Palmiro Togliatti e l'Assemblea Costituente

Per ricordare Palmiro Togliatti cinquant’anni dopo la sua scomparsa (avvenuta mentre era in vacanza a Jalta, Unione Sovietica, il 21 agosto 1964), abbiamo scelto di presentare  il suo lavoro all’Assemblea Costituente nel 1946-47.

In questi ultimi anni la nostra Costituzione è stata ed è al centro di numerosi attacchi, tentativi, a volte purtroppo riusciti. Ripercorrere il faticoso percorso di confronto, conflitto e sintesi che ha portato alla redazione della Carta, immediatamente dopo la dittatura fascista, la guerra mondiale e nel pieno della ricostruzione nazionale, forse può aiutare a comprenderne il valore e ad apprezzarne il senso.

Breve storia dell’Assemblea Costituente

Il 2 giugno 1946, gli italiani venivano chiamati alle urne, molto tempo dopo l’ultima consultazione, per decidere, mediante referendum, quale forma istituzionale (repubblica o monarchia) dare all’Italia e per eleggere i propri rappresentanti in seno all’Assemblea Costituente, che avrebbe stabilito il quadro normativo di riferimento istituzionale.

Votò il 61, 4 % della popolazione italiana complessiva. Avevano diritto di voto tutti i cittadini che avevano compiuto i 21 anni di età comprese, per la prima volta nella nostra storia nazionale, le donne.

La legge elettorale prevedeva la divisione del paese in collegi elettorali, nei quali i partiti presentavano una lista di candidati. L’assegnazione dei seggi avveniva con un sistema proporzionale, utilizzando il metodo dei divisori con “quoziente Imperiali”: determinato il numero di seggi guadagnati da ciascuna lista, venivano proclamati eletti i candidati che, all’interno della stessa, avessero ottenuto il maggior numero di preferenze da parte degli elettori, i quali potevano esprimere il loro gradimento per un massimo di quattro nominativi. I seggi e i voti residui venivano raggruppati nel collegio unico nazionale, all’interno del quale venivano proclamati gli eletti sempre col metodo dei divisori, ma utilizzando, questa volta, il “quoziente Hare” ed esaurendo il calcolo mediante il metodo dei più alti resti.

Vennero così eletti 556 Costituenti. La legge prevedeva l’elezione di 573 deputati, ma non le elezioni non poterono essere svolte in Alto Adige (sotto amministrazione alleata) e in Friuli Venezia Giulia (sotto amministrazione congiunta degli Alleati e della Jugoslavia). Si svolsero invece nei comuni piemontesi di Briga Marittima e Tenda, che sarebbero successivamente passati alla Francia.

Affluenza ai seggi

 Totale Percentuale
Elettori 28.005.449
Votanti 24.947.187 89,08% (su n.elettori)
Voti validi 23.010.479 92,2% (su n. votanti)
Voti non validi 1.936.708 7,8% (su n. votanti)
di cui schede bianche 643.067 2,6% (su n. votanti

La ripartizione dei seggi, effettuata con il criterio proporzionale puro, diede i seguenti risultati:

Seggi ottenuti

Lista Voti (%) Voti Seggi
Democrazia Cristiana (DC) 35,21 8.101.004 207
Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) 20,68 4.758.129 115
Partito Comunista Italiano (PCI) 18,93  4.356.686 104
Unione Democratica Nazionale (UDN) 6,79  1.562.638 41
Fronte dell’Uomo Qualunque (UQ) 5,27  1.211.956 30
Partito Repubblicano Italiano (PRI) 4,36  1.003.007 23
Blocco Nazionale della Libertà (BNL) 2,77  637.328 16
Partito d’Azione (PdAz) 1,45  334.748 7
Movimento Indipendentista Siciliano (MIS) 0,74  171.201 4
Partito dei Contadini d’Italia PCd’I) 0,44  102.393 1
Concentrazione Democratica Repubblicana (CDR) 0,42  97.690 2
Partito Sardo d’Azione (PSdAz) 0,34  78.554 2
Movimento Unionista Italiano (MUI) 0,31  71.021 1
Partito Cristiano Sociale (PCS) 0,22  51.088 1
Partito Democratico del Lavoro (DL) 0,18  40.633 1
Movimento Nazionale per la Ricostruzione 0,17  39.748 0
Unione Democratica Indipendente Lavoro e Libertà (UDILL) 0,16  36.398 0
Alleanza Monarchica Itlaiana (AMI) 0,13  30.505 0
Movimento Democratico Monarchici Italiani (MDMI) 0,13  30.017 0
29.023Alleanza Repubblicana Italiana (ARI) 0,13 29.023 0
Partito del Reduce Italiano (PdRI) 0,11  24.764 0
Partito Comunista Internazionalista (PCIN) 0,10  22.644 0
Fronte Democratico Progressista Repubblicano (PCI-PSIUP-PdAz-PRI, in Valle d’Aosta) 0,09  21.853 1
 Altre liste 0,87 199.451 0
Totale 100,00 23.010.479 556

Come si può notare dalla precedente tabella, vennero eletti i rappresentanti di 16 partiti, nessuno dei quali ebbe la maggioranza assoluta. Ciò nonostante, o forse proprio grazie a ciò, un Parlamento rappresentativo di tutte o quasi le sensibilità politiche riuscì a realizzare quella che è considerata una delle più belle Costituzioni al mondo, fortemente progressiva e sicuramente all’avanguardia.

Togliatti all’Assemblea Costituente

Come abbiamo visto nella seconda tabella, il gruppo comunista all’Assemblea Costituente era costituito da 104 deputati, fra cui, oltre a Togliatti, Umberto Terracini, che avrebbe assunto la Presidenza dell’Assemblea Costituente (v. elenco completo).

Togliatti ne costituiva il principale punto di riferimento e partecipò ai lavori sia dell’assemblea plenaria che della Commissione per la Costituzione (e sua Prima Sottocommissione), nonché della Commissione per la Redazione.

Gli interventi sia in aula che nelle diverse commissioni furono molteplici. Di seguito riportiamo i link ai verbali delle sedute con i resoconti stenografici degli interventi di Togliatti:

 

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