A due giorni dal voto è tempo di qualche considerazione

Non siamo certo noi i primi a dirlo, ma questa è stata una campagna elettorale molto sotto tono. I media nazionali ne hanno parlato poco o nulla, nonostante Genova sia una delle città più importanti fra quelle che vanno al voto domenica e, quindi, queste elezioni abbiano una valenza che supera i confini cittadini.

In parte questo è dovuto al fatto che nessuno dei candidati sindaco fosse un nome di grosso richiamo, ma non dobbiamo sottovalutare neppure il fatto che nessuno o quasi dei protagonisti di questa campagna abbia preso posizioni nette e decise su quelli che sono i grandi temi della politica: migrazioni, crisi del lavoro, situazione internazionale. Una campagna elettorale limitata ai temi di carattere locale nella quale hanno fatto più notizia le gaffe che i contenuti.

Per noi comunisti il rimpianto di non aver potuto dare vita al cosiddetto quarto polo è grande. Alla fine, quando eravamo a un passo dal farcela, la costruzione è crollata sotto il peso da un lato del politicismo, dall’altro della mancanza di coraggio nel voler percorrere una reale volontà di cambiamento. È un argomento complesso e che merita una disamina molto approfondita. Ne riparleremo più approfonditamente dopo le elezioni.

Ci sono ovviamente alcuni aspetti positivi. Fra i candidati – molti dei quali veri e propri “abbonati” allo scranno della sala rossa di Tursi – ci sono molti giovani. Vedremo se saranno in grado di portare una ventata di freschezza (sempre che riescano a farsi eleggere) o se saranno la solita, ennesima incompiuta nel desolante panorama politico italiano, perché giovani bisogna esserlo prima di tutto dentro, non solo sulla carta d’identità.

Vi sono poi candidature, specie fra le file degli aspiranti consiglieri comunali, di indubbio valore, per caratura e storia personale, per potenziale di idee e visioni e, lasciatecelo dire, per passione civile e politica. Avendo il PCI preso la decisione di non partecipare direttamente a questa tornata elettorale, poiché avevamo valutato non ci fossero le condizioni minime per ottenere dei risultati importanti dal punto di vista politico e non essendo interessati a una presenza “tanto per esserci”, è stato facile per noi entrare in contatto con alcuni di essi e, dopo aver constatato di essere in sintonia in quanto a obiettivi e visioni, decidere di appoggiarli. Così abbiamo deciso di sostenere con forza la candidatura di Gianmarco Veruggio in consiglio comunale e di Cristina Aste nel Municipio IX Levante.

Con loro è maturata l’intenzione di instaurare un dialogo che ci dovrà accompagnare fino al 2022, fra cinque anni. E allora la musica cambierà, perché avremo realizzato alcuni dei nostri obiettivi intermedi e avremo potuto consolidare la nostra presenza sul territorio e nel contesto culturale cittadino.

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