Mese: Aprile 2019

Perché è stato giusto tentare la raccolta firme

La raccolta firme a Sestri Ponente

È un dato di fatto: il PCI non si presenterà alle prossime elezioni europee. Abbiamo provato a raccogliere le firme necessarie per la presentazione delle liste, ma non ci siamo riusciti.

Questo dato di fatto merita, però, alcuni approfondimenti. Ed è doveroso fare questo sforzo ulteriore per illustrare il perché sono state fatte alcune scelte che hanno comportato un notevole sforzo, anche economico, per le federazioni sparse su tutto il territorio nazionale.

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Grande solidarietà ai lavoratori della Piaggio in lotta

È stato bello l’altro giorno – a sciopero dei lavoratori Piaggio ancora in corsa – sentire la seguente affermazione da parte di un addetto ai trasporti. Dopo aver chiesto notizie in merito al traffico anomalo riscontrato, alla nostra risposta che era in parte dovuto a una manifestazione, rispose: “Erano i lavoratori della Piaggio? Allora non mi dispiace aver fatto tutta questa coda, perché hanno tutte le ragioni del mondo per essere arrabbiati”. Questa bella manifestazione di solidarietà fra lavoratori ci ha rincuorato ed è forse da qui che si potrà partire per ricostruire la coscienza di classe nel nostro Paese.

Noi vogliamo parlare altrettanto chiaramente. Da qui dobbiamo ripartire. Dai lavoratori, se necessario parlando con loro uno per uno, con un modo di fare politica vecchio, se vogliamo, ma concreto. Non si possono ridurre quelli che sono drammi personali ad astratte categorie concettuali. I lavoratori hanno un nome, una storia, un progetto di vita; sono persone, non numeri.

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Le fake news di Mussolini

Dal Corriere della Sera di venerdì 5 aprile 2019, riportiamo questo articolo di Corrado Stajano, che presenta il libro di Francesco Filippi, “Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo”. Il libro ha una presentazione dello storico Carlo Greppi ed è edito da Bollati Boringhieri.

Si potrebbero aggiungere molte considerazioni, ad esempio sull’uso di un certo linguaggio considerato “tipicamente fascista”, quando invece era stato copiato in parte da D’Annunzio, in parte dagli Arditi della Prima guerra mondiale, o sul sistema di gestire le parate militari facendo sfilare più volte gli stessi mezzi in modo che sembrassero molti di più, e così via.

Mussolini campione di bluff
Le bugiarde vanterie del fascismo

Francesco Filippi in un pamphlet (Bollati Boringhieri) denuncia le leggende sul regime. «Mussolini ha fatto anche cose buone?»: troppi italiani ci credono ancora

Sembra un ritornello inestirpabile del modo di pensare di una certa comunità nazionale il titolo di questo libro di Francesco Filippi, Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo. Pubblicato da Bollati Boringhieri, con una prefazione di Carlo Greppi, lo studio di Filippi è di grande attualità. Non soltanto a causa delle balordaggini del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani: «Mussolini? Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non s’è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive per realizzare infrastrutture nel nostro Paese, le bonifiche, altro».

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Il ritorno del simbolo del PCI

Riportiamo un estratto del lungo articolo apparso sul sito I simboli della discordia a proposito della presentazione del nostro partito, con il nostro simbolo, alle elezioni europee. In coda al testo trovate il link per proseguire la lettura.

Europee 2019: il simbolo del Pci torna (almeno) al Viminale

Le elezioni europee che si avvicinano giorno per giorno segneranno un ritorno importante: il nome del Partito comunista italiano tornerà nelle bacheche del Viminale e sarà abbinato a un simbolo quasi identico a quello che per decenni ha raccolto i voti dei comunisti in Italia. Il ritorno sulle schede elettorali sarà oggettivamente più complesso (c’è lo scoglio delle firme da raccogliere), ma iscritti e militanti stanno facendo di tutto per riuscirci. Il partito, ovviamente, non è quello storico che ha partecipato a oltre quarant’anni di vita politica repubblicana, ma quello rifondato a Bologna nel 2016, a partire dal nucleo del Partito dei comunisti italiani nato nel 1998: in quell’occasione è stato eletto segretario Mauro Alboresi, impegnato a mantenere la continuità ideale con l’esperienza politica di cui da tre anni si è scelto di riprendere il nome.

“Abbiamo deciso di presentarci alle elezioni europee con il nostro simbolo – spiega Alboresi – sulla base di un preciso progetto politico. Ci fa piacere sottolineare che, dopo tanto tempo, gli elettori avranno la possibilità di votare per questo partito, che è in grande continuità con l’esperienza del Partito comunista italiano durata fino al 1992. Noi, sin dal momento in cui abbiamo deciso di ricostruire il partito, un processo che ovviamente è tutto meno che concluso, abbiamo deciso di rifarci alla parte migliore – ed è tanta – della storia di quel Pci, che ha coinciso largamente con la parte migliore del nostro paese.”

Il Pci di oggi, dunque, rivendica una profonda continuità ideologica con la precedente esperienza comunista, pur misurandosi “con una fase molto diversa rispetto a quella che ha caratterizzato soprattutto l’ultima parte della storia di quel Pci, per questo guardiamo anche criticamente ad alcune esperienze di quel partito, come figlie di valutazioni che oggi riteniamo necessario mettere in discussione”. Un esempio lampante, per Alboresi, è costituito dall’uscita dalla Nato: “oggi questa scelta è necessaria, imprescindibile, visto che la Nato secondo noi non è mai stata un soggetto votato alla difesa, ma a maggior ragione oggi si configura come braccio armato di una dimensione euroatlantica a guida statunitense. Non più tardi di ieri un esponente del governo norvegese, durante i festeggiamenti per l’anniversario della costituzione della Nato, nel dire che la sua funzione difensiva è particolarmente attuale perché la Russia, che non è esattamente l’Unione sovietica di allora, è ancora un pericolo e gli è persino sfuggito detto che con la Nato gli Stati Uniti sono sicuramente più forti, cosa su cui peraltro non avevamo dubbi”.

Segue su http://www.isimbolidelladiscordia.it/2019/04/europee-2019-il-simbolo-del-pci-torna.html

Alla garibaldina…

Meno di tre mesi fa salutavamo l’arrivo su questa terra di Aurora, figlia di due compagni della federazione di Genova. Oggi, altri due compagni, hanno allietato la nostra giornata con l’annuncio della nascita di Anita, che si unisce a Laura, la sorellina più grande, nella loro famiglia.

Queste tre bambine rappresentano bene il nostro partito, ricostruito da poco tempo e quindi, se vogliamo, anche lui neonato, con un futuro da costruire. Ma soprattutto ci danno e ci daranno il senso dello scorrere del tempo, perché noi, noi “grandi”, dovremo crescere insieme a loro, costruire il contesto per lo sviluppo della loro vita, di modo che sia piena e degna di essere vissuta. Ci scandiranno il tempo, perché la loro crescita non ammetterà pause, quelle pause che troppo spesso ci siamo concessi in passato e che non potremo più giustificare, nemmeno a noi stessi.

Se poi, un giorno, che arriverà presto anche se oggi sembra lontano, ci diranno che vorranno avvicinarsi alla nostra lotta, conoscere un po’ di più il nostro pensiero e il nostro partito, allora tutto quello che oggi stiamo facendo, poco o tanto che sia, ci avrà rivelato il suo perché.

COMUNICATO STAMPA: Il nostro no deciso alla targa in onore di Norma Cossetto

Comunicato stampa inviato a tutti gli organi di informazione in occasione della votazione unanime del Consiglio comunale, che ha deciso di intitolare una targa alla memoria di Norma Cossetto. Nei prossimi giorni avvieremo un percorso di informazione su quel periodo storico, particolarmente complesso, ma sul quale è necessario fare chiarezza, onde evitare strumentalizzazioni e falsificazioni.

Apprendiamo con sgomento che lo scorso 21 febbraio 2019 è stata depositata in Consiglio Comunale a Genova una mozione, approvata poi all’unanimità, piena di inesattezze, (la n°25/2019), presentata congiuntamente da Partito Democratico e Lega, che “impegna il Sindaco e la Giunta” a voler posizionare una lapide commemorativa in onore della fascista Norma Cossetto.

Già ad inizio Febbraio Casa Pound chiese al sindaco Bucci di intitolare alla Cossetto una via di Genova e ora, dopo qualche settimana, ci ritroviamo il Partito Democratico e la Lega ad accontentare Casa Pound, non intitolandole una via ma, addirittura, una lapide.

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