Veronika Yukhina

Cari compagni, buongiorno,

Sono arrivata dal Donbass per portare ai compagni italiani e a quelli giunti a Roma da altri paesi, il nostro saluto internazionalista. Il saluto dei comunisti della Repubblica Popolare di Lugansk!

Oggi noi siamo sulla linea del fronte della lotta contro il fascismo ucraino, creato e sostenuto dalle forze capitaliste dell’Occidente.

In Donbass c’è ancora la guerra e nonostante gli accordi di Minsk ogni giorno muoiono delle persone. Dal 2014 il nostro territorio è costantemente sotto il tiro dell’artiglieria dell’esercito di Kiev. Le cifre sono terribili: più di 10000 morti di cui più di cento sono bambini. Anche ora mentre siamo qui in questa sala qualcuno sta morendo, sia esso un soldato o un civile.

La regione continua a soffrire per la catastrofe umanitaria. Il Donbass era  un area industriale, circa 50% dell’industria pesante ucraina si concentrava qui. La produzione di macchinari, tubi, laminati, vagoni ferroviari, turbine, l’industria chimica. Ora quasi tutto è fermo, tante imprese sono rimaste distrutte dai bombardamenti, altre sono state danneggiate, ma la ripresa delle attività produttive è in forte dubbio.

Buona parte della popolazione ha perso il lavoro, quei fortunati che ancora ce l’hanno guadagnano 60-80 euro al mese, mentre le pensioni sono di circa 30 euro. Mille persone sono rimaste senza tetto e molti di loro non avendo dove andare vivono negli scantinati. É difficile, e per molti impossibile, spostarsi o cercare lavoro altrove: tutti gli atti amministrativi come il rilascio di documenti, o certificati non sono riconosciuti da nessun paese al mondo (tranne che dalla Russia che con un decreto di una settimana fa ha ratificato la validità di questi documenti sul territorio russo). Dal 2014 l’Ucraina ha interrotto al Donbass la fornitura di qualsiasi merce, compresi i medicinali, quindi da noi si muore anche per non riuscire a trovare l’insulina per curare il diabete. Siamo di fronte ad un genocidio del popolo ucraino fatto dal governo ucraino.

Viviamo in isolamento economico, giuridico e umanitario. Per ciò, cari compagni, il supporto internazionale per noi è vitale.

Questo supporto c’è stato da parte di molti compagni a cui siamo particolarmente grati. Soprattutto i compagni italiani si sono distinti nell’offrire sostegno: comitati di solidarietà, giornalisti, singoli attivisti. La loro mobilitazione è servita a dare sostegno concreto e a portare la voce della verità aldilà dei confini. Spiegando al popolo d’Europa quale sia la vera anima dell’EuroMaidan, non quella che viene riportata dai media mainstream.

Siamo grati ai comunisti d’Italia, d’Europa e del resto del mondo per il sostegno da loro offertoci. Questo è particolarmente apprezzato anche perché i nostri compagni ucraini che si trovano nei territori controllati dalla Junta di Kiev ci negano il loro supporto, a tutt’oggi non riusciamo a farci una ragione di ciò.

Noi capiamo che la guerra e la crisi in Ucraina non è un episodio casuale ma una conseguenza prevedibile della crisi del sistema capitalistico mondiale, sistema con a capo l’EU e gli USA. Capiamo inoltre che la soluzione ottimale per questa crisi e in particolare per la crisi ucraina e nel Donbass, è la vittoria della sinistra europea nella lotta contro il l’eurocapitalismo e la NATO.

I comunisti di Lugansk hanno già dato un loro piccolo contributo in questa lotta. Due anni fa, nel maggio 2015, abbiamo organizzato con l’aiuto di alcuni compagni italiani un forum internazionale che si chiamava AIS: Antifasism, Internazionalism, Solidarity. Delegati da 17 paesi vi hanno preso parte. Questo forum ha dato il via ad una campagna internazionale di solidarietà con il popolo del Donbass in lotta contro il fascismo. Si è costruito un ponte tra la nostra lotta e quella di tutti i compagni che qui in Europa lottano contro la politica imperialistica della UE e della NATO.

Nella prima edizione ci siamo conosciuti e siamo diventati amici, abbiamo discusso di possibili vie di interazione. Quest’anno  vorremo realizzare una nuova edizione del forum, dedicandolo al centenario della Rivoluzione d’Ottobre. Prevediamo di realizzarlo Ottobre-Novembre, la data è da definire. Invitiamo tutti a partecipare all’organizzazione. Siamo sicuri che il prossimo forum aiuterà a consolidare le nostre forze nella lotta contro il capitalismo in tutto il mondo.