Basta scuse. Accogliamoli

Riprendiamo, facendolo nostro, un articolo di Left (numero del 10 marzo 2017) sulla mobilitazione in Spagna a favore dell’accoglienza ai migranti. L’articolo fa parte di un servizio più ampio di denuncia delle proposte del ministro degli Interni Minniti.

Il tema è di stretta attualità anche per l’Italia e per Genova e riteniamo sia uno dei principali argomenti su cui confrontarsi nel corso dell’imminente campagna elettorale per le amministrative 2017,

A Madrid e Barcellona la sinistra fa la sinistra

“Basta scuse, Accogliamoli”. In Spagna si va in piazza per difendere i migranti

Le città di Barcellona e Madrid, guidate dalle sindache Manuela Carmena e Ada Colau, hanno dichiarato guerra al governo centrale guidato dal popolare Mariano Rajoy. E lo hanno fatto a suo di cortei e manifestazioni. Le politiche migratorie sono uno dei principali terreni di scontro tra le città e il governo nazionale, in cui la sinistra parla e chiede cose di sinistra. Sabato scorso, a Madrid, al grido di “No all’Europa dei muri”, in 2 o 3 mila hanno manifestato davanti al ministero degli Esteri per rivendicare una nuova politica di asilo in cui la vita dei rifugiati sia una priorità. “Poniamo fine a questa vergogna” e “Madrid vuole dare il benvenuto” sono stati i più gettonati e inequivocabili cartelli con cui i madrileni hanno rivendicato un Paese che accoglie e che si oppone all’accordo Ue-Turchia, e cioè il patto con cui si chiede a Erdogan di controllare e contenere il flusso migratorio. Una settimana prima, il 18 febbraio, in 160mila si sono riversati per le strade della capitale catalana: “Basta scuse. Accogliamoli”, recitava lo striscione di apertura. E quelle immagini hanno immediatamente fatto il giro del mondo. La Barcellona di Ada Colau vuole essere una «città rifugio», lo ha detto più volte. «Gli Stati sono lenti e pavidi, le città, al contrario, sono i luoghi dove le cose si risolvono in maniera concreta. Noi possiamo allestire tutte le strutture del caso, e lo abbiamo fatto. Dando più risorse per l’accoglienza e trovando un alloggio ai richiedenti asilo, ma nessuno può stabilirsi senza lo status giuridico, e quello lo deve dare lo Stato», ha detto l’alcaldessa, mentre i suoi concittadini riempivano le strade della città. Quello che si chiede al governo centrale non è nulla di “straordinario”, ma solo di permettere l’ingresso nel Paese al numero di richiedenti asilo previsto dall’Ue. Il governo di Rajoy ha fatto entrare solo 1.100 dei 16mila profughi che si era impegnato ad accogliere in base al sistema di riallocazione fissato dall’Ue. Nel settembre del 2015, infatti, la Spagna si era impegnata ad accogliere 17.357 rifugiati entro due anni: 15.888 da campi dislocati in Italia e in Grecia e 1.449 dalla Turchia e dalla Libia. Intanto, la sindaca di Madrid, Manuela Carmena, ha denunciato che il presidente Rajoy si rifiuta di incontrare i sindaci che gli chiedono di gettare le basi per una collaborazione stabile, per garantire un’attenzione degna ai rifugiati. Ma Rajoy fa orecchie da mercante, impegnato com’è a offrirsi a Mr. Trump come suo interlocutore in Europa.

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