21 gennaio 1921 – 21 gennaio 2017: manifestazione a Livorno

La prima pagina dell’Ordine Nuovo che dà notizia della fondazione del nuovo partito.

Il 21 gennaio 1921 veniva fondato il Partito Comunista d’Italia, sezione italiana della III Internazionale. Il fatto avvenne al Teatro San Marco di Livorno, dove un gruppo di delegati si era trasferito dopo aver abbandonato il Congresso del PSI che si stava svolgendo in un altro teatro cittadino, il “Goldoni”. Ricorda Umberto Terracini che il luogo, precedentemente utilizzato come deposito di materiali bellici nel corso della Prima guerra mondiale, si presentava angusto, senza luce, privo di panche, con finestre senza vetri e il tetto sfondato.

Livorno, 21 gennaio 1921. Foto di gruppo dei delegati che diedero vita al Partito Comunista d’Italia

Il Congresso socialista si era appena rifiutato di espellere dal partito i membri della corrente riformista, una delle 21 condizioni previste per l’adesione all’Internazionale comunista. La minoranza, che rappresentava 58.783 iscritti su un totale di 216.337, coloro che si trasferirono al San Marco, era composta dal gruppo “astensionista”, facente capo a Bordiga, futuro leader del nuovo partito, dal gruppo dell'”Ordine Nuovo” di Gramsci, Togliatti, Terracini e Tasca, dalla corrente “massimalista” di Marabini e Graziadei e dalla stragrande maggioranza dell’organizzazione giovanile socialista (FGS). Questi gruppi, oltre a fondare il nuovo partito, ne elessero immediatamente il primo Comitato centrale, nel quale erano ben evidenti i rapporti di forze interni.

La scissione del PSI era stata determinata da cause che vanno principalmente ricercate al di fuori dell’Italia. Nel 1919, infatti, a Mosca era stata fondata l’Internazionale che, essendo certa fosse possibile esportare in tutta Europa il modello della Rivoluzione bolscevica, esercitava fortissime pressioni perché, oltre all’espulsione della corrente “riformista”, il Partito socialista assumesse quello di Partito comunista. Non si devono però dimenticare le caratteristiche peculiari del PSI che si era già caratterizzato per la sua autonomia rispetto ai partiti omologhi in occasione dello scoppio della Grande Guerra. I socialisti italiani, a differenza di quelli della maggior parte dei paesi europei, invece di appoggiare le rispettive borghesie nazionali, adottarono la parola d’ordine del “né aderire né sabotare”.

D’altronde, il successo della Rivoluzione d’Ottobre fungeva da fortissimo catalizzatore delle speranze dei settori più rivoluzionari dei partiti operai e ciò, congiuntamente alle tensioni sociali che caratterizzarono il dopoguerra, acuì le divisioni politiche fra le correnti principali del PSI: la destra riformista e socialdemocratica di Turati, i massimalisti di Serrati, che erano la vera maggioranza del partito, e la componente di Bordiga e Gramsci.

Va detto che, in quella fase storica, il dibattito interno al movimento socialista era particolarmente carente e ciò provocò un notevole ritardo nella creazione di un partito comunista rivoluzionario anche in Italia, dove sicuramente le condizioni politico-sociali per tentare la rivoluzione erano state molto più favorevoli nel biennio 1919-1920.


Sabato 21 gennaio 2017 il Partito Comunista Italiano organizza una manifestazione commemorativa di carattere nazionale, con concentramento alle ore 14 davanti all’ex Teatro San Marco, per ricordare la fondazione di quello che sarebbe diventato il più importante partito comunista dell’Occidente. Nei prossimi giorni saremo in grado di fornire ulteriori dettagli sul programma della manifestazione.

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