Mese: Maggio 2019

Un presidio contro la guerra

La nave saudita Bahri Yambu sta trasportando armi che verranno usate contro le popolazioni dello Yemen, paese da tempo sotto attacco da parte dell’Arabia. L’attracco al porto di Genova è previsto nella notte fra il 19 e il 20 maggio e, sebbene nella nostra città non verranno (così pare) caricate armi, ma materiali vari a uso non solo civile, lo sdegno è forte.

I lavoratori del porto di Genova, scenderanno in sciopero a partire dal primo turno e, contemporeneamente, a partire dalle ore 6.00 si svolgerà un presidio aperto a tutti i cittadini sensibili alle tematiche della pace, presso il varco di Ponte Eritrea.

I comunisti genovesi non vogliono essere complici di una strage ed esprimono il loro sostegno alla lotta dei “camalli” e la massima solidarietà alla popolazione dello Yemen.

Il PCI esce da Genova Antifascista

Sovente, nel corso delle assemblee di Genova Antifascista, si è parlato della necessità di sconfiggere il fascismo sul piano culturale. A questo proposito sono state prese magnifiche iniziative.

Su questo punto l’accordo della Federazione di Genova del PCI è sempre stato totale e incondizionato. Ma, alla luce di quanto accaduto a margine della manifestazione antifascista del 4 maggio 2019 si è resa necessaria per noi una seria e approfondita discussione in merito al prosieguo dei rapporti con Genova Antifascista.

Il presidio, sebbene organizzato in tempi strettissimi e con le disfunzioni sul piano della comunicazione che tutti abbiamo potuto riscontrare, ha avuto – o meglio avrebbe potuto avere – un notevole successo. E non ci riferiamo al numero dei partecipanti, bensì al risultato politico. La commemorazione fascista di Ugo Venturini era stata cancellata dal canto di Bella Ciao, ma soprattutto la carica della polizia contro gli squadristi rappresentava, ai nostri occhi, un fatto nuovo ed estremamente positivo. I media avrebbero potuto minimizzare, ma non avrebbero potuto negare quanto accaduto.

Si sarebbe dovuto prendere atto della “vittoria”, certo non eclatante ma nemmeno disprezzabile e continuare a presidiare la strada in un clima di festa oppure concludere il presidio e tornarsene alle proprie case.

Invece, la scelta individuale di alcuni di recarsi in piazza della Vittoria per cercare lo scontro ravvicinato con i fascisti, già di per sé discutibile in quanto non coerente con l’atteggiamento precedentemente assunto da Genova Antifascista in casi analoghi, ha portato a un ribaltamento dell’atteggiamento dei media, e quindi dell’opinione pubblica nei confronti dei fascisti, che sono stati fatti passare come vittime di un’aggressione.

Questa cultura e questi metodi non ci appartengono. Noi riteniamo che la battaglia antifascista vada condotta nel pieno rispetto delle regole, perché solo in questo modo è possibile rimarcare la differenza fra chi ha fatto della violenza, come i fascisti, la propria regola di vita e chi, invece, ha scelto il terreno della lotta politica, forse più difficile e sicuramente più lento, per affermare i propri ideali di libertà, uguaglianza, giustizia e pace.

In seguito a questa riflessione, sulla quale naturalmente siamo disponibili a confrontarci, la Federazione di Genova del PCI ha deciso di lasciare Genova Antifascista.

Elezioni europee: come voteranno i comunisti?

Se ci fosse stata la possibilità di presentare la nostra lista, ovviamente, non avremmo dubbi su chi votare e far votare. Ma ciò non è stato possibile, a causa di una legge elettorale che, prevedendo 150.000 firme, di cui almeno 3.000 in ogni regione italiana, rende impossibile la partecipazione dei partiti che non hanno già una rappresentanza parlamentare, europea o italiana.

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CS di adesione al presidio contro il fascismo del 4 maggio 2019

La federazione di Genova del Partito Comunista Italiano aderisce al presidio di sabato 4 maggio contro l’annunciata manifestazione fascista. La nostra adesione è piena: laddove la piazza si mobilita contro il nazismo, il fascismo e altri mostri politici, i comunisti ci devono essere, ci sono e ci saranno.

Rimangono però senza risposta diversi interrogativi:

  • Perché non vengono applicate le vigenti leggi che vietano la ricostruzione del disciolto partito fascista e l’apologia del fascismo?
  • Perché vengono tollerate manifestazioni come quelle commemorative dei morti della repubblica di Salò con i partecipanti che mostrano il saluto romano?
  • Perché, in nome di un malinteso senso di riappacificazione nazionale, giunte di centrosinistra come quella di Marta Vincenzi e giunte di centrodestra come quella di Marco Bucci hanno deliberato l’intitolazione di una via o di una targa a persone dichiaratamente fasciste? Di sicuro scelte come queste non portano alla pacificazione degli animi, ma a un innalzamento dei toni e dello scontro politico.

La federazione di Genova del Partito Comunista Italiano chiede che vengano rimosse tutte le simbologie fasciste dalla città medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza, che vengano chiusi immediatamente tutti i covi fascisti e che, qualora ci fosse la necessità di intitolare vie, lapidi, targhe, queste vengano intitolate ai veri eroi del nostro tempo, ovvero i morti sul lavoro, simbolo dello sfruttamento padronale.

Partito Comunista Italiano
Federazione di Genova

Oppressi ed oppressori

Si tratta di un saggio scolastico del novembre 1910, scritto da Antonio Gramsci quando frequentava l’ultima classe del liceo Dettori di Cagliari.

È davvero meravigliosa la lotta che l’umanità combatte da tempo immemorabile; lotta incessante, con cui essa tenta di strappare e lacerare tutti i vincoli che la libidine di dominio di un solo, di una classe, o anche di un intero popolo, tentano di imporle. È questa una epopea che ha avuto innumerevoli eroi ed è stata scritta dagli storici di tutto il mondo. L’uomo, che ad un certo tempo si sente forte, con la coscienza della propria responsabilità e del proprio valore, non vuole che alcun altro gli imponga la sua volontà e pretenda di controllare le sue azioni e il suo pensiero. Perché pare che sia un crudele destino per gli umani, questo istinto che li domina di volesi divorare l’un l’altro, invece di convergere le forze unite per lottare contro la natura e renderla sempre più utile a bisogni degli uomini. Invece, un popolo quando si sente forte e agguerrito, subito pensa ad aggredire i suoi vicini, per cacciarli ed opprimerli. Perché è chiaro che ogni vincitore vuol distruggere il vinto. Ma l’uomo che per natura è ipocrito e finto, non dice già «io voglio conquistare per distruggere», ma, «io voglio conquistare per incivilire».E tutti gli altri, che lo invidiano, ma aspettano la loro volta per fare lo stesso, fingono di crederci e lodano.

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1° maggio, si torna alla lotta

Il video delle manifestazioni di Genova e La Spezia

Come ogni anno, il 1° maggio Lotta Comunista organizza la sua imponente manifestazione. Il centro di Genova si colora di bandiere rosse e, quest’anno, insieme alle loro c’erano anche le nostre, quelle con il simbolo storico del Partito Comunista Italiano. Ci hanno invitato e noi abbiamo aderito. Abbiamo sfilato per le nostre strade consci che il lavoro ancora da fare è enorme, ma anche con l’orgoglio di aver intrapreso un cammino con il piede giusto, visti i riscontri positivi che riceviamo ogni volta che scendiamo nelle strade e nelle piazze (sempre più spesso). 

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