scaturire dall’unità dei fronti di lotta.

Per la pausa pranzo tutto è magistalmente allestito nella stessa sala-convegni, affinchè il pubblico non si disperda nel dopo pranzo. I piatti sono vegani e gli gnocchi fatti con una farina siciliana nera sono lussuriosi per il palato. “E per la mente”, affermano le cuoche…

I lavori pomeridiani si aprono con l’intervento elaborato dal Dipartimento Esteri del Partito Comunista Portoghese per il Convegno del PCI e letto in sala da chi scrive; un intervento lucido e preciso rispetto alla situazione attuale dei comunisti d’Europa e dell’area del Mediterraneo. Una corposa relazione che, prendendo le mosse dalla disgregazione dell’URSS, analizza le logiche capitalistiche e liberiste che affossano i popoli europei e minacciano e colpiscono i popoli del Medio Oriente e del Mediterraneo.

A seguire la compagna Tania Poguisch, del PRC di Messina e inviata dalla  segreteria nazionale di Rifondazione, che svolge una relazione lucida e di classe sulla questione dell’immigrazione dal Mediterraneo, mettendo in luce le colpe dell’imperialismo, la recitenza antisolidale dell’UE per l’accoglienza e gli esiti sicuritari delle nuove politiche del governo Gentiloni, politiche condotte dal ministro Minniti.

Arriva poi il momento dell’intervento di Bassam Saleh’ giornalista palestinese, rappresentante in Italia di Al Fatah. Bassam Saleh’, nota figura di riferimento del movimento di liberazione palestinese in tutto il Mediterraneo, denuncia con forza l’oppressione israeliana in territorio palestinese. Israele, base strategica della potenza statunitense in Medioriente, si ritrova costantemente complice delle aggressioni imperialiste sullo scacchiere del Mediterraneo. Bassam ribadisce la forza del movimento di liberazione che, fintanto che continuerà l’oppressione e l’occupazione da parte dei sionisti nei confronti dei palestinesi, continuerà a lottare – in tutti modi –  e a proclamare i diritti del popolo palestinese. Un intervento sentito, che più volte suscita l’applauso degli astanti.

Chi scrive traduce poi e legge i saluti al Convegno e gli interventi del PCE ( Partito Comunista di Spagna) e del PSUC ( Partito Socialista Unificato di Catalogna), in particolare di José Luis Centella, segretario generale del PCE, e di Xavi Pujols, portavoce del PSUC, impossibilitato a venire al Convegno a causa dello sciopero dei mezzi di trasporto. Dopo l’analisi dell’ attuale fase, gli interventi dei compagni spagnoli e catalani puntano a delineare la possibilità di una piattaforma comune, di tutti i comunisti europei, che miri ad affrontare le tematiche che si palesano quotidianamente e ad offrire delle soluzioni in linea con quello che i comunisti rappresentano, in totale rottura con le politiche neoliberiste promosse e perseguite dall’UE.

Segue la lettura di un importante quanto sorprendente saluto al Convegno: il regista cinematografico Frank W. Dobrin scrive che concorda con lo spirito del Convegno ed estende ad esso i saluti del grande attore francese Gerard Depardieu, col quale lo stesso Dobrin ha finito da pco di girare un film: “ Mon Cochon et moi”.

Penultimo intervento quello del compagno Ammar Bagdash, segretario generale del Partito Comunista Siriano. Nella  sua lunga relazione  (letta dal compagno Giovanni Spina, segretario provinciale della FGCI catanese) il compagno Bagdasch, partendo da un’acutissima analisi sulle ragioni geopolitiche che da anni ormai hanno convinto l’imperialismo USA a distruggere la Siria, porta una testimonianza dell’eroica resistenza del popolo siriano contro i tentativi di destabilizzazione portati avanti dagli Stati Uniti, dalla NATO e dai loro alleati. La Siria, posizione strategica decisiva nel Mediterraneo, grazie anche al contributo imprescindibile del partito comunista siriano e all’aiuto solidale e decisivo della Russia di Putin, ha dimostrato una straordinaria capacità di opporsi e resistere all’aggressione, lottando per la difesa della patria e per il mantenimento della sovranità nazionale.

 Conclude i lavori il compagno Fosco Giannini, della Segreteria Nazionale del PCI e responsabile del Dipartimento Esteri. Giannini parte da come in questi giorni, i media occidentali, nel 50° anniversario della “Guerra dei 6 giorni”, cantino le lodi di quella vittoria isrealiana e la supposta “ innocenza” israeliana di allora e di ora, come la supposta “solitudine” israeliana in quella “ Guerra dei 6 giorni”. Giannini dimostra, attraverso un chiaro excursus storico, come invece Israele avesse già svolto, ben prima di quella guerra, il ruolo di braccio armato dell’imperialismo inglese e francese in relazione all’attacco armato contro l’Egitto, quando Nasser aveva nazionalizzato la Compagnia del Canale di Suez; dimostra come Isreale era stata già armata, sia dall’imperialismo europeo che dagli USA, attraverso la dottrina Eisenhower, per il ruolo imperialista che doveva svolgere per sè e in nome dell’Occidente. Da braccio armato della Gran Bretagna e della Francia contro Nasser e contro le lotte anticolonialiste arabe, Israele sarebbe “naturalmente” divenuta la lunga mano militare degli USA e della NATO in Medio Oriente. Le terre conquistate 50 anni fa da Israele e non più riconsegnate ai paesi arabi e al popolo palestinese ( nonostante le tante risoluzioni volte a questa soluzione da parte dell’ONU) rappresentano anche oggi il problema palestinese e dunque il problema centrale del Mediterraneo.

Dopo le conclusioni di Giannini s’alza in sala la musica dell’Internazionale Comunista. Tutti in piedi: canto corale, pugni chiusi ed emozione dei compagni e delle tante compagne.

Questo importante Convegno ha segnato la prima tappa, nel deserto politico attuale, per l’ unificazione delle lotte dei comunisti europei e dell’area del Mediterraneo. Senza l’insegnamento del compagno Maurizio Musolino, lungamente ricordato da chi l’ha conosciuto, in particolare dai compagni della Palestina, della Siria e del Partito Comunista Portoghese, gran parte del lavoro che, come compagni del PCI, svolgiamo nei rapporti con il Medio Oriente sarebbe oggi impossibile: la sua immensa eredità speriamo col nostro lavoro di mantenere e rafforzare, nel segno dell’internazionalismo, dell’antimperialsimo e della lotta anticolonialista.